Euro 2008: Olanda-Francia 4-1; E’ ancora arancia meccanica.

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Italia e Francia per lei pari sono. L’Olanda tratta i campioni e i vice campioni del mondo allo stesso modo, rifilando un 4-1 ai ‘blues’, dopo il 3-0 agli azzurri. Un’altra grande prova di forza degli orange che hanno esibito ancora il loro gioco corale, una robusta sinfonia col pallone in cui tutti suonano al momento giusto il proprio strumento: cambia solo il ritmo, ora lento ora rapidissimo, a seconda dei momenti della gara, resta fisso lo schema 4-2-3-1 ma mutano gli interpreti durante il concerto. Stavolta e’ toccato a Van Persie e Robben entrare in scena nella ripresa, firmando un gol a testa dopo quello del vantaggio iniziale di Kuyt e prima di quello definitivo di Sneijder. La Francia e’ finita progressivamente al tappeto, subito intimorita dalla partenza autoritaria dell’Olanda che ha imposto il suo possesso palla portandosi velocemente sull’1-0 con la collaborazione della difesa avversaria. Poi la squadra di Domenech ha tentato il recupero ogni volta che gli avversari rallentavano le cadenze, ma ha raccolto poca concretezza in attacco, con un Henry ancora lontano dalla perfetta forma e per di piu’ trovando sulla strada un Van der Sar sicuro di se. La parte migliore i francesi l’hanno offerta nella ripresa, costruendo con Ribery e Malouda qualche buona occasione anche per un possibile ma non concesso rigore, quando Ooijer ha deviato col braccio un tiro di Henry, furente nella protesta ma poi sciaguratamente sprecone quando si e’ trovato solo davanti al portiere. Ma subito l’Olanda e’ tornata padrone della scena con il suo fulmineo contropiede manovrato che ha propiziato il gol capolavoro del 2-0 e poi quello del 3-1, spietatamente messo a segno giusto un minuto dopo la rete di Henry, risultata praticamente inutile. Per farsi coraggio gli uomini di Domenech hanno tentato anche di affiancare Gavou ad Henry, con Ribery libero di svariare spesso sulla sinistra e costruire con tenacia qualche trama quasi sempre stracciata dalla possente, anche se a volte svagata, retroguardia olandese. Subito dopo l’intervallo Van Basten ha tirato fuori dal ricco mazzo dei suoi duttili centrocampisti il recuperato Robben (guarito dopo i fastidi all’inguine), schierandolo al posto del gigante Eengelaar, appaso un po’ sottotono, e poi il talentuoso Van Persie, subito capace di mettere il suo timbro sul copione della partita. Proprio quando sembrava riaccendersi la fiammella di speranza per la Francia si e’ avuta la conferma della tremenda efficacia della manovra olandese quando si esprime con improvvise ripartenze piu’ con la manovra in orizzontale. Le qualita’ tecniche sei singoli esaltano la validita’ degli schemi, come si e’ visto stasera con la prodezza balistica di Robben, la girata vincente di Sneijder, la magia di tacco di Van Nistelrooy che ha aperto la strada all’azione del secondo gol. Per la Francia gia’ il 3-1 ha avuto l’effetto di una ghigliottina, un taglio secco al suo possibile recupero, una ipotesi nemmeno ravvivata dall’ingresso di Anelka come terza punta; una mossa della disperazione per Domenech che valeva come il lancio della spugna. Adesso l’Olanda si ritrova sempre piu’ convinta del proprio potenziale, gia’ sicura del primo posto nel girone C e quindi del passaggio ai quarti di finale. Con i 6 punti in cassaforte Van Basten potra’ scegliere tranquillamente come affrontare la terza (per lui inutile) partita contro una Romania che potrebbe trarre vantaggio da un possibile turnover e da un atteggiamento permissivo degli olandesi. Un’altra brutta notizia per l’Italia, ma questi sono lussi che puo’ consentirsi uno squadrone che nel cosiddetto girone di ferro ha dimostrato di avere solidita’ d’acciaio e splendore dorato.

Fonte: ANSA



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