Nicchi (presidente AIA), excusatio non petita accusatio manifesta

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Tutto era cominciato con una battuta, una delle "guasconate" del Presidente del Napoli a cui perfino i tifosi stentano ad abituarsi, una di quelle frasi ad effetto che dovrebbero sortire lo scopo di allentare la tensione (e l'attenzione) dalla sua squadra.
Al termine della partita tra il suo Napoli e la Juventus, alla domanda se lui credesse nello scudetto, ha risposto: "Lo scudetto quest’anno lo vuole Berlusconi e farà di tutto per portarlo a casa. Un pareggio con gol in fuorigioco la dice lunga e, finché io rientro nelle regole del calcio, c’è poco che posso fare, con Berlusconi non si può competere."
Lo stesso Abete, presidente di Federcalcio, aveva minimizzato parlando di "un pronostico" più che di polemica.
Ma l'ex arbitro Marcello Nicchi, famoso tra i tifosi napoletani per aver convalidato un evidentissimo goal di mano di Rapaic in un Perugia-Napoli, ha ritenuto di dover precisare che l'AIA, associazione di cui è presidente, "deve rispondere alle esigenze del calcio e non ai presidenti e noi siamo riusciti in breve tempo a creare arbitri che non hanno nulla da temere ". aggiungendo poi: "Noi andiamo avanti con tranquillita' e le critiche che arrivano dal di fuori non le disprezziamo ma ne teniamo conto. Pero', se c'è parola che non esiste piu' nel vocabolario degli arbitri e' sudditanza ".
Come spiegare gli errori frequenti a danno delle società piccole? Forse si potrebbero definire "Insufficienze valutative parossistiche da pattern abbigliatorio selettivo", insomma a certe maglie si fischia con più facilità e a cuor leggero.

Domenico Infante – Napolisoccer.NET

11 Commenti

  1. Come se Berlusconi non avesse mai affermato: “quando il Milan vince é un bene per il Paese” ergo sum un rigore contro il Milan é un rigore contro il paese…Io a quel punto se sono un arbitro, per quanto non intimorito (ed é tutto da dimostrare), un rigore dubbio contro il Milan nn lo fischio, se é dubbio, a favore, lo do, stesso dicasi per un cartellino rosso, etc. E questi fanno le questioni di lana caprina per la sacrosanta dichiarazione di De Laurentis, ma faciteme o piacere!!! Almeno il calcio lasciatecelo godere senza infilarci dentro la politica per favore, che certa gente é come il Re Mida delle fogne tutto quello che tocca si trasforma in m..da.

  2. Perche’ aizzare i tifosi in questo momento godiamoci il momento e che non fugga….di nicchi non parlo altrimenti di parole poco simpatiche avrei da dirgli…ma il dela potrebbe pure evitare di solleticare gli appetiti ingordi del traballante presidente longobardo…pensasse piuttosto a tirare fuori dalle sue tasche cucitissime qualche euro x rinforzare la squadra, saluti!

  3. Insufficienze valutative parossistiche da pattern abbigliatorio selettivo”, insomma a certe maglie si fischia con più facilità e a cuor leggero…… Al paese mio significa sempre sudditanza!

  4. Domenico Infante

    Ma che dici? Quale guasconeria; evidentemente sei anche tu un servo di Berlusconi!!

    Ringrazia che in Italia esista Aurelio De Laurentiis, uno di quei pochi manager che ancora tiene al rispetto delle regole, soprattutto quelle finanziarie.

    Scusami l’ignoranza…Lavoro alla Commissione Europea a Bruxelles, parlo 4 lingue, ma che significa: “Insufficienze valutative parossistiche da pattern abbigliatorio selettivo”. Parla chiaro!! Che vuoi dire?

    • Ignoranza scusata perché se oltre a parlare quattro lingue avesse controllato su un dizionario italiano, anche online se a Bruxelles quelli cartacei non sono disponibili, avrebbe scoperto anche che guasconeria è l’opera di un guascone, di uno che fa lo spaccone e non si spaventa di fronte a niente, avrebbe pertanto inteso il tono elogiativo che il termine voleva avere.
      Magari avrebbe anche intuito che dietro la frase “Insufficienze valutative parossistiche da pattern abbigliatorio selettivo”, si celava la parola “sudditanza” che il signor Nicchi ha detto non esistere più.
      Cordialmente, Domenico Infante

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