Hubner: “Lavezzi fondamentale per il Napoli, anche se non ha la stessa freddezza di Cavani”

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Nel corso della puntata odierna di “Amore… Azzurro”, programma sportivo in onda ogni mercoledì e sabato su Radio Amore, è intervenuto l’ex attaccante del Brescia, Dario Hübner. Ecco alcuni passaggi dell’intervista:

Lo scudetto è un affare a due tra Milan ed Inter?
“Credo che lo scudetto se lo contenderanno le due milanesi. Tuttavia, la lotta per la zona Champions mi sembra molto equilibrata, perché Napoli, Lazio ed Udinese per raggiungere questo obiettivo, inevitabilmente, affrontando le pretendenti al titolo influenzeranno anche l’esito della lotta per lo scudetto”.

Domani Il Brescia si chiuderà in difesa?
“Non credo che assisteremo ad una partita molto aperta. Non penso, però, che il Brescia verrà al San Paolo per chiudersi in difesa, perché oggi con i tre punti in palio una vittoria può essere fondamentale. Oggi è meglio rischiare di subire una sconfitta, pur di ottenere una vittoria. Certo, non credo che il Brescia domani schiererà tre punte, ma ritengo che verrà a Napoli per giocarsi la partita”

Nel calcio moderno, non è più fondamentale avere una prima punta?

“Non credo, perché è sempre necessario avere un attaccante centrale. Il problema, semmai, è che un attaccante dovrebbe essere affiancato da giocatori in grado di metterlo in condizioni di fare goal. Nel Napoli, ad esempio, Cavani gioca nel ruolo di punta centrale ma è affiancato da elementi del calibro di Lavezzi, Hamsik e Maggio. Il Milan senza Ibra, per esempio, perderebbe un punto di riferimento fondamentale e farebbe molta fatica a proporre le sue trame offensive”.

Cavani risente dell’assenza di Lavezzi?
“Nessun giocatore fa goal da solo. Trezeguet ed Inzaghi non avrebbero potuto segnare valanghe di goal senza l’aiuto della squadra. Personalmente, ho segnato molti goal perché ero abbastanza freddo in area di rigore, ma senza l’aiuto dei miei compagni non avrei potuto realizzare molte reti. Oltretutto, ogni giocatore ha le sue caratteristiche. Lavezzi, ad esempio, per il Napoli è fondamentale ma non ha la stessa freddezza di Cavani in area di rigore”.

La crisi dei settori giovanili?
“Purtroppo, si punta poco sui ragazzi. Oltretutto, quando c’è qualche giovane interessante lo si manda in prestito nelle serie minori, mentre sarebbe più opportuno aggregarlo alla prima squadra per farlo maturare osservando campioni già affermati”.

Fonte: Redazione Sportiva Radio Amore Campania.
 

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