Napoli Basket, 2,8 milioni per garantire la A

0
22

Maione lancia l’operazione risanamento: pagata parte degli stipendi, intesa col Fisco per gli arretrati
Prima in classifica davanti a Rieti e Milano, ben distanziate. Un risultato ragguardevole per Napoli, se non fosse che si tratti non della classifica della serie A ma di quella assai meno meritevole dei club debitori. Una graduatoria impietosa stilata dalla Comtec, la Covisoc dei canestri, organo di vigilanza amministrativa della Lega Basket, che ha la facoltà di decidere quali squadre abbiano o meno le carte in regola per essere iscritte al massimo campionato. Al momento, Napoli non le avrebbe: il suo monte debitorio è di 2.8 milioni di euro, superiore a quello di Rieti (2 milioni) e Milano (1.1) e la scadenza del 6 giugno, limite per mettere tutto in regola e ottenere il via libera, si avvicina pericolosamente. RISANAMENTO Entro quella data, le parole lasceranno spazio ai fatti: Napoli dovrà mettere sul tavolo, tra stipendi, tasse e fìdejussione, quasi 3 milioni di euro, pena l’esclusione dalla serie A. Mario Maione, rimasto solo al timone (e al portafoglio), sa bene che la situazione è delicata. "Non sono così folle da mandare all’aria tutto" disse il patron nell’ultima uscita ‘pubblica’. E in ossequio a questa valutazione, ha lanciato l’operazione risanamento: pagata parte degli stipendi sui contratti depositati in Lega, limato almeno in parte il fardello dei danari da pagare. Restano però da versare i soldi della fìdejussione e le tasse arretrate. ACCORDO Quest’ultimo è il primo dei nodi da sciogliere: Napoli non versa danari all’erario da dicembre, il che significa che ha tutte le tasse dell’anno sportivo 2008, quindi da gennaio a oggi, da saldare. Maione sa bene che la soluzione è una sola, la stessa che aveva salvato la Lazio di Lotito dal fallimento: si dovrà cercare col Fisco un accordo per ‘spalmare’ le pendenze arretrate, rateizzando le spettanze in un tempo più o meno lungo (nel caso della Lazio, l’accordo fu pluriennale) e limando ulteriormente la situazione debitoria. E’ chiaro però che tutto potrà succedere solo se Maione metterà mano al portafoglio. FUTURO Da questo punto di vista, il patron ha lanciato segnali incoraggianti, confermando la sua volontà di salvare il salvabile iscrivendo la squadra al campionato. Diffìcile, però, capire cosa potrà succedere dopo. Perché a Napoli non basterà essere iscritta al campionato, ma servirà anche un portafoglio da impiegare nella costruzione, seppur a scartamento ridotto, della squadra. Che, al momento, non ha punti fermi. Perché i giocatori sotto contratto, Rocca in primis, sono tutti pronti ad uscire. Un discorso che vale anche per Piero Bucchi ed Ario Costa. Il coach è ancora sotto contratto, ma aspetta garanzie per continuare l’avventura in azzurro, tenendo però teso l’orecchio su eventuali altre possibilità. Più diffìcile la conferma del gm, il cui rapporto con Maione s’è logorato nel corso della trattativa per la cessione del club, poi naufragata. "Solo ad iscrizione avvenuta mi siederò a tavolino per discutere del mio futuro, se troverò condizioni soddisfacenti e tranquille proseguirò con grande soddisfazione il mio cammino a Napoli" ha detto ieri a Radio Kiss Kiss Napoli, ma va da sé che se il club sarà ancora targato Maione, è difficile che sia Ario Costa a gestirne la parte manageriale. SPIRAGLI Nella nebulosa del futuro azzurro ci sono anche un paio di spiragli positivi. Se Maione dovesse risanare i conti iscrivendosi al campionato, ecco che il Napoli Basket potrebbe tornare società appetibile per eventuali acquirenti, sempre che Maione non accampi pretese di alcun genere. L’affare basket potrebbe anche interessare gli eventuali investitori del project fìnancing del Palargento, che la Giunta sta cercando di approvare in via definitiva, e che potrebbero essere coinvolti nel club.
Cronache di Napoli

Condividi
Articolo precedentePosillipo: Di Costanzo va via
Prossimo articoloNapoli in pressing su Acquafresca
Giornalista e Vice Direttore di Napolisoccer.NET . Tifoso del Napoli, coniugo l'amore e la passione per gli azzurri alla deontologia propria del lavoro di giornalista. Il piacere di raccontare le vicende azzurre, con i suoi risvolti sociologici, con criticità e romanticismo quando ci vuole. Pratico la libertà d'informazione senza condizionamenti.

LASCIA UN COMMENTO