Il Var disinnescato: a Bergamo due episodi – decisivi e dubbi – lasciati al giudizio sul campo

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Nessun “chiaro errore arbitrale” sul goal segnato da Mertens e su quello annullato a Hamsik in Atalanta-Napoli. E allora a cosa serve il VAR?

Quanto è successo oggi in Atalanta-Napoli dal punto di vista arbitrale spiega molto delle possibili nuove indicazioni sull’utilizzo del VAR. Lunedì scorso c’è stata la riunione arbitri-allenatori che ha spiegato con numeri inequivocabili l’utilità della tecnologia introdotta, ma la partita dell’Atleti Azzurri d’Italia di oggi lascia intatta la sensazione che il VAR stia venendo disinnescato dalla definizione di “chiaro errore”, che pian piano sta lasciando all’interpretazione dell’arbitro sempre più situazioni di gioco. 

In Atalanta-Napoli gli azzurri segnano lo 0-1 con Mertens in sospetta posizione di fuorigioco, sottolineata dalle proteste di Gasperini nel dopogara. Il guardalinee non alza la bandierina, Mertens segna la rete, si attende la revisione del VAR. Nei secondi in cui il Video Assistan Referee riguarda l’azione sale l’attesa, ma il “Silent Check” non è una convalida. Il fatto che si riparta dal dischetto di centrocampo significa che il VAR non interviene, che non c’è “chiaro errore”, e quindi che la decisione resta quella che è stata presa in campo dalla terna arbitrale sul terreno di gioco.

La stessa identica cosa accade al 91′ sul possibile raddoppio di Hamsik: lancio in profondità, capitano azzurro sul filo del fuorigioco, ma in questo caso l’assistente alza la bandierina. Marek trasforma, Orsato fischia dopo la rete, indica il fuorigioco. Anche qui parte la revisione del VAR, ma mentre i tifosi notano nei replay televisivi che Hamsik è praticamente in linea, il VAR di nuovo opta per la formula del mancato “chiaro errore”, non chiamando alcuna revisione e lasciando la decisione sul campo.

La sensazione, a riguardare le immagini a lungo, è che ci troviamo di fronte a un doppio errore: fuorigioco di Mertens, goal regolare di Hamsik. Ma ci lasciamo, con gli arbitri, il beneficio del dubbio e sosteniamo anche noi che nessuna delle due situazioni possa essere definita un chiaro errore.

Ma il dato di fatto è che a questo punto il Var è quasi completamente disinnescato: se nemmeno due goal, due episodi sicuramente decisivi di una partita, vengono rivisti con perizia e definiti per bene, a cosa serve più il Var? Quali saranno questi chiari errori da correggere? Probabilmente episodi così grossolani che sui campi di calcio italiani sarà difficile vederne ancora. 

Scriviamo tutto questo mentre nel pomeriggio il Var è sicuramente tornato utile ad evitare altri errori (il rigore concesso e poi tolto al Chievo, ad esempio), confermando la propria validità. Ma se anche il designatore Rizzoli, oggi presente a Bergamo insieme a Rosetti, arriva a definire il fuorigioco qualcosa di “non oggettivo”, e quindi soggetto all’interpretazione dell’arbitro, togliendolo di fatto dalla competenza del VAR a meno di “chiaro errore”, allora qualcosa non va. Ha probabilmente ragione Gasperini nel dire che qualcosa sta andando storto, visto che stanno tornando le polemiche e le proteste.

C’è l’impressione che il VAR intervenga più facilmente per togliere qualcosa che è stato concesso erroneamente piuttosto che per dare qualcosa che l’arbitro centrale ha negato, indipendentemente da quanto chiaro sia l’errore. La sensazione è che l’inversione di rotta che si è avuta durante le feste di Natale, col VAR chiamato a definire un numero di situazioni sempre inferiore, non vada nella direzione giusta, quella che pareva essersi presa a inizio stagione. Le perplessità stanno tornando: servirà molta più chiarezza e, probabilmente, ancor più coraggio. Diversamente, sarà una rivoluzione inutile, una perdita di tempo. 



1 COMMENTO

  1. Le polemiche e/o proteste di Gasperini gli sono state messe in bocca da alcuni idioti soloni delle TV con loro interpretazioni sempre a senso unico. Guai ad andare contro il padrone del vapore (compare Marotta con tutti gli agnelli) si rischia di essere allontanati o di perdere il posto. Ma non avete notato quante teste sono saltate per non avere nella scorsa stagione seguito le direttive degli Erdogan nostrani?

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