Atalanta-Napoli: cifre e curiosità

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Domenica pomeriggio, allo stadio Atleti azzurri d’Italia, si gioca Atalanta-Napoli, gara valida per il 12° turno di campionato.
Sono 38 i precedenti giocati a Bergamo, in serie A. Il bilancio vede in netto vantaggio i padroni di casa con 16 vittorie, altrettanti sono i pareggi e appena 6 (16%) le gare vinte dal Napoli. Le reti segnate sono 96 ed i rigori assegnati 11: nello specifico 57 sono le reti bergamasche e 39 le napoletane, i rigori assegnati sono rispettivamente 9 e 2.
L’ultima vittoria degli azzurri è datata 17 settembre 1995, quando la squadra di Vujadin Boškov vinse 3 a 1 (3’ Vieri (A), 31’ Buso, 63’ Imbriani, 74’ Agostini). L’ultima vittoria degli orobici coincide con l’ultimo precedente. Alla 14a giornata della scorsa stagione, è terminata con un pesantissimo 5 a 1 a scapito del Napoli che, dopo aver chiuso il primo tempo sul 3 a 0 (6’ Floccari, 21’ Langella, 36’ Doni), subì il quarto gol al 49’, siglato da Moris Carrozzieri, prima della rete della bandiera: un lampo del Pampa Sosa che gira un pallone arrivato con un cross dalla tre quarti verso la porta e lo insacca con un interno sinistro vincente sul secondo palo. Una gol tanto bello quanto inutile visto che al 75’ Ferreira Pinto umilia ulteriormente i partenopei. Il pareggio manca dalla stagione 2000/01, quando le due squadre misero a segno una rete per parte: al vantaggio di Fabio Pecchia (38’), replicò il solito Cristiano Doni su calcio di rigore al 69’.
Ricordando le partite con il record di reti (6), bisogna elencarne addirittura quattro: una di queste è quella appena citata, le altre tre sono terminate 2-4 (2’ Conti (A), 12’ Novelli, 25’ Di Giacomo, 30’ Perani (A), 50’ e 87’ Vinicio), 2-4 (12’ Jepsson (A), 51’ Formentin, 53’ rig. Sorensen (A), 73’ Viney, 77’ Amadei, 80’ Astorri) e 5-1 (1’ e 43’ Fabbri, 4’ e 31’ Peretti, 21’ Cadregari (N), 27’ Gaddoni) nelle stagioni 1957/58, 1951/52, 1941/42. Ci sono tre ricorrenze per quanto riguarda le partite con maggior reti di scarto (4): oltre ai due 5 a 1 già menzionati, manca all’appello il 4-0 (22’ Cominelli, 32’ Gaddoni, 36’ e 83’ Fabbri) della stagione 1940/41, dove si notano le reti di Edmondo Fabbri, c.t. dell’Italia nel deludente mondiale inglese del 1966.
Passando ai primi incontri, tra il 1937 ed il 1948 ci furono le prime 5 sfide che videro altrettante vittorie bergamasche, due delle quali già citate. Il primo pareggio lo si ha nella stagione 1950/51, un 2-2 (29′ Krieziu, 30′ e rig. 54’ Soerensen (A), 78′ Remondini), e la prima vittoria azzurra in quel di Bergamo arriva la stagione successiva con l’autorevole 4 a 2 ricordato in precedenza tra le partite con il record di reti segnate. La seconda vittoria del Napoli la si ha nella stagione 1955/56 quando, grazie ad una doppietta di Luís Vinício, vinse 2 a 1 (2’ e 67’ Vinicio, 43’ Brugola). La terza vittoria è il 2-4 del 1957/58, anch’esso tra le partite già riportate, dove si nota un’altra doppiettà di Luís Vinício. Nel torneo del 1962/63, la partita ebbe una sua importanza perché la sconfitta che il Napoli rimediò a Bergamo, 2-1 (46′ Da Costa, 82′ F. Nielsen, 85′ Corelli (N)), portò alla retrocessione in serie B degli azzurri. Nella stagione 1965/66, una rete dell’inglese Gerry Hitchens al 69’ stabilì il successo atalantino sul Napoli di Omar Sivori e José Altafini. Stesso risultato nel 1967/68, ma a segnare al 76’ fu il futuro attaccante partenopeo Beppe Savoldi. Seguirono due pareggi ed una nuova sconfitta per il Napoli, sconfitta che vide tra i marcatori orobici un futuro protagonista della storia del club napoletano, Ottavio Bianchi. Era la stagione 1971/72 e terminò 3 a 1 (8’ Bianchi, 10’ e 50’ Magistrelli, 52’ rig. Altafini (N)). Tra la terza vittoria partenopea e la quarta, passarono 29 anni. Solo nella stagione 1986/87 (che si concluse con la vittoria del primo scudetto degli azzurri) il Napoli tornò a imporsi con un 1 a 0 siglato al 12’ da Bruno Giordano. Nella stagione 1988/89 finì 1 a 1 con una rete di testa di Diego Maradona al 40’ ed il successivo pareggio atalantino di Eligio Nicolini al 60’, su calcio di rigore. Al termine della gara, l’ing. Corrado Ferlaino si lamentò per il clima intimidatorio a cui venne sottoposta la squadra napoletana. La quinta vittoria degli ospiti è stata rinominata la gara della monetina: è il 3 aprile del 1990, mancano tre giornate alla fine del torneo ed il Napoli è al secondo posto ad un punto dal Milan di Arrigo Sacchi. Mentre il Milan non andò oltre lo 0 a 0 a Bologna, il Napoli vinse la partita di Bergamo, con l’Atalanta di Emiliano Mondonico, a tavolino perché al 75’, sul risultato di 0 a 0, venne lanciata una monetina che ferì al capo il centrocampista del Napoli, Ricardo Rogério de Brito detto Alemao. La gara terminò 0 a 0 ma il giudice sportivo decise per la vittoria a tavolino, 2 a 0 in favore del Napoli che raggiunse il Milan per poi superarlo all’ultima giornata, vincendo così il suo secondo scudetto. Per arrivare alla sesta ed attualmente ultima vittoria azzurra passano 9 anni nei quali il Napoli ottenne 3 pareggi ed una sconfitta per 3 a 2 (21’ Perrone, 52’ e 75’ Ganz, 7’ Fonseca (N), 90’Ferrara(N)) nel torneo 1992/93. Siamo arrivati all’ultima vittoria, già citata, ottenuta nel campionato 1995/96 e da allora si sono avuti i seguenti risultati: 2-2 (40’ Morfeo, 46’ Aglietti(N), 51’ Caccia(N), 75’ Sgrò), 1-0 (16’ Lucarelli C.), 1-1 e 5-1 (gli ultimi due già menzionati) nelle stagioni 1996/97, 1997/98, 2000/01 e 2007/08.

