Vista dal campo

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C’erano buoni auspici affinché il Napoli uscisse indenne da San Siro e l’avvertivano molti dei supporter nerazzurri incontrati sui gelati gradoni della “Scala” del calcio, anche se l’arrivo di Leonardo era sentito come il segnale di una auspicata riscossa in campionato, tradotto in parole povere: rispetto per gli azzurri ma ci servono i tre punti.
Il Napoli veniva da quattro vittorie consecutive e quindi col morale alto, designato proprio in questi giorni dai più quale vera antagonista del Milan. Contro l’Inter non aveva niente da perdere perché una sconfitta ci sarebbe potuta anche stare, era questo il vantaggio più grosso della squadra di Mazzarri che è incappata, invece, in alcuni inspiegabili svarioni difensivi che hanno innalzato sugli scudi i redivivi Cambiasso e Thiago Motta, che per ragioni diverse avevano patito non poco la gestione Benitez.
Nel primo tempo i partenopei non hanno per niente sfigurato, gestendo bene il possesso e costringendo i nerazzurri a tenere la cintola bassa, forse subito appagati dalla rete siglata dopo soli tre minuti di gioco, accadde lo stesso l’anno scorso. Eppure nella prima parte di gara s’è vista la “peggiore” Inter delle sfide contro gli azzurri degli ultimi dieci anni (se così si può dire, sempre nel rispetto dei valori individuali messi in campo) e nonostante le immediate dèfaillance palesate da Dossena, Gargano e Lavezzi, il Napoli non ha mai perso coraggio né lucidità riuscendo a preoccupare non poco Lucio e Cordoba, spesso in affanno nelle chiusure, trovando il meritato pareggio con Pazienza, uno al quale avrei rinnovato il contratto già nell’intervallo.
Se Zuniga, quale alternativa a Dossena, non ha portato giovamento alla corsia sinistra, a Yebda poco è bastato per essere più consistente di Gargano al quale la fede all’anulare stasera è pesata più di una grossa cintura di sabbia. Lavezzi invece era voglioso, ci teneva ad esserci per ben figurare davanti agli amici argentini di beneamata sponda, ma il campo infame, tremendamente scivoloso per tutti, ne ha ridotto mobilità ed efficacia: no dribbling, no party!
Discorso a parte meriterebbero le amnesie difensive che hanno lasciato troppo facilmente strada ai centrocampisti nerazzurri in versione goleador, la sosta ha indubbiamente inficiato la giusta tensione creatasi dal rientro di Aronica in poi, un calo di tensione e concentrazione dentro i quali i top club sanno sempre incunearsi per uscire dalle paludi.
Il Napoli ne è fuori, ovviamente, ma da questi deve saper guardare per imparare a studiare da grande e domenica sera contro la Juve non rimane che darne ampia dimostrazione.

Antonello Greco – Inviato al Meazza per NapoliSoccer.NET

 

6 Commenti

  1. peccato…! perche’ sarebbe stato un buon salto in avanti ma ho visto la squadra e l’allenatore titubante impaurita senza nerbo ne’ rabbia agonistica sapevano gia’ di essere la vittima predestinata e poi mazzarri sei tu che dirigi l’allenamento non ti accorgi che gargano è ancora in luna di miele o te lo deve dire il secondo? peccato…!

  2. Squadra senza personalità che subisce senza opporre resistenza contro le grandi per non parlare delle riserve che sono da serie C ma come si fa a prendere Yebda e Sosa che sono lenti e ferraginosi? la solita difesa che come viene attaccata prende gol senza opporre alcuna resistenza, inoltre come vengono le feste natalizie i sudamericani si danno alla pazza gioia e tornano stanchi e demotivati.
    Se non si acquistano giocatori di forte personalità addio Champoin!

  3. Il termine “defiance”, (dall’inglese) significa provocazione, atteggiamento poco consono…
    Il termine “défaillances” (dal francese) vuol dire invece mancanza di forze in genere temporanea.

    Sia l’uno che l’altro rendono l’idea, la mia era la prima, ma va bene anche la seconda se piace a voi… L’importante è esserci capiti 🙂

  4. Purtroppo fino ad oggi il Napoli ha toppato tutti i “test match” ( mutuando un’immagine rugbistica) tranne la gara casalinga contro la Roma.Le differenze di qualita’ (i colpi di testa dei nostri -fuori; i loro : tutti dentro)e le amnesie difensive (Aronica a San Siro non e’ la prima volta che rimedia figuracce) hanno fatto il resto. Comunque:sempre FORZA AZZURRI!!!

  5. questo è un napoli con l’acqua alla gola altro che storie!
    è sempre in affano con squadre di spessore ,allora di quale campionato stiamo parlando? il sesto posto? ci metterei la firma,guardando appena dietro di noi c’è juve,roma,palermo,etc,che possono anche perdere qualche partita ,ma vediamo gli uomini in campo e la panchina?
    grava perchè non ha giocato domenica scorsa? a centrocampo serve un uomo di assoluta qualità,perchè non prendere fabregas??
    siamo nel tunnel più profondo e non riusciremo a vedere la luce,se non cambiano gli organici con innesti, pochi,ma di assoluta qualità.
    qui si sente ,khiara,britos, e non vuoi prendere fabio cannavaro,perlomeno conosciamo il suo valore.

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