Lavezzi, l’insostituibile

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lavezzi-15-in-azioneIl fiuto del gol non è il suo forte e lo dimostrano le reti segnate nei quattro anni di campionato in Italia, appena 29 (8 gol nella stagione 2007/2008, 7 gol nella stagione 2008/09, 8 gol nella stagione 2009/2010 e 6 gol in questa stagione …finora!).
Realizza gol in trasferta più che in casa, trend confermato anche quest'anno, con i cinque gol segnati lontano dal San Paolo e solo uno tra le mura amiche, con il Milan il 25 ottobre 2010. In compenso, fa ammattire le difese, le sfianca con la sua velocità in progressione e con la sua abilità nel saltare l'uomo, creando quelle praterie per gli inserimenti vincenti di Hamsik, Cavani e Maggio.
Uomo assist per eccellenza, predilige giocare da seconda punta. Ha scelto la maglia numero 7, poi ceduta a Cavani (ha scelto la 22), ma per il Napoli è un 10 e lode. Senza di lui la squadra arranca, basti pensare alla miseria di punti racimolati dopo la squalifica, scaturita dallo sconsiderato “sputo” nel derby del sud con la Roma all'Olimpico. Solo 4 punti in tre partite (con il Catania e il Brescia in casa e il Milan al Meazza). Al suo rientro, è stato bottino pieno, 12 punti in quattro partite (con il Parma e il Bologna fuori e il Cagliari e la Lazio in casa).
La sua storia calcistica e il suo rapporto con il campionato italiano è un romanzo a lieto fine. Da adolescente abbandonò il calcio, per seguire il padre nell'attività di elettricista, per poi, fortunatamente, tornare a dare calci ad un pallone. In Italia prima di approdare al Napoli nel luglio del 2007, per circa 5,8 milioni di euro, era stato in prova alla Fermana e poi ingaggiato dal Genoa, ma entrambe le volte, per vicissitudini diverse, è tornato in Argentina. Domenica con l'Udinese la squadra partenopea si affiderà, ancora una volta, ai guizzi di quel ragazzo argentino che corre come un fulmine. A 26 anni, che compirà il prossimo 3 maggio, è già un mito per migliaia di tifosi azzurri: auguri Pocho, continua così.

Catapano Antonio – Napolisoccer.NET 

4 Commenti

  1. Ottimo articolo!!.. Proprio nel momento in cui si è sollevata qualche voce su un eventuale, assurda cessione del Pocho, è giusto ricordare quanto Ezequiel sia fondamentale per il Napoli!!!… Se si vuol continuare la scalata e diventare una grande squadra non si può pensare di cedere l’idolo di noi tifosi napoletani… Il Pocho è il giocatore più importante che ci sia e te ne accorgi quando manca.. La squadra ha meno imprevedibilità e fa fatica ad aprire le difese avversarie.. E’ lui che crea scompiglio, è lui che consente al Napoli di avere una marcia in più, anche quando diventa difficile aprire i varchi… Tanti dicono che abbiamo vinto anche senza di lui, ma vi riporto alcuni esempi di match di quest’anno che rendono l’idea di come sia difficile giocare senza di lui:
    1) Genoa-Napoli: vinta solo grazie a un colpo di testa di Marekiaro da calcio piazzato, poi nessun’altra occasione da rete;
    2) Napoli-Lecce: sbloccata all’ultimo solo grazie a un gol fenomenale di Matador all’ultimo minuto;
    3) Milano-Napoli: inconsistenti in attacco;
    4) Napoli-Brescia: create diverse occasioni, ma senza imprevedibilità e pareggio scialbo.
    Ciò rende l’idea dell’importanza del Pocho!!!… Perciò Pocho con noi ancora per tanti anni, guai a cederlo.. Su di lui (e con Hamsik e Cavani) si costruisce il futuro, un futuro di ambizione e successi!!!.. Pocho, Napoli ti ama!!!

  2. Dopo un anno cosi’ mi sento, prima che finisca il campionato, di dire grazie a tutti. Il Napoli ha mostrato grandi capacità, ringrazio Reja el Pampa, ringrazio Calaio’ ringrazio Savini, ringrazio ;Marino e tutto lo staff che ha preceduto l’era Mazzarri.
    Se qualcuno ha sempre creduto nello scudetto quello e’ stato il piccolo bimbo tifoso che c’e’ in ognuno di noi, Oggi piu’ che mai cresciuto e divenuto maturo per dire:” siamo ad un passo dalla Storia”.
    Quest’ anno la squadra e’ stata devastante inorgogliendo un’ intera città, portando gli entusiami a livelli conosciuti solo quando Dio in persona scelse Napoli per Divulgare la sua parola calcistica.
    Ma ora è giunto il momento di diventare dei campioni, lasciandosi alle spalle ogni sensazione umana, e trasformarsi in guerrieri imbattibili. I cavalli di Razza si vedono nel Rush finale ed i nostri sono i biù belli , i piu’ forti, i più grandi.
    Devasteremo gli avversari e vinceremo ogni incontro per leggittimare inoppugnabilmente il cuore della vittoria:
    IL TRICOLORE
    istutillo tosatti

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