Gli ex dell’incontro sono 2 per parte: sulla sponda nerazzurra abbiamo il portiere Ferdinando Coppola, napoletano cresciuto nelle giovanili della squadra della sua città. Ha passato poco più di 5 stagioni con il Napoli, con un picco di 16 presenze nella stagione 1999/00, contribuendo alla promozione della squadra in serie A. L’altro calciatore è in comproprietà tra le due squadre, stiamo parlando dell’esterno austro-ungherese Gyorgy Garics. Dopo essere stato prelevato dal Napoli nell’estate 2006, dal Rapid Vienna, ha disputato 37 gare con una rete rifilata al Milan nel 3 a 1 del San Paolo della scorsa stagione; tra i partenopei c’è Samuele Dalla Bona, cresciuto nelle giovanili bergamasche dalle quali è stato prelevato a soli 17 anni, nell’ottobre 1998, dal Chelsea. L’ultimo ex della gara è Inácio Piá, anche lui cresciuto calcisticamente nel vivaio dell’Atalanta, con cui ha esordito nella massima divisione italiana. Delle 4 stagioni e mezzo con la maglia nerazzurra, le prime due le ha passate nelle giovanili ed in totale ha collezionato 33 presenze siglando una sola rete.

Curiosità: è interessante far notare che i due tecnici, entrambi friulani, si sono incrociati da calciatori ben due volte. Nel 1968 alla Spal: Del Neri era un giovane regista di talento, prelevato appena diciottenne dalle giovanili dell’Aquileia, squadra della sua città. Edy Reja era alla sua quarta stagione alla Spal, club in cui è cresciuto, in procinto di passare al Palermo. Si sono ritrovati nella stagione 1983/84: nel Pro Gorizia, in C2, con Del Neri agli ultimi anni di carriera e Reja alle prime esperienze da allenatore. Tra l’altro il biondo centrocampista dai piedi buoni ottenne quell’anno il record personale di segnature: 8 gol in 32 partite.

Queste le quote della partita:
BWIN: Atalanta 3.00 – X 2,90 – Napoli 2,35;
UNIBET: Atalanta 2,85 – X 2,90 – Napoli 2,50.

Massimo Di Vito – Redazione NapoliSoccer.NET

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