Criscito: «Non potrei dire no alla squadra della mia città»

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Napoletano di nascita, genovese, anzi genoano d’adozione. Mimmo Criscito, il desiderio azzurro, il sinistro buono che Marino ha individuato come sostituto di Domizzi si racconta. Meglio: racconta questi giorni d’incertezza. E allora: Juve, Genoa o Napoli, che cosa c’è nel suo futuro? «E chi può dirlo. Mi chiamano da Napoli, mi dicono che si fa il mio nome, anche i miei familiari vorrebbero sapere. Invece c’è ancora d’aspettare. Se Juve e Genoa non risolvono il rapporto…» Già, ma tra Juve, Genoa e Napoli Criscito dov’è che andrebbe volentieri? «Alla Juve devo tanto e la ringrazio. Ma molto devo pure al Genoa che mi ha accolto quand’ero un ragazzino, che mi ha dato la possibilità di giocare, di crescere, anche di affermarmi». E il Napoli? «A Napoli sono nato. Lì c’è la mia famiglia, potrei mai dire no alla squadra della mia città? I miei farebbero salti di gioia». Genova, però ha qualcosa in più. Ha una ragazza di nome Pamela… «Sì, la mia ragazza. Ma lei sa che devo andare là dove ho più possibilità di giocare». Intanto un azzurro già l’ha conquistato. «Sono orgoglioso di far parte dell’Olimpica. I Giochi hanno un fascino assai particolare. Spero di far bene. Soprattutto spero che l’Italia faccia bene, perchè dell’Italia mi sento anche tifoso». C’è anche l’altro azzurro nelle sue passioni? «Se tifo Napoli? Sembrerà strano, ma non ho una squadra mia, una per la quale fare il tifo. Quand’ero ragazzino c’era la Juve che vinceva molto e quindi il bianconero mi piaceva. Oggi no. Oggi, come dire… sono un single del pallone». In passato per un momento è stato anche vicino al Napoli. «Ci siamo sfiorati. Avevo 14 anni, giocavo con la Virtus Volla, feci un provino, andò bene e il Napoli chiese di tesserarmi». Invece? «Contemporaneamente arrivò anche la richiesta del Genoa». E scelse il Genoa. «In verità fu mio padre a consigliarmi. Può essere una bella esperienza, mi disse. E mai consiglio fu più giusto. Anche perché il Napoli di allora cominciava ad avere già qualche problema». Ora, però, le cose sono assai diverse. «Lo so bene. De Laurentiis e Marino stanno facendo grandi cose. Il Napoli è tornato ad essere un traguardo importante per ogni calciatore, figuriamoci poi per un napoletano come me». Insomma, se il Napoli bussasse alla sua porta… «Non avrebbe bisogno di bussare, la troverebbe già bella e spalancata».

Redazione NapoliSoccer.NET – (tratta da: Il Mattino)

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