Il commento di Napoli – Udinese

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Era tanta la voglia di vedere all’opera parte di quei 20 milioni di acquisti in progress che De Laurentiis ha speso in questo scorcio di mercato, i riflettori del San Paolo si accendono anche per loro in occasione l’anticipo della 21^ giornata. In realtà debuttano tutti, chi prima e chi dopo eccezion fatta per Navarro ancora in attesa di transfer. Ma lo spettacolo lo condiziona negativamente per l’ennesima volta l’arbitro, il “pluripregiudicato” Ayroldi, fischietto ben noto per la frequente insufficienza delle sue prestazioni, per la dimostrata incapacità rilevata spesso dalle cronache sportive. E’ lui a macchiare l’andamento di una gara che di per sé sarebbe stata comunque spumeggiante, aperta, ben giocata da entrambe le squadre capaci a trovare interessanti geometrie con spettacolari verticalizzazioni e continui capovolgimenti di fronte. Due gli episodi che gli si contestano: l’espulsione di Cannavaro in luogo, tecnicamente, di una più puntuale ammonizione a Grava ed il secondo cartellino giallo inflitto pesantemente a Pepe per simulazione, il quale subiva, invece, un normale fallo di gioco sulla trequarti da parte di Hamsik. Per sgombrare immediatamente il campo da ogni sorta di equivoco bisogna dire però che il Napoli, al di là dei condizionamenti, ha giocato una gran gara, meritando i tre punti, perché nella fase centrale della gara in inferiorità numerica ha saputo stringere i denti e, dimostrando di essersi scrollato di dosso la paura, ha saputo tener testa all’Udinese che ironia della sorte ha saputo dare il meglio di sé a uomini pari. Merito sicuramente di una ritrovata euforia agonistica dove il ritorno di Blasi e Gargano ed i nuovi innesti hanno rilanciato la credibilità del gruppo. Ma la ciliegina sulla torta della serata è stato l’aver ritrovato Lavezzi: el Pocho, lo si è capito fin dalle prime battute, è stato l’artefice della tripletta, suo il cross al 3° minuto sul quale maldestramente Zapata s’avventa innescando la più classica delle autoreti. La partita a questo punto sembrerebbe subito in discesa per il Napoli ma cinque minuti dopo Pepe, su palla inattiva, sfugge al controllo di Mannini e dal limite dell’area piccola gela le velleità azzurre firmando la rete del pareggio. I padroni di casa reagiscono immediatamente, prova ne sono le belle geometrie disegnate in velocità da Gargano, Blasi e Lavezzi, poco aiutati però da Garics e Hamsik, oggi abbastanza appannato. La distanza tra i reparti per entrambe le squadre è leggermente alta e l’Udinese sembra guadagnarci qualcosina in più perché ha un tridente che sa meglio aggredire gli spazi grazie anche alla particolare verve di Pepe quale valore aggiunto al tandem “made in Naples” Quagliarella-Di Natale, che qualche grattacapo alla difesa azzurra lo regala. Così Gargano al 25° ci prova dalla distanza, buona la potenza che difetta leggermente di mira, poi libera al limite Zalayeta che sporca la sua girata. Da una leggerezza di Hamsik sulla trequarti udinese nasce una buona occasione in contropiede per Quagliarella che pecca di generosità cercando troppo lungo Di Natale. Poi l’episodio che rivolta per la prima volta la partita, sull’ennesima ripartenza degli ospiti s’apre una voragine difensiva, così Grava nel tentativo di chiudere la corsa di Dossena commette fallo, la palla continua la sua corsa proprio verso Zapata lanciato a rete sul quale Cannavaro, ingenuamente, nell’intento di evitarne il contatto da dietro lo tocca procurandogli danno. Sarebbe da punire il primo intervento di Grava ed invece Ayroldi tira fuori il rosso per il capitano del Napoli. Nella ripresa Reja riassetta meglio la squadra facendo debuttare Santacroce in luogo di Garics, più volte beccato sia dal pubblico che dallo stesso trainer, Pepe continua ad essere piccante e dal limite, su un corto rinvio proprio del neoentrato Santacroce, al 55° grazia Gianello con un bolide che difetta solo leggermente di mira. Poi arriva il secondo colpo di scena quando Ayroldi al 58° punisce con il secondo giallo proprio Pepe, autore a suo giudizio di simulazione quando invece appare evidente, anche alla luce del replay, che sul friulano commette fallo Hamsik.

