Caro Walter, ti scrivo …

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mazzarri-12-02-2011"Caro Walter ti scrivo così mi distraggo un po’ e siccome sei molto lontano più forte ti scriverò". Brevemente… pacatamente. Ieri nelle interviste del dopopartita una lunga schiera di allenatori a domanda ha risposto con lo stesso concetto che tu vai pronunciando da tempo, quel leitmotiv che induce tutti i protagonisti di buon senso a fare i conti con le rispettive società a fine stagione quando, raggiunti o meno gli obiettivi stagionali, sarà possibile tirare le somme alla propria stagione. Da Leonardo a Colomba, da Montella a Pioli, passando per Delio Rossi, Malesani e Simeone, solo per citarne alcuni. Ma nessuno di questi sta subendo il pressing mediatico al quale ti stanno sottoponendo dove tra l’altro paghi la condizione di non essere un volenteroso oratore, sempre stringato, quasi timido. Sabato, però, quei vampiri della notizia, che non sono altro, ti hanno praticamente azzannato alla ricerca del quel vulnus che hai ben nascosto tra le pieghe della tua coerenza e l’hanno fatto mettendo a soqquadro ogni angolo della tua vita professionale. La tua estenuante quanto legittima difesa ora scricchiola, appari ormai un uomo braccato, infastidito dalle continue sferzate e sollecitazioni varie sparse qua e là come una serie di infingarde tagliole collocate nella speranza che lo scatto improvviso ne imprigioni il verso. Chi abbia sciolto i cani e soffiato nel corno da caccia appare facilmente intuibile nel quadro di una sceneggiatura scritta a più mani i cui indizi partono da Torino per finire dopo un lungo giro a Roma: se alla Juve spinge la fretta immediata di pianificare gli investimenti per la prossima stagione, ai giallorossi invece serve il soggetto tecnico attorno al quale riscrivere il nuovo corso bostoniano della proprietà. Eppure caro Walter bastavano poche ma nette parole a smontare tutto questo groviglio di ipotesi. Nette come quelle che hanno espresso il sentimento del popolo azzurro e che hanno fatto capolino nella curva sabato scorso, che volevano raggiungere testa cuore e pancia di chi non vive il rapporto professionale con Napoli e nel Napoli come un privilegio, nonostante l’esaltante annata. Un monito per ora generico ma che a breve potrebbe avere nomi e cognomi ben precisi, sbugiardando fantomatiche coerenze di un mondo autoreferenziale che dimentica sovente il rispetto e la riconoscenza, specialmente verso il pubblico che dispensa amore e regala notorietà, l’unico vero fruitore dello show business pallonaro, che attualmente a Napoli tra i due litiganti non gode di certo. Il Napoli di quest’anno, di cui sei il mentore, ha confermato la regola che per ottenere grandi risultati ed immense soddisfazioni c’è bisogno di saper gettare il cuore oltre l’ostacolo, cosicché, in un rinnovato slancio, le chiacchiere siano bruciate in un falò purificatorio ed il tuo sodalizio partenopeo trovi il vigore per una nuova serie di memorabili vittorie, l’Europa ci aspetta!

Antonello Greco

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Giornalista e Vice Direttore di Napolisoccer.NET . Tifoso del Napoli, coniugo l'amore e la passione per gli azzurri alla deontologia propria del lavoro di giornalista. Il piacere di raccontare le vicende azzurre, con i suoi risvolti sociologici, con criticità e romanticismo quando ci vuole. Pratico la libertà d'informazione senza condizionamenti.

6 Commenti

  1. L’entusiasmo e l’amore che c’è al Napoli e che solo i napoletani sanno offrire, è apprezzabile da parte di Mazzarri e dei giocatori solo durante le partite! Nella vita di tutti i giorni questo amore e questa passione finisce solo per asfissiare e opprimere ed è questo uno dei motivi perchè Mazzarri se ne vuole andare!

  2. Non sono daccordo con Prizius. Gli allenatori come i calciatori esercitano una professione legata al guadagno attuale o in prospettiva. E’ questo l’unico metro di giudizio che li contraddistingue e, d’altro canto, non devono essere biasimati, è il loro lavoro.
    A napoli come a milano, torino o roma, la pressione di essere famosi è lo scotto che bisogna pagare. Inoltre, sfido chiunque a non voler stare al loro posto.
    Questa è la regola che li guida.

  3. ragazzi a parità di ingaggio ,anche se parlare di soldi è sempre tabù… in questo ambiente , come se non fosse la cosa più importante …….nooooo!!!nooooo!!!,lasciare napoli in champions , e andare alla juve , dove da quando ha conosciuto le sconfitte , pareggi , ovvero da quando non c’è più moggi , …. cosa ha domostrato …??! non ha vinto un bel niente……!! siamo sicuri che mazzarri vorrà andare ad occhi chiusi …..?? A PARITà DI IN GAGGIO ……S’ INTENDE…. !!!

  4. Se essere seri caro Mazzarri vuol dire accettare le lusinghe di altre società quando hai un contratto pluriennale con il Napoli allora significa che non sai cosa significa la parola serietà! Caro presidente passano gli anni ma questa società non è cresciuta continuiamo ad essere succubi delle grandi del nord il prossimo anno torneremo di nuovo ad essere nel migliore dei casi la solita squadra di centro classifica. Le pongo una domanda: ma questo Fassone in società serve al Napoli oppure per fare ancora gli interessi della Juve?

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