Gianluca Grava, l’ultimo cuore azzurro.

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Il difensore, nato a Caserta il 7 marzo 1977, ha rinnovato il contratto con il Napoli per un'altra stagione. A Napoli dal gennaio 2005, quando la squadra dell'attuale presidente si chiamava Napoli Soccer e militava in C1, è rimasto fedele alla causa senza mai batter ciglio. Mai un lamento, neanche quando è stato relegato in panchina per diverse settimane. Ha sempre riservato il suo fiato al campo mai ai microfoni. Un professionista serio che si è adattato a coprire ruoli diversi dal suo, sempre con la stessa dedizione e con lo stesso sacrificio. Terzino destro naturale, in caso di necessità, è stato schierato difensore centrale o sulla fascia sinistra. L'ha fatto per il “suo” Napoli, di cui ha sposato il progetto all'età di 28 anni, quando poteva tranquillamente ambire al palcoscenico più esaltante della serie B. Raccoglie i frutti di una carriera spesa a rincorrere gli avversari il 2 settembre 2007, con l'esordio in serie A nella memorabile sfida al Friuli con l'Udinese vinta per 5 – 0. Edy Reja e la squadra premiano il battesimo di Grava nella massima categoria, onorandolo della fascia di capitano. In quella stagione (2007 – 2008) colleziona 19 presenze. Con l'arrivo di Mazzarri viene impiegato in maniera assidua esprimendo un rendimento superlativo e per certi versi sorprendente. Il campionato 2009 – 2010 è sicuramente per lui il più esaltante con le 24 presenze in serie A e i riconoscimenti di squadra, società, tifosi e stampa. Nella maledetta partita con la Fiorentina al San Paolo del gennaio scorso si procura la lesione al legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro che lo costringe ad un lungo stop. E' notizia di oggi il rinnovo del suo contratto promesso tempo fa dal presidente De Laurentis. C'è da scommettere che il suo carattere, all'età di 34 anni, gli imporrà di impegnarsi come e più di prima, in onore di quella maglia e quella bandiera che ha sempre amato. L'ultimo cuore azzurro batte ancora.

Antonio Catapano Napolisoccer.NET



7 Commenti

  1. sei un grande Gianluca, speriamo che il Dela non ti manderà come ha fatto con Iezzo,Montervino e Carmando che meritavano un posto in società, è inutile parlare sempre di attaccamento alla maglia quando si mandano via personaggi come questi che hanno dato tutto per la maglia e che amano questa città. Meritavano più rispetto da parte della società.

  2. L’ultimo “eroe” di un epoca seppur triste molto ,ma molto gloriosa soprattutto x gli uomini che l’hanno intrapresa insieme a grava (pampa montervino boia iezzo giannello reja e altri…) e secondo me è di queste persone che il Napoli non si dovrebbe privare . Ma in questo mondo sia da parte dei calciatori (Hamsik) che delle societa’ (e ci metto pure i tifosi) la parola riconoscenza e gratitudine non esiste salvo baciare la maglia ,un gesto veramente falso e deprimente : viste le risultanze !

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