Al via la fase due per il Napoli: l’Europa

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Non devo certo essere io a rilevare la grandezza del mercato del Napoli, per la prima volta, dopo anni, abbiamo avuto la riprova di un grande progetto, un filo logico che sta alla base della squadra del futuro, e che solo contingenze momentanee, ma non per questo sgradite, hanno anticipato di qualche mese. 
Iezzo sta male, probabilmente si dovrà operare, e questo ha anticipato di sei mesi l’arrivo di Navarro. Stesso discorso, ma più articolato, si può fare per Fabiano Santacroce: Cupi, l’unico laterale destro di ruolo, è infatti indisponibile, lo stesso dicasi per Domizzi (out per almeno un mese) e Savini, per questo l’acquisto del versatile difensore italo – brasiliano è diventato improvvisamente una necessità, anche se non è mai stato in dubbio un suo futuro partenopeo, a partire da giugno. Situazione simile anche per quanto riguarda Mannini; l’esterno sarebbe dovuto arrivare da fine stagione, l’obiettivo immediato era, com’è noto, Esposito dalla Roma, ma non essendosi accordati con nessuno tra Bjelanovic e Di Michele, i capitolini hanno preferito non privarsene. Per questo Pierpaolo Marino, si è cautelato chiedendo al Brescia un’opzione (onerosa) per il passaggio immediato di Mannini all’ombra del Vesuvio. 
Questo, è senza dubbio l’acquisto più interessante per gli azzurri, non solo per il valore intrinseco (comunque alto) del giocatore, quanto piuttosto perché consentirà a Reja, sotto consiglio del Presidente De Laurentiis, di modificare il 3-5-2 a favore di un più spregiudicato 4-3-3, con Lavezzi e lo stesso Mannini ai lati di Zalayeta.
L’unico correttivo in predicato di essere apportato fin dall’inizio, è stato, ironia della sorte, l’ultimo ad essersi concretizzato, vale a dire Michele Pazienza: il centrocampista pugliese era stato individuato come il necessario sostituto di Gargano e Blasi, e possiede quelle qualità e caratteristiche particolari che lo rendono un giocatore diverso da gente come Bogliacino, Dalla Bona e Montervino, gli altri centrocampisti in rosa.
Un mercato pirotecnico, dunque, a dispetto degli intenti iniziali, che erano semplicemente quelli di bloccare giovani di valore, per gettare le basi di quel progetto che avrebbe dovuto avere inizio dalla prossima stagione. Non tutto il male viene per nuocere, in realtà, perché stiamo parlando comunque di giocatori di grande valore anche allo stato attuale della loro maturazione, senza tralasciare che gente come Pazienza e Mannini ha già avuto dell’esperienza importante nella massima serie.
La strategia azzurra deve essere simile a quella attuata da società del calibro di Fiorentina ed Udinese, non a caso ai vertici del calcio italiano: vale a dire una programmazione intelligente e una strategia che dia i frutti desiderati. Non dimentichiamo che De Laurentiis ha speso, in sole due sessioni di mercato, qualcosa come 43 milioni di euro.
L’obiettivo del Presidente è quello di arrivare, in tre anni, ad una qualificazione in Champions League, ed è anche per questo, a mio parere, che i due grandi burattinai di questo progetto Napoli (De Laurentiis e Marino) stanno guardandosi intorno per pensare alla fase due dell’operazione. Questa seconda era prevederà un tecnico diverso da Edi Reja. C’è la necessità di un allenatore con nuove idee, dal grande spessore caratteriale per resistere ad una piazza difficile come quella di Napoli, ma soprattutto che sappia garantire alla squadra un tipo di gioco, a respiro "europeo". I nomi che circolano sono sempre gli stessi: Delio Rossi, Giampaolo, Colantuono. Io, da parte mia, mi auguro che il Napoli possa trovare uno alla Prandelli, un epigono del tecnico viola sarebbe l’ideale per restituire alla città e alla squadra la dimensione che le compete.
 
Fonte: TMW

 

1 COMMENTO

  1. Beh, speriamo bene e che si trovi un allenatoremtecnicamente smaliziato e che sappia valorizzare al meglio i calciatori che abbiamo disponendoli in campo secondo le loro caratteristiche tecniche 😉
    Reja,grazie fin da adesso.Però bisogna voltare pagina,addio!

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