Non c’è trippa per diavoli

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Non c’è stata trippa per gatti, anzi per diavoli. Fuori anche il Milan. Il Napoli quando vuol far vedere che è forte gli avversari li mette sotto senza scampo. E’ il pregio della gioventù. Vuol farsi conoscere, ha fame di gloria, e il pubblico ha capito. Gli azzurri non hanno vinto ancora niente, ma sono diventati la squadra del cuore. Ha ragione De Laurentiis quando dice che i tifosi hanno sposato il progetto della società.
Non è una cosa da poco. Cadono tutti i luoghi comuni sulla napoletanità calcistica, che vorrebbe tutto e subito, esaltazione e depressione, il grande nome a civettare con gli abbonamenti. Acqua passata. La gestione Marino sarà pure un po’ troppo familiare, ma ha messo le cose in chiaro fin dall’inizio e il pubblico è diventato il principale promotore della ‘mejo gioventù’ tinta d’azzurro.
Lasciatelo crescere Hamsik, diventerà il capitano di questa squadra. Che per puntare alle prime quattro posizioni dovrà imparare a battere le piccole. A mantenere la concentrazione non solo durante i novanta minuti, ma nell’arco del campionato. Questa è la differenza tra l’ottavo posto e il primo. Corrono un rischio gli azzurri. Hanno avuto l’entusiasmo di chi voleva farsi conoscere. Ce l’hanno fatta. Ora sono la baby-gang d’oro del campionato. Ma ora non possono rimanere fermi. La stagione dell’iniziazione è finita. Con i dovuti rinforzi dovranno imparare ad affrontare la stagione dei grandi obiettivi. Battere le grandi, anche non tutte, ma mantenere il passo veloce con le piccole e svaligiare i forzieri di punti fuori casa. Il progetto Napoli convince. Si direbbe in politica che ha il consenso della gente. Va bene in questa fase la politica del tetto agli ingaggi. Ma se la baby-gang farà cappotto, la parcella da grandi ai giovanotti bisognerà pagarla. Così gira per ora il mercato europeo. E se il Napoli vuole essere europeo…
Antonio Mango

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