Maradona o Messi, il più grande? Deciderà la storia.

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I dualismi fra i più grandi calciatori del mondo hanno da sempre caratterizzato la storia del calcio. Le opinioni a volte contrastanti fra loro, non dettate esclusivamente da dati oggettivi, spesso non hanno fatto chiarezza. Gli interessi che ruotano intorno a questo mondo, sponsorizzazioni, marketing e una dose di faziosità, che non risparmia neanche il più distaccato degli opinionisti calcistici, non aiutano a capire. Di contro, la grandezza di questi due fenomeni, uno straordinario interprete del calcio del passato, l'altro di quello attuale, è rappresentata da numeri insindacabili e dalle loro carezze al pallone. Diego Maradona, una delle figure più controverse della storia del calcio, iniziò a giocare nella squadra del padre, l'Estrella Roja, prima di approdare nelle giovanili dell'Argentinos Juniors di Buenos Aires, dove iniziò la sua carriera da professionista nel 1976, a sedici anni. Da quel giorno, una carriera ricca di trionfi, dal Boca Juniors al Napoli, passando da Barcellona. Ha vinto un campionato argentino con il Boca nel 1981; la coppa di Spagna, la coppa della Liga e la supercoppa di Spagna nel 1983 con il Barcellona; 2 campionati italiani (1987 e 1990), una coppa Italia nel 1987, una supercoppa italiana nel 1990 e una coppa Uefa nel 1989 con il Napoli. Con la nazionale argentina, Maradona, ha trionfato nel campionato del mondo under 20 nel 1979 e, con la nazionale maggiore, nel campionato del mondo del 1986. Se per Napoli Totò è stato il suo principe, Maradona il suo re. Lionel Messi, la pulga ( in italiano “la pulce”) , 24 anni a giugno, con la doppietta nel tempio del calcio di Madrid in Champions League, ha messo a segno l'ennesimo capolavoro. Argentino, come il grande Diego, la sua è una storia da libro Cuore. All'età di 12 anni, gli venne diagnosticata una deficienza alla somototropina (ormone della crescita). Il Barcellona si prese cura di lui e del suo talento, rendendosi disponibile a pagare le spese per le cure. Messi venne curato e diventa il calciatore che oggi tutti apprezziamo. Ottimo controllo di palla e accelerazioni da brividi. Mancino, cambia direzione in brevissimo tempo e con naturalezza, svariando su entrambe le fasce del campo. Ha un feeling con il gol invidiabile. Nel 2008/2009 conquistò la triplete. Nel 2009 ha vinto il Pallone d'oro davanti a Cristiano Ronaldo. Il 10 gennaio 2011 vince per la seconda volta il Pallone d'oro, davanti a Iniesta e Xavi. E' uno dei sei calciatori che hanno realizzato un poker di gol in una sola partita di Champions. In questa stagione ha già segnato 31 gol in campionato e 11 in Champions League. Numeri e trionfi destinati a salire. Punto fermo della nazionale argentina che punta su di lui per conquistare il prossimo mondiale. La carriera della pulce è ancora lunga, quella del Pibe de Oro è finita da un pezzo e in malo modo. Come dichiarato dallo stesso Maradona, in un'intervista rilasciata al quotidiano argentino “Clarin”, che sia la storia a decidere.

Antonio Catapano – Napolisoccer.NET

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