Napoli-Hellas Verona 3-0, la partita vista dal tifoso: una gara da mentalità vincente

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passionepalloneNapoli-Verona 3-0. Silenzio, concentrazione, rabbia, ma soprattutto gioco.

Questi gli ingredienti in casa Napoli in questa settimana, questo il netto risultato finale. Zero polemiche, zero gol subiti, tre gol fatti e nuovamente in scia della Juventus. Il Verona francamente vale l’Udinese, quello che si è visto in più rispetto a domenica scorsa, oltre a un arbitraggio più “arbitraggio”, è stata la voglia di vincere e convincere. Una gara che poteva nascondere molte insidie. La prima senza il Re dei gol del campionato. Dura senza Higuain. Più dura per chi quel giocatore doveva sostituirlo. Manolo ha impiegato un po’ a scrollarsi la pressione di dosso. Uno stadio intero a sperare in lui, gli occhi della critica e quella voglia di spaccare il mondo. Sensazioni che portano Gabbiadini a sbagliare gol che in altre circostanze avrebbe fatto senza tanti pensieri. Prima un palo che grida vendetta, il secondo legno del primo tempo, dopo quello di Insigne su punizione, poi un diagonale sottomisura su cui interviene il portiere, infine un quasi gol su cui Gollini si supera togliendo letteralmente il pallone dalla porta. Come può sentirsi un attaccante sotto pressione dopo tre occasioni del genere? Chiedetelo proprio a lui che, pochi minuti dopo il miracolo di Gollini, lo fulmina con un preciso tap-in dopo un tiro a volo di Callejon. Manolo si sblocca, il Napoli va in vantaggio. Vantaggio che raddoppia dopo il calcio di rigore netto trasformato da Insigne, per il 2-0. Nel mezzo, da sottolineare la straordinaria prestazione di Marek Hamsik. Era stato criticato il capitano dopo la gara di Udine. Nella prima frazione è stato semplicemente perfetto. Così come lo è stato anche nel secondo tempo, entrando in tutte le azioni da gol degli azzurri. Ben tornato Capitano. Con lui, voti alti in pagella anche per Jorginho. Smaltita l’emozione post nazionale, l’italo-brasiliano è tornato il superbo geometra del centrocampo azzurro. Napoli che non ha mai sofferto per tutti i novanta minuti, mostrando sempre attenzione e cattiveria agonistica. Attenzione soprattutto in difesa, grazie anche al rientro tra i pali di Pepe Reina. Inutile girarci intorno, il portierone spagnolo avrà anche qualche gol evitabile sulla coscienza, ma il carisma e la leadership che mostra in campo non hanno rivali e non è un caso che la squadra sia tornata a non subire gol e soprattutto a concedere pochissimo agli avanti veronesi. Il terzo gol di Callejon sancisce la fine della gara e la giusta distanza tra le due squadre. Altra considerazione: nella prima gara senza il cannibale del gol, la squadra non si è disunita e l’attacco si è diviso in parti uguali meriti e responsabilità. Callejon-Insigne-Gabbiadini: tre attaccanti schierati, tre timbrature messe a segno. Questo vuol dire giocare da squadra. Ora si va a Milano ad affrontare un “vecchio amico” di Sarri. Quel Mancini che al termine della gara di Coppa Italia, vinta proprio dall’Inter al San Paolo, alzò un inutile polverone per coprire i mali della sua squadra. Sarà una partita-verità e sarà molto difficile, ma quest’anno San Siro già una volta ha esaltato gli azzurri. Quindi nessun timore, ma avanti così, con quelle stesse caratteristiche viste in campo e durante la settimana: silenzio, rabbia e concentrazione. Avanti Napoli.

 

Gianluca Tantillo di passionepallone.it per Napolisoccer.net



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