Napoletani: non lasciamoli scappare

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Era largamente prevedibile che, passata la febbre dell’attesa dell’ultimo sfortunato incontro casalingo, e affievolitesi le speranze per la miracolosa conquista del titolo stagionale, si incuneassero tra i titoli dei quotidiani i primi venti di crisi dello spogliatoio. In modi e tempi diversi, si paventano cessioni dei pezzi pregiati, si stilano accurate stime dei cartellini dei singoli giocatori, si elencano i club del continente che darebbero la caccia piu’ o meno nascosta ai giovani atleti che vestono la maglia azzurra.

In questo contesto, e a valle delle innumerevoli richieste dei tifosi alla presidenza del club partenopeo circa la necessita’ di compiere il favoleggiato “salto di qualita’”, colpisce ancor di piu’ la visione della sequenza video ripresa da qualche giovane tifoso che immortala il povero Cavani in quel di Capri, nel vano tentativo di divincolarsi, spingendo oltre il passeggino che porta il suo pargolo, tra una folla di ammiratori schiamazzanti. Cio’ che colpisce e’ la totale noncuranza con la quale i sedicenti tifosi attorniano un privato cittadino che la domenica compie quasi eroicamente il proprio dovere esaltando gli animi di migliaia di spettatori, e che anche per questo dovrebbe godere del diritto minimo di circolare per le strade della citta’ senza essere strattonato da gente che lo spinge alla fuga; un libero cittadino al quale si potrebbe almeno usare la cortesia di abbassare il tono della voce se, come lui stesso spiega, c’e’ un neonato che dorme.

La domanda che sempre mi sorge dinanzi a immagini del genere e’ molto semplice: cosa crediamo di aver ottenuto agendo in questo modo, oltre che di soddisfare il nostro piu’ viscerale egoismo cercando un insperato trofeo quasi fosse lo scalpo di un nemico? Vi invito a guardare quelle immagini, sono disponibili in rete a chiunque. E vi invito a non liquidarle con la solita pacca sulla spalla, in nome del cuore dei tifosi. Chi puo’ credere che il disinteresse per la vita privata degli atleti piu’ ligi e corretti – tra i quali figura di certo il Matador – e questo modo sgangherato di mostrare affetto nei confronti di un idolo, possano portare un calciatore a sentirsi “a casa”? E’ probabilmente arrivato il momento, per i tifosi napoletani, di esigere da se stessi, prima ancora che dalla societa’, uno scatto d’orgoglio, il famoso “salto di qualita’”. Non lasciamo scappare i migliori solo perche’ pretendiamo di non cambiare di uno spillo il nostro atavico stato di “ammujna” perenne, che ci porta a confondere la passione con il caos perpetuo, l’amore anche folle con il fuoco di un vulcano che dove passa lascia solo cenere.

Napoli e’ una citta’ che conserva tesori di armonia estetica. La perfezione delle proporzioni, la musicalita’ del proprio canto, sia di gioia che di dolore strazianti. E’ ora di riaprire i libri della nostra storia e mostrare a noi stessi il meglio di cio’ che siamo. Gli atleti che vestono la maglia azzurra devono vincere con una citta’ e non nonostante essa.
 

Raniero Virgilio – Napolisoccer.NET

4 Commenti

  1. abbiamo semplicemente perso una partita. avete visto milan palermo? per poco non ci ha lasciato le penne. il milan gioca con grande affanno. il napoli può fare il colpaccio. tutto dipende da sabato prossimo. se usciamo vittoriosi dalla sicilia, chissà……….ai posteri l’ardua sentenza.
    forza napoli, niente è perduto. attendiamo l’immancabile scivolone di fine campionato.

  2. @carmelo
    scusa ma che c’entra il tuo commento con l’articolo? forse è a causa della partita milan-palermo che Cavani è stato circondato dai tifosi non lasciandolo visitare tranquillamente Capri con la sua famiglia…..?

    a parte questo, condivido pienamente quanto detto. d’accordo farne degli idoli, ma dopo la partita, sono pur sempre uomini normali con proprie famiglie. va lasciato loro godere anche della loro privacy. se continuamente ‘soffocati dall’affetto’ della gente desidereranno andare via prima o poi.

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