L’editoriale: Cavani, Uomo semplice e Campione vero

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Cavani01Il momento in cui la palla è entrata in rete sotto l’effetto del sublime tocco di testa sotto misura di Cavani, è stato quello dell’apoteosi di questo Napoli – Juve 3 -0, a completamento dell’azione sicuramente più bella confezionata dal trio delle meraviglie.
Un rapido susseguirsi di movimenti da congegno perfetto che, attraverso i tocchi sapienti di un caparbio Lavezzi conditi da un traversone al bacio di Hamsik, hanno portato il Matador a completare il suo capolavoro che era iniziato con una doppietta da favola.
L’aspetto che tuttavia emerge, passata la giustificabile euforia di quel momento, è la sensazione dell’apparente  semplicità di una giocata rispetto alla quale bisogna dire “chapeau”.
Un nuovo tassello da aggiungere alla magnifica opera lunga un intero girone di andata che ha generato un’incredibile escalation di prodezze che ha portato Cavani ad essere, al momento, al vertice della classifica dei marcatori del campionato con 13 reti tutte di ottima fattura e senza l’aiuto di alcun rigore.
Di fronte a quest’ultima prodezza , frutto dell’applicazione, oserei dire  perfetta, di schemi tattici provati e riprovati in allenamento, emerge grandiosa la figura di un vero Campione che si appresta a scrivere pagine importanti della storia del Napoli Calcio forte, oltre che delle innate doti tecniche anche di una qualità difficilmente riscontrabile nel mondo del calcio: l’umiltà.
È in ossequio alla sua umiltà che il Matador è pronto a passare rapidamente da un’azione d’ attacco a un salvataggio in difesa lasciando sul prato fino all’ultima goccia di sudore per poi ripartire ancora verso la porta avversaria e disegnare traiettorie perfette, come in occasione del gol al Cesena, o di lanciare a rete con fredda lucidità un compagno come in occasione del gol di Lavezzi, minuto ‘ 95 di Cagliari – Napoli.
Ed è ancora la stessa umiltà che, senza nascondere a nessuno la sua  fede religiosa, gli fa alzare  le braccia al cielo in segno di amore e di ringraziamento  dopo ogni gol fatto, facendo emergere la grandezza dell’atleta e la semplicità del suo essere uomo.
Quando l’umiltà e la semplicità sono mescolate secondo la giusta dose, come canta il grande De Crescenzo, “ gli uomini semplici sono sempre eroi” e possono, magicamente, trasformare una serata di sport in un momento di festa popolare e di emozioni indelebili sulle note di “ 'O surdato ‘nnammurato”.

Raffaele Castiello – Napolisoccer.NET

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