Il Napoli fuori casa non punge più

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udinese-napoli03Secondo stop esterno consecutivo per gli uomini di Mazzarri che perdono l’appellativo di squadra da trasferta e che affondano sotto i colpi di Di Natale che quando vede il Napoli scende nell’arena col drappo rosso davanti agli occhi. Gli azzurri in pratica mancano la prova di maturità nella prima delle sei ultime tappe che porteranno alla sosta natalizia, regalando praticamente il primo tempo ai padroni di casa, rinunciando al gioco e rompendo inspiegabilmente le misure tra i reparti, senza riuscire più a venire a capo della situazione. C’è voluto l’intervallo a Mazzarri per rimettere un po’ le cose a posto, ma al tecnico rimane l’onere di approfondire la riflessione e cercare di far luce sui momenti bui dietro i quali sembra nascondersi la sua squadra, senza nessuno che riesca da leader a suonare la carica. Ma la domanda da porsi è che cosa s’è inceppato nel delicato, quanto vincente, meccanismo da trasferta degli azzurri, che subiscono la prima rete per via di un’azione fotocopia a quella che portò Zarate al gol nella sfida dell’Olimpico. Il Napoli s’è lasciato infilare in velocità regalando agli avversari proprio quella rapidità d’esecuzione vantata quale migliore arma nelle trasferte giocate dall’inizio di stagione.
A dire il vero la scossa ci ha provato a darla Lavezzi, al quale oggi sono mancati i soliti guizzi e la lucidità di giocata che lo ha contraddistinto nelle ultime uscite, ma Guidolin gli ha costruito attorno una gabbia dalla quale il pocho non è riuscito a venir fuori subendo nella migliore delle ipotesi sistematici falli dai bianconeri che, ora dalla linea difensiva ed ora dalla mediana, si sganciavano per chiuderlo a imbuto. E così il Napoli s’è piegato su se stesso, incapace di trovare sbocchi a centrocampo dove l’Udinese ha invece trovato la perfetta prestazione della sua mediana con Pinzi e Inler puntuali a portare alto il pressing e giocare velocemente la palla per innescare i due folletti friulani Di Natale e Sanchez.
udinese-napoli05Buona parte della ripresa gira intorno alla prestazione di Hamsik che già nei primi minuti fallisce una buona occasione per accorciare le distanze, poi commette una leggerezza che permette a Di Natale di realizzare la sua seconda tripletta agli azzurri, salvo un minuto dopo con gran rabbia sigla dai venti metri la rete della bandiera; peccato che poi fallisce clamorosamente un rigore che avrebbe riaperto, con buone prospettive, la partita. Anche Cavani ha fallito qualche buona conclusione per la solita questione di centimetri – che in fin dei conti è l’algoritmo che da imprevedibilità al calcio – e comunque il portiere di casa, Handanovic, dopo Totò Di Natale, è stato sicuramente il più decisivo dei suoi sul risultato. La reazione, per quanto inefficace ai fini del risultato, c’è stata ed è proprio questo che rende meno amara la sconfitta e rende maggiormente consapevoli che il Napoli ha i mezzi per giocarsela sempre con tutti, ma non deve mai rinunciare alla dinamicità del collettivo ed alla velocità di manovra e di esecuzione.
Anche la direzione di gara dell’arbitro Romeo non è stata brillante e per il resto molto è girato per il verso storto, apparendo agli occhi di molti una di quelle partite destinate a diventare motivo di riflessione per una conseguente crescita sul piano emotivo del gruppo partenopeo e va perciò letta come una sberla salutare dopo l’abbuffata di gol realizzata col Bologna. Nulla è perso, la classifica è più o meno invariata nelle posizioni di testa dove un pò tutte le prime della classe hanno rallentato ed agli azzurri non rimane che proiettarsi in chiave europea, dove gli stimoli sono ancora forti specialmente in vista di una partita salvavita da giocarsi giovedì prossimo ad Utrecht. Un pareggio potrebbe non bastare alla compagine partenopea che mantiene però intatta la voglia di mostrare finalmente il suo vero volto tecnico-tattico nell’importante vetrina continentale, fin ora le è riuscito per circa tre quarti di gara a Liverpool, dove il finale s’è rivelato al fiele, per cui in Olanda si dovrà puntare con decisione alla vittoria con una gara di concentrazione e solidarietà tra i reparti.

Antonello Greco – Redazione NapoliSoccer.Net
 

4 Commenti

  1. scusami ma sei certo di quello che dici, sosa, sarà pure bravo ma sono certo che giocare in sud america o in campionati diversi dal nostro sia per lui la scelta diversa, tecnicamente non si discute i fondamentali ci sono, ma per carità passo corsa, inserimenti sono tipici di campionati sud americani forse in grecia olanda, ma non in italia il falliemnto in germania ne e la prova, su hamsick forse hai ragione, hamsick e un equivoco tattico, se deve giocare in questo schema, deve assolutamente dare maggiore continuità, cavani lavezzi e lui negli spazi, e una miscela esplosiva, e quando sta in forma e devastante, ma troppo poche le prestazioni degne di questo ragionamento, non cè fin’ora un allenatore che lo mette in campo differentemente e allora mi sembra giusto criticarlo, ma prima di venderlo sarebbe bene che si pensasse ad una verifica, chiaro che se cè una offerta di 30 35 milioni di euro ok, ma cosa offre il mercato per queste cifre, ed il napoli sapra acquistare??? rinaudo 6 e4 milini di euro, zuniga 9 milioni di euro, per non citare gli altri ciao

  2. Io consiglierei di “vendere” (ma subito) Mazzarri. Prove alla mano per sua testadaggine e incompetenza abbiamo perse 3 partite ( Chievo, Lazio e Udine
    senza aggiungere Liverpoll) e quindi ritrovarci con 9 punti in meno in classifica:
    Fate un po voi.

  3. Tonino ma che credevi che prendevamo e facevamo come il barcellona a vincere tutte le partite giocando benissimo…è normale che cn questa rosa molto ridotta i giocatori si stancano a far fronte a tutte queste competizioni e mazzarri nn è GESU secondo me apparte tutto il Napoli sta facendo un ottimo campionato!!!

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