Reja: sono entrato nella storia del Napoli

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Valigie pronte e il portellone dell’auto spalancato. Destinazione Lucinico a due passi da Gorizia. Reja ne ha di chilometri da fare, ma la prospettiva della lunga vacanza toglie di dosso la noia del lungo viaggio. La borsa da lavoro, invece, è già sul sedile posteriore. E là dentro che c’è il nuovo contratto. Fresco di firma per la prossima stagione. Cinque campionati di fila. Un bel record. Complimenti signor Reja. «Per me è soprattutto una gran soddisfazione. Abbiamo firmato il nuovo impegno giusto nel giorno del compleanno di De Laurentiis. L’ho preso come un segno del destino. Un benaugurante segno del destino». Primo Monzeglio, secondo Garbutt, terzo Pesaola, quarto Reja, ma ad appena tre panchine dal Petisso. Podio in vista nel gran premio di durata. Lo sa che sta entrando nella storia azzurra? Un segno del destino pure questo? «È incredibile. Chi l’avrebbe detto. Certo, quando si accetta una panchina si spera di vincere tanto e di non lasciarla più, ma nel nostro calcio cinque stagioni di fila sono davvero tante. Prima di venire a Napoli il mio record era di tre campionati di seguito. A Vicenza». Sì, stagione straordinaria. Ma torniamo a quella firma sul contratto da 800mila euro, centomila in più di quello precedente. Eppure c’è stato un momento in cui Reja e il Napoli sembravano lontani. «Macché. Sapevo che c’era la volontà del Napoli di andare ancora avanti assieme e da parte mia non c’è mai stata voglia d’andar via. L’ho sempre detto: la firma era una formalità. L’anno scorso arrivò tardi, stavolta è arrivata prima, a fine campionato». Già, ma sa che nella prossima stagione dovrà migliorare l’ottavo posto di quest’anno? «Certo che lo so. Avrò ancora più responsabilità, so anche questo. Ma mi consola poter portare avanti quel progetto cominciato in serie C. E poi c’è l’ambizione. La mia, quella del club, quella della squadra: tutti vogliamo risultati sempre più prestigiosi». Parliamo di mercato. «La società sa quello che bisogna fare. Se ne occupa Marino e siamo in buone mani. Io non ne parlo, io vado in vacanza». In vacanza dove? «Ancora non lo so. Prenderò la barca, tirerò su le vele e me ne andrò in giro per isole e isolette». Bella la barca a vela. Ma anche faticosa. «Non per me. In barca ci sto bene, sto sempre in movimento. E poi le barche a motore le sopporto poco». E allora, appuntamento a luglio. Ma dove? «La società sta decidendo. Ci sono due o tre posti, deciderà Marino». In verità la scelta sembra ormai ristretta a due località austriache: Gleisdorf nel distretto di Weiz in Stiria e la tirolese Neustift, nella valle di Stubai.

Il Mattino

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