Zenga: “Cavani? Tra i migliori attaccanti al mondo. Io all’Inter? Ci avevo fatto un pensierino”

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"Gasperini ha 53 anni, io 51: tra due anni, magari…".
Walter Zenga, allenatore dell'Al Nasr, è intervenuto oggi ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli. Ecco le sue dichiarazioni: "Cavani? A mio avviso è già uno dei migliori attaccanti al mondo. A Palermo l'ho utilizzato qualche volta da prima punta in un tiredente d'attacco, così come aveva fatto in precedenza anche Ballardini. E' il calciatore che tutti gli allenatori vorrebbero allenare. Poi, Edinson è anche diventato meno egoista: a Palermo tirava in porta anche dalla bandierina del calcio d'angolo! Ma queste cose vanno perdonate agli attaccanti perchè sentono la necessità di provare a far goal dovunque e ovunque. Il Napoli? La Champions League è un risultato straordinario che porta in evidenza il lavoro di De Laurentiis, da quando il presidente prese la squadra dalla serie C. La Champions League è un risultato di assoluto prestigio, l'anno prossimo bisognerà confermarsi e migliorarsi. Sarà difficile, ma il bello del calcio è anche questo. Allenare lontano dall'Italia? E' una mia scelt a, nella mia carriera di allenatore ho lavorato principalmente lontano dal nostro Paese. Poi c'è stata un'occasione di tornare in Italia, ma in un momento in cui ero libero da contratto. Spesso si dimentica che un allenatore è all'estero, viene contattato ma è sotto contratto, così come io sono adesso sotto contratto con l'Al Nasr fino a giugno. Non spero mai che gli altri allenatori facciano male, non gufo nessuno. Io seguo la mia strada e non ho alcun problema. La mia fortuna è quella di avere un'ampia scelta perchè mi sono creato tante alternative, considerando anche che posso parlare 3-4 lingue. Chi allena in Italia è bravo di suo, il campionato italiano è difficile. L'allenatore bravo non gestisce il gruppo: un tecnico non gestisce gli uomini, che si gestiscono da soli. Un tecnico bravo gestisce le situazioni, i momenti, gli alti e bassi, come dosare gli allenamenti, come fare il turnover, come rapportarsi con la stampa ed i tifosi. La panchina dell'Inter? Non mi faccio pubblicità da solo. Avevo fatto un pensierino alla panchina nerazzurra anche prima di Leonardo. So che all'Inter mi apprezzano e mi stimano molto: se un giorno qualcun del club vorrà raccontare quello che c'è stato tra me e loro bene, altrimenti non c'è nessun problema perchè sono felice della loro stima. E aggiungo una cosa: sono sicuro che prima o poi arriverà il mio momento. Gasperini ha 53, io 51: tra due anni, magari, potrò arrivarci.
Maradona? Già ho parlato con lui: ha detto che mi ha sempre fatto goal e che ha sempre vinto contro di me. L'ho subito chiamato e gli ho ricordato che non è vero, che mi ha segnato appena tre goal. E poi, è vero che sono tre goal, ma li ha realizzati Maradona, mica l'ultimo arrivato. Poi, a memoria, mi pare che suo Napoli ci abbia battuto solo un paio di volte. Prendere go al da Maradona in carriera, voglio dire, ci può stare. E poi Maradona non ha fatto mica goal all'ultimo arrivato. Io e il Napoli? Avevo già firmato con il club partenopeo. Quando ci fu Italia-Svezia per le qualificazioni agli Europei, la gara della doppietta di Vialli, ero già praticamente un giocatore del Napoli, avevo già firmato ed avevo fatto tutto col presidente Ferlaino. Feci marcia indietro perchè a dicembre perdemmo un derby a San Siro con goal di Gullit e Trapattoni mi disse che non poteva più farmi giocare perchè ero in scadenza e avrei dovuto rinnovare. Ferlaino capiì benissimo la situazione e gli ridiedi indietro anche i soldi che mi aveva anticipato. Napoli era una realtà, l'Inter lo stava diventando. Laa mia scelta era portata dal fatto che ero un Nazionale e volevo fare un passo in avanti. Pellegrini non me lo fece fare, ma poi contò anche la mia voglia nerazzurra perchè sono tifoso dell'Inter".
Redazione NapoliSoccer.NET – Fonte: Radio Kiss Kiss Napoli



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