A Napoli il soldato e’ di nuovo innamorato

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Se lo scudetto tricolore verra’ con merito cucito sulle casacche rossonere, e’ di certo il Napoli ad assurgere quest’anno a rinnovato modello sportivo per un campionato spesso e volentieri stracotto: per la determinazione infusa costantemente durante tutta la cavalcata, per i mezzi relativamente esigui a disposizione, per le passioni che ha saputo suscitare in milioni di tifosi, reali e virtuali, lungo il corso delle diverse competizioni. Sono, infatti, soprattutto le passioni a raccontare il nuovo passo di questi ragazzi: esse somigliano ad un fiume carsico – a volte possono sembrare nascoste o del tutto scomparse, ma intraprendono percorsi sotterranei e aspettano solo la compagnia adatta e la giusta melodia da cantare allo stadio per poter risalire alla luce.
La serata di ieri doveva misurare quanto il vaso di Pandora fosse stato irrimediabilmente scoperchiato dagli azzurri; ma, dopo un primo tempo non scevro di emozioni, e una ripresa che onestamente si sarebbe potuta onorare in modo piu’ sportivo, il traguardo della Champions appena tagliato sembra il giusto riconoscimento ad un’annata spettacolare. Prima ancora che ad entrare in Europa dopo un paio di decadi, il Napoli e’ tornato finalmente a rendere lo sport un generatore di umani sentimenti, che possano prendere luce nelle notti affastellate di ricordi ed aspettative, negli applausi di un pubblico che perde ma non esce sconfitto, nei piedi di un undici che e’ volato spessissimo aldila’ delle proprie oggettive capacita’. E questo, in una citta’ evidentemente in ginocchio, vale piu’ di una flebile speranza.
Per molti versi, da oggi il cammino si fa piu’ impervio. L’onore delle cronache porta inevitabilmente con se’ la responsabilita’ delle scelte. Non sempre la societa’ ha tenuto i nervi saldi, quest’anno, ma le va dato atto di aver camminato quasi ovunque in modo autonomo: non s’e’ fatta intimidire dall’urlo dei tifosi quando si e’ trattato di cedere i beniamini, non ha assecondato le critiche della stampa quando si sono mostrate all’orizzonte. Ora e’ tempo di fare nuovi passi in avanti, avendo chiaro che la barra e’ stata collocata decisamente piu’ in alto. E che spesso qualunque elemento nuovo va introdotto testardamente quasi a dispetto di tutto e tutti – istituzioni, pubblico, giornali.
Ad alcuni, la storia di una squadra che ha iniziato qualche anno fa, quasi senza palloni, ad allenarsi per la serie C, suona ormai come un ritornello andato a noia. Quella storia, invece, e’ bene averla stampata nella testa, perche’ e’ vera e rende chiara la strategia adottata sinora da questa societa’. La quale ha puntato, con onore e merito, sul cosiddetto fair play nei bilanci per avere una prospettiva sana, che non ceda alla tentazione – forte, da queste parti – di bruciare tutto ed in fretta. E’ improbabile che il Napoli contenda campioni milionari alle concorrenti europee; va tuttavia ricordato che, pur senza un budget stellare, la compagine azzurra e’ stata l’unica ad aver onorato le competizioni continentali con allegria quasi spavalda, senza rendere il calcio nazionale inadeguato agli occhi degli stranieri, come altri hanno contribuito a fare.
In definitiva, e’ il Napoli la vera squadra che fa sognare, oggi, in questa serie A. Forse l’unica. Il sogno si vive senza rimpianti come un trampolino dal quale si puo’ solo saltare. Non sappiamo se le ali reggeranno. Ma a chi ci taglia i legacci e ci lascia immaginare questo calore, non possiamo che essere grati.
 

Raniero Virgilio – Napolisoccer.NET

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Giornalista sportivo, appassionato di calcio e, da sempre, tifoso del Napoli. Dal 2004 partecipo al progetto Napolisoccer.NET condividendone obiettivi e speranze, con l'unica finalità di fornire ai lettori un'informazione corretta e neutrale, scevra da pregiudizi e fuori da ogni logica di interesse. Napoletano convinto, nutro amore e passione incondizionata per "Terra mia", "Napul'è" e per la maglia azzurra.

1 COMMENTO

  1. che il napoli, non solo quest’anno, stesse proponendo un modello di società calcistica decisamente diverso da quelli a cui siamo abituati, non cè alcun dubbio. conti in regola, tetto d’ingaggi, calciatori giovani, insomma qualcosa di idverso e sicuramente postitvo. il napoli dal suo rientro in serie A, ha sempre sfiorato qualcosa di importante, qualcosa al di sopra dell’effettivo valora della rosa di calciatori, vari fattori sono alla base di questi risultati, e che hanno portato il napoli nella massima competizione per club europei. grande merito a chi ha incastrato tutti i pezzi di questo meravigliso puzzle. e stata senza dubbio una bellissima favola, la cenerentola che non aveva neanche le scarpe reginetta del campionato. ora però la musica cambierà, le difficoltà insorgeranno e non saranno facili le soluzioni, o si cresce o si può finire come la sampdoria, la squadra ligure ha fatto un bel campioato la scorsa stagione per un pelo non si è ritrovata nei gironi della champions e oggi va in serie B. certo ci sono grandi differenze tra il napoli e la samp, però se non si programma bene la prossima stagione le delusioni possono fare posto alla gioia di tutto l’ambiente. io credo che esista sempre una via di mezzo nelle cose e per il napoli spero con tutto il cuore che ci sia per davvero la possibilità di creare, per la prossima stagione, una squadra capace di far bella figura in europa e che abbia le carte in regola per consolidare una prersenza di vertice nel campionato italiano. non chiedo fuoriclasse da ingaggi stratosferici, fa bene de laurentis a mantenere un equilibrio societario, ma di certo al napoli servono tre calciatori da inserire nei titolarissimi parafrando mazzarri, nonchè un paio di calciatori da alternare o per variare lo schema durante una partita. secondo me questo puo e dovrebbe essere fatto adesso e non prospetticamente, e qui che mi divido dal presidente, una politica piu al risparmio che guarda al futuro puo compromettere il rapporto con calciatori già del napoli e che vogliono vincere e guadagnare, ad esempio, cavani, se l’anno prossimo segna di nuovo 20 gol, potra il napoli difendersi da club che piomberanno come falchi sulla preda? resteranno comunque se il napoli proseguirà ad avere una rosa nonall’altezza della situazione? mazzarri vuol andar via per questo? da qualsiasi angolo la vedi la cosa io credo che una cifra tra 40/50 milioni sia un investimento che puo rendere il napoli per davvero una squadra interessante.

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