Napoli a picco, ma nulla è perduto

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palermo-napoli01-2011Disco rosso anche a Palermo per il Napoli che mai quest’anno aveva perso due partite consecutive. Eppure la partita appariva subito in discesa grazie al cadeau di Cassani che dopo appena cento secondi di gioco offre a Cavani il rigore che gli permette di griffare il suo ritorno al Barbera ed agganciare Di Natale in cima alla classifica dei cannonieri. Il Palermo, ferito a freddo, reagisce dimostrando che il pareggio in coppa Italia a Milano non è stato frutto del caso, ma per l’effetto d’aver ritrovato la verve ed il dna col quale Delio Rossi aveva forgiato la sua squadra fin dall’inizio di stagione. Gioco ed aggressività sorprendono il Napoli, una questione prevalentemente di carattere che conferma le difficoltà del gruppo di Mazzarri nel gestire la tensione negli scontri determinanti. Il Palermo facendo leva sul piano nervoso, anche per via di alcune discutibili decisioni del direttore di gara, prende il sopravvento e sovrasta gli azzurri in ogni zona del campo, perfino fisicamente e riesce a ribaltare le sorti dell’incontro già prima del riposo. Poi soltanto la troppa leggerezza in fase conclusiva da parte dei rosanero sotto rete evita che la sconfitta del Napoli non assuma valori tennistici, atteso che gli azzurri, gettando ancora una volta il cuore oltre l’ostacolo, fossero tutti protesi in attacco nel vano tentativo di riequilibrare il risultato. Se il Palermo ha giocato una gran partita, sbagliando comunque l’impossibile sotto porta, il Napoli non sembra nemmeno parente di quella banda sfrontata e corsara che ha sin qui inanellato ben 20 vittorie, anni luce lontana da quel gruppo quadrato, compatto e cinico che incalzava il Milan fino a sette giorni fa. Mazzarri, senza riuscirvi, ha faticato sette camice nella speranza di ritrovare l’inestricabile bandolo della matassa, togliendosi e rimettendo la giacca numerose volte, purtroppo senza esito. Una trance negativa appena rintuzzata con l’ingresso in campo di Yebda che ha cercato di non correre a vuoto rimettendo un po’ di ordine geometrico tra le linee in mediana ed accompagnando le azioni in fase di transizione. Un lumicino di fronte alle speranze di riscossa mai del tutto sopite perché il risultato stranamente l’ha permesso fino al triplice fischio di Damato. palermo-napoli02-2011
In verità ciò che ha condizionato la gara degli azzurri sono state le assenze, sia quelle annunciate di Lavezzi e Cannavaro, due leader che detengono le chiavi della difesa e dell’attacco, sia quelle inaspettate come diserzioni in trincea riferibili ad Hamsik e Maggio (annichilito da Balzaretti), assolutamente impalpabili ed inutili alla causa, che hanno di fatto consegnato il centrocampo agli avversari riducendo il povero Pazienza ad una spugna innervosita che cercava di svuotare l’acqua imbarcata nel vascello col cucchiaino. Una tela del tutto surreale andava così prendendo forma nel catino della Favorita: scompare Giggino e torna Gigetto, torna su il Palermo e sprofonda il Napoli. I siciliani ineffabilmente macinano gioco al cospetto dei partenopei presi dalla sindrome di Don Chisciotte, coraggiosi ed arrembanti ma con armi spuntate perchè Cavani, Mascara ed infine Lucarelli non riescono minimamente a scalfire le pale dei mulini a vento, mentre viene cadenzatamente graziata la porta di De Sanctis tra le imprecazioni del pubblico di casa. Poi c’è da dire che oltre ad una buona dose di personalità è mancata anche la possibilità di cambiare l’assetto della gara in itinere. Non è che Mazzarri ne sia così avvezzo ma con la panchina così corta potrebbe esser letto come un alibi. Ecco perché ha ragione il tecnico di San Vincenzo a volersi sedere a tavolino col presidente a fine campionato per chiedere le dovute garanzie tecniche, al fine di correggere gli evidenti difetti endemici di questo Napoli, anche in vista di una Champions che sembra ancora sorridere a trentadue denti viste le contemporanee sconfitte di Lazio e Udinese. Le finali ora sono solo quattro: Genoa, Lecce Inter e Juve e non rimane altro che stringersi a coorte, mordere il freno e superare questi ultimi quattro ostacoli che separano questa magnifica stagione dal cancello più prestigioso d’Europa.

