Scommesse: FIGC, Pene più severe anche per gli “ignavi”

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Nella sua riunione, il Consiglio Federale ha deliberato di allargare le previsioni normative e inasprire le sanzioni per il divieto di scommessa da parte dei tesserati e l'obbligo di denuncia.
Nel testo approvato dalla FIGC si segnala la squalifica non inferiore a tre mesi e l'ammenda non inferiore a quindicimila euro per i tesserati che scommettono direttamente o per interposta persona. La pena si inasprisce per chi altera in qualsiasi modo la classifica di un campionato. Sei mesi e trentamila euro per chi è a conoscenza ma non denuncia un illecito. 
Nella conferenza stampa seguita al Condiglio Federale, il presidente Giancarlo Abete ha rilasciato il seguente commento: "Ci siamo mossi su due aree di riferimento: rafforzare il sistema sanzionatorio, con l'obbligo di denuncia anche per le scommesse (articolo 6) e stiamo lavorando per rafforzare il quadro sanzionatorio per illecito sportivo collegato alle scommesse (articolo 7), perché prima l'illecito sportivo era lo strumento della corruzione adesso la situazione si è modificata perché oggi l'obiettivo non è più l'illecito sportivo per ottenere un risultato ma per ottenere un guadagno economico". 
Poi, a proposito delle prime pagine facili e delle immagini sbattute in prima serata anche senza il controllo puntale delle fonti, Abete continua: "Per quel che riguarda la Serie A, che deve trovare riscontro nelle indagini che fanno fare queste riflessioni, rimango dell'idea che non si debba lavorare per sensazioni ma con documenti e atti. La mia riflessione sull'attenzione del mostro in prima pagina non è isolata ma maggioritaria anche da parte di soggetti di varia sensibilità."
Luigi Simeone

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Napoletano, scrittore, impara a leggere prima di riuscire a dire "a cuoppo cupo poco pepe cape, poco pepe cape a cuoppo cupo" e tutti gli altri scioglilingua in napoletano che gli insegnava suo padre. La passione per il calcio risale al nonno paterno del quale porta il nome.

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