Notte di follie a Manchester

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Un tifoso dello Zenit accoltellato fuori dallo stadio (ma non è in pericolo di vita), decine di feriti meno gravi e 30 persone arrestate. Questo il bilancio della notte di guerriglia che ha fatto da contorno alla finale di coppa Uefa fra Glasgow Rangers e Zenit St. Pietroburgo (vinta dai russi per 2 a 0) disputata a Manchester. Impressionanti le immagini pubblicate dalla stampa inglese questa mattina, dove si vedono poliziotti in tenuta anti-sommossa che si scontrano ripetutamente con i fan delle opposte fazioni in diversi punti della città. Una città che, a detta del Sun, si è trasformata in una vera e propria zona di guerra, con la gente attorno a Piccadilly Gardens (dove era stato approntato uno dei maxi schermi per i fan senza biglietto) a osservare attonita e terrorizzata quando stava accadendo.
MEGA SCHERMO – "C’erano centinaia di tifosi che scappavano – ha raccontato un testimone – e i poliziotti che correvano loro dietro. Sembrava di essere in guerra, con bottiglie che volavano dappertutto, ragazzi buttati per terra, auto danneggiate e sangue ovunque". A peggiorare la situazione, l’incidente occorso a un fan dei Rangers, investito da un minicab, mentre gli altri tifosi arrabbiati se la prendevano con i finestrini della vettura, mandandoli in frantumi. Danni anche alla vetrina di un negozio Boots (catena di farmacie) che, a quanto è poi emerso, sarebbe stato anche saccheggiato. I problemi sarebbero iniziati a circa un quarto d’ora dall’inizio della partita, quando il megaschermo di Piccadilly Gardens si sarebbe rotto, gettando così nello sconforto i 10.000 tifosi che si erano assiepati lì sotto. A quel punto, sono cominciati i primi disordini, con i poliziotti costretti ad intervenire per placare gli animi dei più esagitati, fra colpi di manganello e vetri spaccati. Gli scontri sono andati avanti per tutta la partita, mentre il grosso dei tifosi (la maggior parte dei quali già ubriachi da diverse ore) cercava di raggiungere una delle altre aree a loro dedicate, per poter assistere in qualche modo al match.
DELUSIONE – "Stavamo facendo il conto alla rovescia a Piccadilly Gardens in attesa della partita – ha raccontato al Daily Mail il 19enne Alasdair Griffiths – quando lo schermo si è spento ed è apparso un messaggio che diceva che c’erano dei problemi e di andare a cercare gli altri megaschermi sparsi per la città. Molti di noi, però, non sapevano dove andare e la cosa è degenerata in fretta, anche perché lì c’erano almeno 40.000 persone, incavolate e deluse per quanto era appena successo. A un certo punto sono arrivati i poliziotti e la gente ha cominciato a tirare bottiglie e altro, mentre loro hanno attaccato. Io e i miei amici ce la siamo filata, ma purtroppo abbiamo perso la maggior parte dell’incontro".
UBRIACHI – "Il problema non è stata la rottura dello schermo – ha spiegato, invece, Jo Murphy, 41enne tifoso del Celtic – bensì il fatto che abbiano cominciato a vendere alcolici dalla 10 della mattina. Avevo intenzione di andare a vedere la gara a Piccadilly Gardens, ma quando sono arrivato mi sono accorto che era un vero delirio: gente che spingeva e urlava, ho visto persino dei bambini nelle carrozzine. L’atmosfera non era affatto bella e così me ne sono andato”. Ovviamente, a far esplodere con ancora maggiore violenza la rabbia dei supporter scozzesi ha contribuito la sconfitta dei Rangers e alla fine il bilancio parla di una trentina di arrestati, sei dei quali in relazione all’accoltellamento ai danni del tifoso russo. Ma a farne le spese peggiori di questa notte della vergogna ultrà è stata la città di Manchester, ridotta a una discarica, con cartacce e sporcizia ovunque, senza contare i danni a vetrine e auto in sosta. "Ci avevano detto che sarebbe stato un evento sportivo di altissimo profilo – si è lamentato Simon McClean, 38enne di Manchester – e, invece, adesso ci ritroviamo con il centro della città trasformato in una gigantesca latrina, visto che molti hanno pure fatto i loro bisogni per le strade. E’ stata davvero una vergogna".

gazzetta.it

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