Champions, tutto rimandato ma è meno dura di quello che si teme!

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passionepalloneIl Napoli ama complicarsi la vita! Napoli-Dinamo Kiev 0-0.

La qualificazione si fa più complicata, ma nulla per fortuna è compromesso. Proviamo, infatti, a vedere il bicchiere mezzo pieno. Il Napoli resta comunque primo nel suo girone Champions a pari punti con il Benfica. 8 punti a testa, con il Besiktas secondo a quota 7. La paura di rivivere quanto successo qualche anno fa, con il Napoli primo ma clamorosamente eliminato per differenza reti da Arsenal e Borussia Dortmund è tanta, ma c’è una differenza sostanziale con quella sciagurata edizione di Champions.

In quell’occasione, l’impresa per gli azzurri era proibitiva, visto che per assicurarsi il passaggio del turno avrebbe dovuto vincere non solo l’ultima in casa con gli inglesi, ma addirittura con un punteggio di 3-0. Questa volta, l’impresa resta dura, ma sicuramente più nelle corde e nelle gambe degli azzurri. Con questa classifica, infatti, anche con una vittoria del Besiktas secondo, in casa degli ucraini, al Napoli basterebbe un pareggio in casa dei lusitani per passare almeno come seconda, visto che ha lo scontro diretto a proprio favore.

Bisogna quindi restare concentrati e credere fortemente alla qualificazione. Il Benfica è assolutamente squadra di valore, ma i tanti gol incassati dalla propria difesa, (ben 8, solo tra Napoli e Besiktas), lasciano ben sperare. Per il resto, un po’ di amaro in bocca resta, per l’ennesima occasione sciupata via. Una Champions che viaggia come il campionato. Partenza brillante e, a metà strada, un brusco rallentamento. Proprio in casa, il Napoli sembra aver gettato il doppio jolly per chiudere in anticipo la qualificazione. Prima con la disastrosa sconfitta interna con i turchi, stasera con lo scialbo pareggio con gli ucraini.

Primo tempo di ieri molto teso da parte degli azzurri. Il pareggio in extremis del Besiktas in casa con il Benfica mette pressione alla squadra che già assaporava una classifica diversa in Champions. Ma le gare vanno affrontate sul campo e non con un orecchio alla vecchia e cara radiolina. La Dinamo scende in campo con la tranquillità di chi non ha nulla da perdere e dopo un primo quarto d’ora di grande sofferenza, prende le misure agli azzurri, imbavagliando il suo gioco a centrocampo. Sarri si affida ancora una volta al tridente leggero e al rientrante Albiol in difesa. Una mossa che poteva dare i suoi frutti se Mertens prima e dopo Insigne, sfortunatamente scivolato al momento di calciare, non avessero sciupato le occasioni più ghiotte del primo tempo.

Per il resto, gioco imbrigliato e tanta imprecisione. Un primo tempo simile a quello visto sabato a Udine. Così come alla Dacia Arena, il Napoli riparte di slancio nella ripresa, ma a differenza della gara di sabato non trova il guizzo vincente. Ci prova ancora Mertens, poi la sfortuna si accanisce quando gli ucraini per poco non sfiorano l’autogol, con il pallone che non vuole saperne di entrare ed infine con Gabbiadini, che entrato nella ripresa per Insigne, sfiora il gol con un diagonale che esce di poco a lato. Non è stato un buon Napoli, ma a Lisbona, basta che sappia replicare almeno lo stesso punteggio per poter festeggiare. Bisogna crederci. Crederci e basta!



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