Scandalo FIFA, Commissione etica su entrambi. Blatter sapeva delle “mazzette” del rivale

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Ora che anche il Supremo Sepp Blatter deve rispondere di «condotta immorale» davanti a una commissione etica non resta più molto a cui credere.

La Fifa è marcia, a quattro giorni dal voto entrambi i candidati, Blatter e Mohamed bin Hammam, sono indagati per corruzione di vario genere il che, oltre a essere l'ennesima prova che il governo del calcio è in crisi, è anche l'ultimo stadio: il sistema è saltato. Spie, soffiate, vendette trasversali, il caos. Era successo al Cio nel 2002: il comitato olimpico è collassato ed è stato rivoluzionato, in meglio. Nuove regole, garanzie, scadenze: adesso barare è molto più difficile. La Fifa è allo stesso punto di rottura ma resiste, Blatter difende allo stremo il mandato che verrà (il quarto consecutivo) e nonostante tutto ha ancora buoni sostenitori. La Fifa incassa molto, investe tanto, aiuta i Paesi poveri e le bustarelle che si perdono per strada sembrano ancora il male minore. Si parla di miliardi e di un mondo che si è dilatato all'impossibile, fino a un Mondiale pensato in Qatar, al coperto, in uno stato che di certo da solo non può ospitare 32 squadre. È il gigantismo blatteriano e porta consensi, diritti tv, nuovi mercati, quanto basta per coinvolgere tutti o quasi almeno per i prossimi quattro anni.

Un voto a ridosso di un'inchiesta così importante sa di farsa, ma è difficile che la Fifa si fermi. Oggi i due candidati-indagati verranno ascoltati dalla commissione etica che domani darà il suo giudizio. Solo se entrambi verranno considerati colpevoli potrebbe incepparsi il meccanismo ma bisognerebbe persino vedere il grado di torto assegnato ai due. Le accuse sono molto diverse: bin Hammam, capo della confederazione asiatica, avrebbe dato delle bustarelle sotto banco per essere eletto e Blatter avrebbe ignorato questa cattiva condotta come altre situazioni simili in passato (vedi assegnazioni dei Mondiali 2018 e 2022) in nome del vivi e lascia vivere. La Fifa non risponde a nessuno, come altre organizzazioni che hanno sede in Svizzera, non subisce giudizi esterni e non esiste una figura o un organo che può chiedere il rinnovamento a forza.

Le riforme radicali devono arrivare dall'interno e il movimento è troppo lento per agire in una settimana. Lo sa bene Michel Platini, considerato l'uomo del futuro, già virtualmente pronto a prendere la poltrona di presidente nel 2015 e scettico sulle possibilità di un voto posticipato: «Dovrebbe votare in questo senso i tre quarti dell'assemblea, mi sembra difficile. Restiamo sereni e aspettiamo il lavoro della commissione etica. Se io ho mai assistito a episodi di corruzione? Chi paga sa a chi rivolgersi e non viene certo da me perché sono incorruttibile».

Platini cerca di uscirne con eleganza, come se altri quattro anni di reggenza Blatter a questo punto fossero dovuti. La sua corrente ritiene che comunque l'attuale congresso non sia preparato e neanche adatto a un reale cambio di rotta e che quindi sia meglio prosperare fino ai prossimi Mondiali e intanto preparare la strada al nuovo. Poi c'è la vecchia guardia, la maggioranza, scandalizzata dai sospetti e terrorizzata dall'ipotesi di perdere privilegi. A spalleggiare il gruppo ieri si è mosso persino il primo ministro russo Putin: «Il fatto che Blatter sia stato trascinato in questa storia è assurdo». L'opposizione dura è capeggiata dagli inglesi (gli unici ad aver dichiarato settimane fa che non avrebbero votato «candidati impresentabili»), sono loro a spingere la frangia progressista a rinviare «le elezioni truccate» e risultano troppo fanatici ai più. Un micro segnale positivo lo dà la commissione etica: doveva essere presieduta da Claudio Sulser, ma lui ha rinunciato all'incarico: «Sono svizzero, sarebbe un conflitto di interessi». Concetto del tutto nuovo da quelle parti.
 

Fonte: lastampa.it

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Giornalista sportivo, appassionato di calcio e, da sempre, tifoso del Napoli. Dal 2004 partecipo al progetto Napolisoccer.NET condividendone obiettivi e speranze, con l'unica finalità di fornire ai lettori un'informazione corretta e neutrale, scevra da pregiudizi e fuori da ogni logica di interesse. Napoletano convinto, nutro amore e passione incondizionata per "Terra mia", "Napul'è" e per la maglia azzurra.

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