Plusvalenze, deferito Pierpaolo Marino (quando era vicepresidente dell’Udinese)

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DEFERITE GENOA, UDINESE E REGGINA 
Il procuratore federale ha deferito alla Commissione disciplinare nazionale le societa’ Genoa, Udinese e Reggina, oltre ad alcuni dirigenti di questi club, per vicende legate a "plusvalenze fittizie". Tra i deferiti risultano anche il presidente del Genoa, Enrico Preziosi, dell’Udinese Franco Soldati, e della Reggina Pasquale Foti. Deferiti anche Luigi Dalla Costa e Giovanni Blondet, gia’ presidente e direttore generale del Genoa, e Pierpaolo Marino, gia’ vicepresidente dell’Udinese. A questi, come a Preziosi, Soldati e Foti, e’ contestata la "violazione dei principi di lealta’, probita’ e correttezza sanciti dall’articolo 1 del Codice di giustizia sportiva. Per quanto riguarda Dalla Costa la vicenda e’ legata ai bilanci chiusi al 30 giugno 2002 nei quali sarebbero state contabilizzate "plusvalenze fittizie derivanti dalla stipula di contratti attinenti a diritti alle prestazioni di calciatori con corrispettivi di gran lunga superiori a quelli realmente attribuibili ai diritti medesimi". Stessa accusa per Preziosi (riguardo ai bilanci del Genoa chiusi al 30 giugno 2003 ed al 30 giugno 2004). Blondet invece avrebbe sottoscritto alcuni contratti attinenti a diritti alle prestazioni sportive di alcuni calciatori, "con abnorme e strumentale valutazione dei diritti stessi". La stessa accusa e’ mossa a Dalla Costa, a Marino e a Foti, mentre per Soldati si parla di "plusvalenze fittizie derivanti dalla stipula di contratti attinenti a diritti alle prestazioni di calciatori con corrispettivi di gran lunga superiori a quelli realmente attribuibili ai diritti medesimi". Quest’ultime presunte irregolarita’ sono legate ai bilanci chiusi al 30 giugno 2003 e al 30 giugno 2004. Per il presidente della Reggina, altre presunte irregolarita’ riguardano il bilancio chiuso al 30 giugno 2004 con "plusvalenze fittizie derivanti dalla stipula dei contratti di cessione con corrispettivi di gran lunga superiori a quelli realmente attribuibili". Le condotte di tutti i dirigenti, secondo la procura federale, sarebbero state attuate con l’obiettivo di iscrivere le societa’ ai diversi campionati "in assenza dei requisiti previsti dalla normativa federale".
Fonte: AGI



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