Lazio-Napoli, ricordi di un’inaspettata vittoria

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Noi, napoletani a Roma, in una Lazio-Napoli che fù, carica di ricordi. Ricordi di un periodo amaro condito da poche e velleitarie soddisfazioni. Era il 2001, il 7 gennaio, ed il Napoli era di scena all’Olimpico contro una Lazio ben più accreditata e con obiettivi sicuramente diversi da quelli attuali.
Erano i tempi in cui si facevano i calcoli sulle altre squadre per sperare in una salvezza agguantata per i capelli da un Napoli che puntualmente deludeva le aspettative di noi poveri tifosi, avviandosi lentamente in serie B, in una lenta ma inesorabile e prevista caduta nelle polveri.
All’Olimpico eravamo in due in tribuna, nei pressi il neo acquisto Edmundo detto o’ animal fresco giunto dal Brasile e quello era il Napoli di Emiliano Mondonico. Io e Pino, napoletani in uno stadio di laziali, guardavamo negli occhi i nostri vicini chiedendoci se i loro pensieri erano azzurri o biancocelesti. Sotto di noi un laziale, di quelli tracotanti, che parlava e sparlava di noi napoletani con i suoi vicini vantando le sue esperienze e la superiorità calcistica laziale.
Noi eravamo lì, più per amore e fede che per altro, non avevamo grosse aspirazioni contro gente del calibro di Crespo, Salas, Nedved, Veron e chi più ne ha più ne metta, e pertanto avevamo il cuore e la testa sgombra… ma sentendolo rosicavamo dentro!
Signori miei rosicammo pochissimo… solo quattro miseri minuti e poi le nostre bocche eruttarono gioia come mai il Vesuvio ha fatto nella sua storia, dopo il gol in contropiede di Amoruso. Una gioia immensa, liberatoria per noi ma vessatoria per il nostro sottostante amico laziale che mai poteva immaginare uno stereofonico urlo nel suo territorio, all’altezza delle sue orecchie, ed incredulo amaramente deglutì sia la lingua he l’udito (per non parlare del "lu dito" di siciliana parola che chissà dove mise, scusate l’eufemismo). Ma in un batter d’ali il nostro urlo divenne boato perchè accompagnato da quello di centinaia di napoletani festanti, perchè la tribuna era un tripudio di azzurro condito dall’urlo di tanti che in silenzio si erano chiesti, come noi, se il vicino pensava in azzurro oppure in biancoceleste.
Ebbene scoprimmo che la tribuna pensava in azzurro e nella gioia del secondo gol partenopeo (autorete di Pancaro) cominciammo a conoscere i nostri vicini e le loro storie, che per una partita di calcio si erano incrociate in quel momento. Dietro di noi, un distinto signore di circa cinquant’anni che da ventisei anni viveva a Roma, con moglie e figli laziali, che pregustava la gioia di sfottere la famiglia per tutta la serata dopo averne subito gli ironici sfottò per tutta la settimana. Al suo lato destro, spostati di qualche seggiolino (poi si avvicinarono), una coppietta di novelli sposini napoletani che avevano deciso di passare all’Olimpico le ore precedenti la partenza per il viaggio di nozze. Alla nostra sinistra tre militari, due della provincia di Napoli e l’altro di Caserta, che avevano speso la loro libera uscita per seguire il loro Napoli. A destra, un pò più in là, l’appuntato dei carabinieri. originario di Casoria, che per la prima volta portava il figlio allo stadio a vedere il Napoli. E tanti, tanti altri tutt’intorno, che come noi emanavano il calore della nostra gente, felici per una vittoria inaspettata ma meritatissima.
Ah, dimenticavo, sul 2 a 0, dopo l’ennesima stereofonica esultanza nelle sue orecchie il tracotante laziale – scuro in volto – ammainò il celeste ed issò bandiera bianca abbandonando gli spalti.

Gianni Doriano

 

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Giornalista sportivo, appassionato di calcio e, da sempre, tifoso del Napoli. Dal 2004 partecipo al progetto Napolisoccer.NET condividendone obiettivi e speranze, con l'unica finalità di fornire ai lettori un'informazione corretta e neutrale, scevra da pregiudizi e fuori da ogni logica di interesse. Napoletano convinto, nutro amore e passione incondizionata per "Terra mia", "Napul'è" e per la maglia azzurra.

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