Antonello Greco – Redazione NapoliSoccer.Net.
 

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Giornalista e Vice Direttore di Napolisoccer.NET . Tifoso del Napoli, coniugo l'amore e la passione per gli azzurri alla deontologia propria del lavoro di giornalista. Il piacere di raccontare le vicende azzurre, con i suoi risvolti sociologici, con criticità e romanticismo quando ci vuole. Pratico la libertà d'informazione senza condizionamenti.

10 COMMENTS

  1. Il Palermo di questi 3 punti non se ne fa niente, però stranamente ha giocato alla morte.
    Sembrava che con questi 3 punti in un colpo solo dovesse vincere scudetto coppa italia, champions league e coppa del mondo.
    Non è strano?
    Chissà che premio partita che ha promesso zio silvio per questa vittoria…

  2. Per angelo: al palermo servono punti per l’Europaleague, e per tutti gil altri, la rosa che abbiamo NON è da 3° posto, quindi sarà un ottimo risultato se arriviamo in questa posizione. Stringiamoci a corte, e tifiamo Napoli….servono ancora 3-4 punti!!!

  3. Se si vuole riprendere in mano la situazione , occorre che Aurelio chiami uno alla volta, tutti i titolari della squadra e faccia un discorso economico e di soddisfazione personale; e’ inutile continuare a fare discorsi di gruppo e vogliamoci tutti bene….occorre capire cosa passa per la testa dei calciatori e quali problemi hanno visto che ogniuno di loro ha in mente qualcosa che gli altri non hanno, dopo di cio’ si possono pure stringere in cerchio a centrocampo e fare il grido di guerra.

  4. Condivido con Fray

    Non facciamo disfattismo e battiamo il Genoa. Non abbiamo nulla da recriminare. E’ assolutamente falso poi che il Napoli non aveva perso 2 partite consecutive; ne aveva perse 2 in 4 giorni: Villarreal e Milan, condito da un pareggio col Brescia dove potevamo perdere.

  5. per la costituzione calcistica del napoli, il terzo posto rappresenta un autentico miracolo. l’inter che è una signora squadra, lotta con noi alla pari per un secondo terzo posto. lo scudetto è un discorso a parte. perfino lo stesso milan, strascica punti nonostante il vantaggio.

  6. Prendiamoci stà qualificazione diretta in champions poi del futuro prossimo ne riparleremo.
    @Giovanni
    tecnicamente la tua affermazione è (assolutamente…) fallace, o quanto meno inesatta, sembri sposato con la pignoleria: è lapalissiano che si parla di due sconfitte consecutive in campionato. forza azzurri!

  7. non esiste calciatore , cosi attaccato alla maglia , se da un altra parte , ha la possibilità di percepire di più,,,, e cosi anche per il figlio di dio ( cavani) ……. vedremo vedremo se si accontenta ( si fa per dire ) di un milione e 800 mila euro, di stipendio , se da un altra parte gli offrono il doppio triplo …ecc ecc , cosi vale per hamsik lavezzi ecc ecc ….. delaurentis , de chiacchieronis, de tirchionis, se è convinto di tenere i calciatori con i suoi discorsi , e non con il denaro , forse forse ha ragione quando dice : SE CI SONO CALCIATORI , CHE IN QUESTO SPRINT FINALE NON DA IL MASSIMO ,FORSE NON è DA NAPOLI …!!! se non cacci i soldi .., è proprio cosi , hai voglia che è proprio cosi …..!! per il resto la champions è li ad un passo ……. ma poi………….

  8. nn vivo il campo di allenamento…ma il napoli nn è sgonfio…santa zuniga e sosa…dovevano partire..per me…fuori maggio campa e hamsik…

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