Vittoria per l’Europa

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Bergamo è conquistata, si allunga la striscia positiva e per il Napoli il cielo è sempre più blu. Lo stratosferico eurogol di Quagliarella esprime a pieno titolo la rinnovata condizione psicologica dell’attaccante  che spinge gli azzurri sul quarto pianerottolo che vale la Champions. Bergamo è stata espugnata, non accadeva da anni, forse la truppa di Mazzarri ci sta prendendo gusto a far cadere i numerosi tabù che il Napoli s’era costruito negli ultimi anni, conseguendo oggi anche lo stesso numero di risultati utili consecutivi che Bianchi ottenne alla guida del Napoli di Maradona. Un Napoli sugli scudi, autore di una prestazione attenta teleguidata dalla panchina da un Mazzarri che sì è dovuto sgolare oltremodo affinché i suoi non perdessero mai il filo della partita, attento ed impegnato fino allo spasimo perché i ragazzi non cedessero più di tanto alle pressioni orobiche. Le ambizioni dell’Atalanta erano quelle di ritrovare la vittoria per dare una boccata d’ossigeno alla classifica nella quale gli uomini di Conte si sono ormai incartati, avendo vinto tra le mura amiche una sola volta nell’arco di questa prima parte di campionato. Gli azzurri dovevano invece dimostrare continuità di risultati per confermare il lavoro che Mazzarri sta portando avanti da undici turni, mentre la società si sta impegnando sul mercato per completare il puzzle che permetterebbe di dare l’assalto all’Europa con maggiore decisione. Quale Europa è ancora da vedere. La partita si è messa il discesa dopo soli 7 minuti quando “il Masaniello da Castellammare”, per la cronaca Fabio Quagliarella, riceve da Aronica e dai 25 metri lascia partire un destro a spiovere che s’insacca nel “sette” colpendo l’interno del palo corto. E’ stato un profeta Gigi Riva quando pochi giorni or sono, vista la leggerezza dei palloni moderni, ribadiva che sarebbe difficile in chiave mundial rinunciare ad un attaccante come Quagliarella che possiede sopraffine qualità balistiche che potrebbero rivelarsi una freccia in più all’arco di Lippi. Colpita a freddo, la squadra di Conte s’imbroda spesso nei disimpegni spingendo i tifosi a fischiarla anziché incoraggiarla, così il Napoli cerca di approfittarne subito con un tiro da fuori di Aronica e poi con un colpo di testa di Quagliarella di poco a lato. Ci mettono quasi venti minuti gli orobici per imbastire una reazione, lo fanno con azione d’angolo dove Bianco mette i brividi sfiorando di testa il palo alla destra di De Santis, poi ci riprova Tiribocchi in asse con Guarente ma è l’estremo azzurro a fermare in presa a terra la palla. Aronica viene leggermente abbassato da Mazzarri per dare maggior copertura alle incursioni di fascia del duo Garics-Ceravolo e l’Atalanta finisce col limitare ulteriormente i rifornimenti per gli attaccanti che non vedono palla negli ultimi 20 metri. Il Napoli assume tatticamente una posizione speculare cercando nelle ripartenze la sua arma letale e da una di queste nasce al 38° la possibilità del raddoppio con Hamsik che viene atterrato in area da Peluso, solo che Rosetti, sbagliando, non se la sente di fischiare il rigore. L’ultimo tentativo del primo tempo è nei piedi di Gargano che batte bene a rete una punizione guadagnata al limite dell’area da Lavezzi, ma trova la risposta di Coppola in volo. Nella ripresa i padroni di casa scendono in campo con un altro piglio, maschio e deciso come avrebbe voluto sin dall’inizio Conte che prova ad invertire le posizioni sulle fasce di Padoin e Ceravolo con buoni risultati. Per qualche minuto si teme che gli azzurri patissero alla stregua di Cagliari il ritorno dei padroni di casa con Guarente che prova il tiro dal limite ma con De Santis ben posizionato. Invece è pronta la replica di Quagliarella ben pescato da Lavezzi ma divora il raddoppio nonostante la posizione di offside non rilevata dall’arbitro. Poi dopo dieci minuti trascorsi a difendere il vantaggio tutti dietro la linea della palla (Lavezzi escluso) il Napoli guadagna un calcio d’angolo, battuto da Hamsik irrompe di testa Pazienza che porta il Napoli al raddoppio al 58°. Nonostante la girandola delle sostituzioni da ambo le parti la sostanza del gioco non cambia e, mentre l’Atalanta si gioca il tutto per tutto con una formazione ridisegnata in maniera più spregiudicata dal suo tecnico, Mazzarri dà respiro ad Hamsik Lavezzi richiamandoli anzitempo in panchina in vista dell’anticipo di sabato con la Sampdoria e regalando minuti preziosi a Cigarini e Datolo. Va segnalata la prova di grande spessore di Pazienza, giocatore al quale Mazzarri ha dato una fisionomia mai vista né con Reja, né con Donadoni. Un giocatore rinato nel vero senso della parola, ben collocato in mezzo al campo e che non ha sprecato nessun pallone per tutta la gara. Un crescendo di condizione generale nel quale s’era distinto fino all’ingresso di Zuniga anche Rinaudo, per tempismo e precisione d’interventi, poi s’è dovuto arrendere per un persistente dolore alla caviglia. Ora il Napoli è lassù, al quarto posto, pronto a difenderlo con i denti da qui alla fine del campionato, sarà difficile ma la sfida inizia già sabato prossimo quando Mazzarri sarà chiamato all’operazione “Forget Sampdoria” al San Paolo, dove potrebbe avere buone chances la presentazione della nuova corsia di sinistra con l’innesto del neo acquisto, ex Liverpool, Dossena.

Antonello Greco – Redazione NapoliSoccer.NET


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