Cavani: “Napoli, faremo grandi cose insieme”

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Cavani03Cavani, l’idolo dei due mondi. Il bomber è tornato per qualche giorno in Uruguay dove gli è stata tributata un’accoglienza trionfale. A Salto, suo paese natio, in tremila hanno fatto festa in un’amichevole allo stadio Ernesto Dickinson dove il Matador si è esibito contro padre e fratello. Intervistato da una tv uruguaiana Cavani ha spiegato di «essere molto felice di aver partecipato a questa esibizione. È stato emozionante tornare a calcare il terreno di gioco dove ho mosso i primi passi nel mondo del calcio. Non mi aspettavo una simile accoglienza, i tifosi di Salto sono fantastici. Vuol dire che il Mondiale in Sudafrica ha lasciato il segno». Accoglienza trionfale in Uruguay, ma l’azzurro del Napoli rimane al centro dei suoi pensieri. «L’inizio stagione – dice – è stato molto positivo, stiamo raccogliendo grandi risultati, frutto di un lavoro quotidiano molto duro». Cavani ha parlato anche del rapporto con il popolo azzurro. «I tifosi napoletani vogliono giocatori che in campo ci mettono l’anima, che lottano sempre per la maglia, non quelli di classe ma senza personalità. Mi auguro di lottare per traguardi prestigiosi con questo club». Del resto Cavani ha tenuto a sottolineare che «a Napoli ha giocato il più grande di sempre, Diego Armando Maradona. I tifosi pretendono il massimo, giocatori di qualità. Sono unici». Quasi un punto a gol. Ogni rete di Cavani è pesantissima. I dieci centri sin qui realizzati dal Matador hanno permesso agli azzurri di conquistare nove punti. Un’efficacia nel rendimento che mette Edinson tra i grandi d’Europa, primo in Italia (dove insieme a Totò Di Natale è anche il capocannoniere del campionato). Primo in classifica è il senegalese Papiss Demba Cissè, dei tedeschi del Friburgo. Poi c’è l’asso argentino Carlitos Tevez che con l’ultima doppietta nel suo Manchester City ha scavalcato in classifica proprio Cavani. L’unico altro italiano in graduatoria è Totò Di Natale, con sette punti conquistati con i suoi dieci gol. Poi fuoriclasse del calibro di Messi, Cristiano Ronaldo e Villa (c’è anche il brasiliano Nilmar del Villareal). Cavani ha permesso al Napoli di conquistare 9 dei suoi 33 punti. Il conto è presto fatto. Gol con la Fiorentina, primo punto. Rete alla Samp, guadagnati altri due punti (senza il suo gol sarebbe finita pari a Marassi). Poi gol da pareggio con Bari e Catania. Doppietta da vittoria con il Parma e altri due punti guadagnati rispetto al pari che si sarebbe avuto senza i suoi gol. Infine gol con Lecce e altri due punti conquistati, per un totale di nove punti. Ininfluenti la doppietta con Cesena e il gol con il Bologna (entrambe le gare finite per 4-1). «Mi sembra che i numeri parlino chiaro» spiega Ruggiero Rizzitelli, ex attaccante di Roma e Torino, che l’Europa la conosce bene per aver giocato due anni nel Bayern Monaco. «Ho visto spesso Cavani giocare l’anno scorso, quest’anno però mi sembra un altro giocatore: non sbaglia un colpo. Merito della fiducia in se stesso». E anche della sua nuova posizione, fortemente voluta da Mazzarri che lo ha avvicinato alla porta, mentre a Palermo l’uruguaiano giocava anche da tornante. «E infatti in Sicilia dicevano che era bravo ma che sotto porta non era freddo, un giocatore emotivo. Anche io spesso ho giocato in quella posizione. La verità è che ripiegando molto e facendo avanti e indietro per il campo alla fine sei bollito altro che emotivo». Posizione più avanzata uguale più gol. «Sì, Cavani si è convinto di essere un bomber. Non si può spiegare altrimenti quel gol pazzesco contro il Lecce nei minuti di recupero. Forse a Palermo un gol così non l’avrebbe mai segnato. Anzi non avrebbe neanche provato a tirare». La fiducia in se stessi è la componente maggiore in un bomber di razza. «Direi di sì – conferma Beppe Savoldi – è cresciuto tantissimo rispetto all’anno scorso. Ci sono vari fattori, non ultimo il pubblico di Napoli che ti esalta». E così possono nascere prodezze come quelle dell’ultima partita. «Al San Paolo giocate così ti fanno andare in paradiso». Anche secondo Savoldi il merito dell’esplosione di Cavani è dato dall’avvicinamento alla porta. «Lui torna spesso in difesa. Però non fa avanti e indietro come a Palermo, dove per la presenza di Miccoli e Pastore doveva pensare a coprire tantissimo».

Redazione NapoliSoccer.Net – fonte: il mattino

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Giornalista e Vice Direttore di Napolisoccer.NET . Tifoso del Napoli, coniugo l'amore e la passione per gli azzurri alla deontologia propria del lavoro di giornalista. Il piacere di raccontare le vicende azzurre, con i suoi risvolti sociologici, con criticità e romanticismo quando ci vuole. Pratico la libertà d'informazione senza condizionamenti.

4 COMMENTS

  1. La promessa di Cavani è quella di voler fare grandi cose con il Napoli e questo l’ha detto anche prima di arrivare a Napoli. Io penso che sia un uomo d’onore, ma davanti ai soldi a volte si perde anche l’onore.
    Però credo in Cavani e vedrete che resisterà ad ogni corteggiamento pur di rimanere a Napoli con i suoi tifosi napoletani.
    Grazie Matador….Buon Anno 2011 a te e famiglia, con l’augurio di vedere tanti ma tanti gol ed assist alla faccia di Moratti e di qualche altro Presidente che con i soldi credono di comprare tutto…e buttare via soldi alla faccia dei poveri…vedi Benitez cosa è costato alla Società nerazzurra averlo ingaggiato per soli tre/quattro mesi

  2. O si potrebbe dire che quel simpaticone di Zamparini fosse convinto di appioppare un “pacco” al Napoli. E invece è rimasto scornato. Caro Zamparini chi la fà l’aspetti.

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