A questo punto il Napoli sale di tono e consistenza, Lavezzi ritorna in cattedra e fa le prove tecniche con un destro dai venticinque metri che sfiora il palo sinistro dell’estremo friulano, per poi bissare al 73°, con maggior precisione, il tentativo sull’altro palo e stavolta per Handanovic non c’è scampo, nonostante l’impercettibile tocco di Zapata che, al massimo ne rallenta la potenza. Napoli in vantaggio, Udinese scioccata, Reja ne approfitta per dare maggior consistenza alla fase di contenimento e fa debuttare Pazienza in sostituzione di uno svagato Hamsik. Passano solo un paio di minuti e Lavezzi confeziona la sua doppietta: approfittando della maldestra intesa tra Colombo e Zapata arpiona una palla vagante in area e serve col cucchiaio il 3-1. Lo stadio ebro di gioia regala al Pocho la meritata stending-ovation che Reja gli prepara inserendo  al suo posto Bogliacino. Gli ultimi minuti sulla ritrovata capacità degli azzurri di far possesso palla si levano dagli spalti altisonanti “ Olèèè…” e per la pur frizzante Udinese scorrono lentamente i titoli di coda fino a riversarsi nel “Game Over” decretato dal pessimo Ayroldi. Tutto sommato è andata bene ovviamente, anche se è apparsa alquanto peregrina, stavolta, l’idea di Reja di affrontare il tridente friulano con la difesa a tre, forse sarebbe stato il caso di provarla a quattro con l’immediato inserimento di Santacroce che ha dimostrato durante tutta la ripresa una spiccata personalità e senso tattico. Il Napoli scaccia via i fantasmi, la vittoria suggella la ritrovata sintonia societaria e festeggia il debutto dei nuovi acquisti che superano ampiamente, a pieni voti, l’esame del San Paolo.

Antonello Greco

                                                                                Le pagelle di Napoli – Udinese

9 Commenti

  1. Perchè il Napoli è l’ unica squadra di serie A che non autorizza per l’ estero nè partite, nè sintesi, nè goal quando si gioca al San Paolo ?

    Bisogna aspettare che vada in trasferta per vedere qualcosa.

    Napoli non era così.
    Era orgogliosa di essere conosciuta ed ammirata nel mondo.

  2. bravo Napoli a vincere!!!! sono argentino ma con cuore napoletano.
    io potrei acconsigliare alcuni giocatori argentini per napoli.
    Anche faccio il tifo per Boca Juniors.

  3. noise, pubblicato il 3 Febbraio 2008 alle 01:42:
    labadiena guarda che abbiamo vinto all’andata
    sono d’accordo con te, pero non hai capito il mio commento, se non ti ricordi volevo dire in casa ciao e buona domenica

  4. si potrebbe passare in fase di contenimento con garics a sinistra in difesa e sulla stessa fascia domizzi a centocampo
    in modo da frenare l’attacco offensivo avversario visto che da quelle parti si soffre dopo il sessantacinquesimo minuto.
    inoltre ce la possibilità di creare una certa imprevedibilità sulla corsa di garics inserendosi da dietro che a mio modo di vedere e portato più al tiro che al cross…..e un tiratore destro che tira dal lato sinistro fa male!!!! e solo un idea fantasiosa. il napoli con i nuovi acquisti sono sicuro che andrà bene!!!

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