Il Commento di Lazio Napoli

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Pronti a fare le valigie per l’avventura continentale
Un Napoli tronfio del proprio campionato arriva all’Olimpico, oggi semideserto, già scarico e con la testa agli indumenti da mettere in valigia per l’avventura europea. Partita scialba e deludente che la Lazio fa sua giusto per chiudere in bellezza davanti al proprio pubblico una stagione che non ha regalato soddisfazioni ed il cui risultato è stato di gran lunga al di sotto delle aspettative societarie. Il Napoli, invece, affronta il match con Lavezzi unica punta, un atteggiamento che appare alquanto rinunciatario e che favorisce i padroni di casa ad una maggiore spinta. I ritmi sono blandi fin quando Mauri pesca in profondità Rocchi che brucia in fuga Cannavaro e gela Navarro con un diagonale. Non c’è reazione da parte degli azzurri, il motore rimane a basso regime ed in mediana si pasticcia troppo per poter sperare in meglio, lì davanti, poi, Bogliacino non riesce a sostenere degnamente la velocità di Lavezzi pescato più volte in fuorigioco da Velotto. Si dormicchia in verità anche sugli spalti, l’unico scossone ha una durata di un paio di minuti, precisamente tra il 34° ed il 35° quando la Lazio imbastisce una bella azione in velocità con Tare che riesce a piantare sul posto Domizzi e servire al centro Rocchi il quale si esibisce in un intelligente velo per l’accorrente Mauri che fa fare bella figura a Navarro pronto a neutralizzare il tiro dell’ex udinese. Sul capovolgimento di fronte, invece, tocca a Muslera mostrare i suoi riflessi su un tiro di Lavezzi da posizione un po’ decentrata. Nella ripresa Reja opta per il cambio, dentro Sosa per Bogliacino e qualche segnale di miglioramento si percepisce fin da subito, la squadra trova il riferimento di cui ha bisogno in avanti e Mannini cerca di capitalizzarne la bontà, buona la sua misura dall’out destro per il Pampa che fa da torre per Pazienza che non arriva in tempo all’appuntamento. La partita si vivacizza appena grazie ai continui capovolgimenti di fronte, le squadre perdono un po’ le misure ed i disegni tattici in un clima generale piuttosto vacanziero anche se in campo qualche scintilla si accende comunque tra gli uomini in campo, ma è la Lazio ad arrotondare il risultato al 71° con Firmiani che trova la deviazione vincente in area su una dormita collettiva della retroguardia azzurra. Un sussulto di orgoglio il Napoli lo lascia però intravedere, all’81° Pazienza a tu per tu con Muslera non riesce a trovare la via della rete spedendo incredibilmente fuori di testa, ma due minuti dopo è  Domizzi a siglare la rete della bandiera, l’ultima rete azzurra dell’anno e forse l’ultima con la casacca partenopea del difensore rigorista. Al triplice fischio di Velotto si chiude una partita che non ha entusiasmato quasi nessuno all’Olimpico dove i pochi presenti si sono consolati con cori e grida soltanto in occasione delle reti di Ibrahinmovic, che metteva definitivamente le mani sul 16° scudetto nerazzurro, e sul pareggio subito dai cugini giallorossi a Catana che salva così la stagione degli etnei con la permanenza in massima serie. E si chiude così una stagione esaltante per i ragazzi di Reja e felice per la società, con una sconfitta che non modifica niente nei piani azzurri perché la squadra in questo finale di stagione ha già espresso con i risultati in campo e con le dichiarazioni dei suoi attori, in testa capitan Montervino, la volontà di affrontare l’Intertoto. Si apre oggi definitivamente la porta secondaria per l’accesso in Coppa Uefa, ma i segnali fin qui arrivati dalla società sono meno incoraggianti, laddove De Laurentiis ha sempre storto il naso adducendo che l’Intertoto stancherebbe troppo i giocatori rischiando di compromettere il cammino della prossima stagione e Marino, pur ricordando di aver vinto quel torneo con l’Udinese nel 2000, non si è sbilanciato ancora. In attesa della decisione finale, gli azzurri hanno gettato le basi per costruire qualcosa di storico: il ritorno del Napoli nel calcio europeo. I giocatori avendo dimostrato con i risultati di voler esserci vorrebbero incassare il giusto premio. I tifosi e la gente di Napoli lo vogliono e l’aspettano. Reja non vuole lasciarsi scappare questa ghiotta occasione, onorando così una lunga carriera trascorsa sui campi in erba di tutta Italia, un’esperienza di marca continentale, che al curruculum del “Furlan” mancherebbe. Stupire era la parola d’ordine, ora tocca a De Laurentiis . L’Europa sarebbe il giusto premio per tutti. 
Antonello Greco

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