L’Udinese infrange il sogno

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napoli-udinese03-2011L’Udinese infrange il sogno degli azzurri imponendosi nuovamente al San Paolo dieci anni dopo, allora segnò il Pampa Sosa poi approdato all’ombra del Vesuvio. Stavolta è Inler a segnare una splendida rete e chissà perché lo fa senza esultare: al di la delle smentite a noi piace pensare che la storia possa ripetersi anche perché il turco svizzero, da sempre obiettivo di mercato di De Laurentiis, è stato il faro dei friulani difendendo e facendo ripartire la sua squadra con la stessa qualità, quella sintesi di gran consistenza molto appetita da Mazzarri. Poi il raddoppio, quello che fiacca non poco le speranze di recupero degli azzurri, a pensarci è l’ex di turno, quel German Denis partito a malincuore da Napoli, più che altro spinto dal suo ex presidente quando sembrava quasi convinto a giocarsi le sue chances partendo dalla panchina ed accettando il ruolo di comprimario. Decisione forse arrivata oltre il tempo limite e le cose poi sono andate come sappiamo. Intanto ha dato un grosso contributo all’ottima prestazione della squadra di Guidolin che semmai ve ne fosse stato bisogno ha dimostrato tutto il valore dell’organico e dell’organizzazione di gioco nonostante le assenze di Di Natale e Sanchez. Il tecnico dei friulani ha disposto tatticamente bene i suoi ragazzi schierando due esterni per fascia per inaridire le fonti del gioco mazzarriano pensando più a rompere che costruire sulle catene esterne ed affidando alle ripartenze per vie centrali mediante il rombo composto da Pinzi vertice basso e quel portento di Armero quello alto, mentre Inler ed Asamoah in linea con il compito del taglia e cuci. Al di là dell’ottima prestazione dell’Udinese gioca il fatto che è stato il Napoli a concedere troppo agli ospiti proprio perché non è riuscito ad napoli-udinese01-2011essere brillante nel dare la dovuta intensità in manovra e sicuramente la giornata no degli uomini di maggiore qualità ha inciso in maniera determinante. Se Cavani ha dato chiari segnali di imprecisione, Lavezzi invece non è riuscito a dare un palpabile contributo: con undici bianconeri dietro la palla l’incisività del pocho nel creare la superiorità numerica saltando l’avversario sarebbe stata l’arma per scardinare il fortino messo su da Guidolin. Ed invece “no pocho, no party” e si conferma l’idea che questo Napoli non può proprio fare a meno dell’apporto del migliore Ezequiel, uomo fondamentale con le sue accelerazioni che laddove mancano inficiano negativamente la prestazione e la gestione tattica della squadra. Purtroppo l’ammonizione guadagnata stasera comporterà automaticamente la squalifica e così come Cannavaro, giallo in diffida, niente trasferta a Palermo. Cavani, invece, ci sarà e tornerà nello città che lo ha preparato alla maturità e non ricevendo il piacere di vederlo cigno. Al Barbera Edison avrà il compito di far dimenticare l’opaca prestazione e l’errore dal dischetto di stasera che ha di fatto spento ogni possibilità di rimonta segnando così un inatteso quanto brusco stop mentre la rincorsa ai rossoneri diventava sempre più entusiasmante. Il pienone del San Paolo ne era la confermava, con tutta la città che soffiava in poppa. Lo scroscio d’applausì al triplice fischio è stato il ringraziamento alla squadra che ha comunque lottato riuscendo solo allo scadere ad accorciare le distanze ed il campionato straordinario sin qui disputato non poteva lasciare alibi alla delusione per la sconfitta. Le finali per Mazzarri rimangono cinque e la matematica regala ancora occasioni da raccogliere come il secondo posto da difendere a partire dal ritorno della stessa Udinese nonché della Lazio due compagini pronte a pungolare la più vicina Inter che nonostante le ultime logoranti vicissitudini, mal digerite da uno spogliatoio ormai disunito, ha il dovere di guadagnare l’accesso diretto in Champions. Le ultime domeniche di questo campionato, pertanto, si annunciano cariche di significato e con molte squadre impegnate a raggiungere i loro obiettivi, il Napoli sicuramente continuerà il cammino con lo stesso impegno sin qui profuso, anche perché tra l’altro nel mirino c’è l’ennesimo record da battere le ventuno vittorie del Napoli del secondo scudetto.
 

Antonello Greco – Redazione NapoliSoccer.Net

3 Commenti

  1. Penso che la sconfitta con l’Udinese alimenti ancora di più i sogni del Napoli. Si, in effetti, il sogno di essere in vetta a QUESTO campionato così strano è stato compromesso, ma non fa altro che accrescere quella voglia di riscatto che quest’anno ha tolto parecchie volte le castagne dal fuoco. Non può essere sempre Natale, come si dice dalle nostre parti. In un intervista Mazzarri ha giustamente messo in evidenza come abbia fatto le stesse scelte che hanno portato la squadra a ribaltare il risultato di Roma contro la Lazio, con la sola e sostanziale differenza del risultato e quindi dei punti. Il calcio è anche questo. Ora abbiamo sei punti di ritardo, ma ricordo che dopo la sconfitta di Chievo, se non erro, ne avevamo otto e si piangeva del “sogno finito”. Due giornate dopo eravamo a meno quattro a parlare nuovamente di scudetto. Ne mancano cinque, questo Napoli non lo uccide nessuno e non pecco di presunzione o di troppo ottimismo se dico che finora è successo di tutto e che la stagione ancora non è terminata. La squadra si rialzerà e darà ancora fastidio al Milan, l’abbraccio dei tifosi di ieri a fine partita ha suonato la carica per il rush finale nei cuori dei giocatori, ne sono convinto !

  2. Abbiamo perso una grande opportunità. La sconfitta ci poteva stare senza drammi. Ma l’amaro in bocca ce lo ha lasciato Cavani. Men quattro occasini da gol sono state incredibilmente sciupate, rigore compreso. E’ inaudito che un “genio” sbagli così clamorosamente. E’ VERA GLORIA? o eroe per caso?
    Ai posteri l’ardua sentenza!

  3. La sconfitta ci poteva stare senza drammi. Ma l’amaro in bocca ce lo ha lasciato Cavani. Men quattro occasini da gol sono state incredibilmente sciupate, rigore compreso. E’ inaudito che un “genio” sbagli così clamorosamente. E’ VERA GLORIA? o eroe per caso?
    Ai posteri l’ardua sentenza!

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