L’avversario: il Verona di Delneri

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Dopo la traumatica trasferta di Udine con tutti gli strascichi che ne sono derivati, il Napoli riparte contro il fanalino di coda Verona per cercare di rimettersi in rotta. Gli scaligeri, pur non avendo più grosse speranze di permanenza in A, stanno facendo leva sull’orgoglio per cercare di non diventare per tutti la vittima sacrificale predestinata del finale di stagione. Proprio l’ultimo incontro di Bologna ha dimostrato come i veneti possano essere una mina vagante, in grado di strappare risultati inattesi anche su campi difficili. Tuttavia, di certo, il Napoli non potrà lasciare spazio alla voglia di far bella figura del Verona. L’avvento di Delneri non ha probabilmente salvato la stagione ma ha mutato totalmente l’impronta ad un gruppo che appariva fin troppo legato a Mandorlini. Il subentrato tecnico friulano ha cominciato a lavorare in prospettiva, inserendo gradualmente giovani per il futuro. La rivoluzione è cominciata proprio tra i pali, dove non si è esitato a lanciare il giovanissimo Gollini. Al di là degli indiscussi mezzi tecnici e atletici, il portiere ha dimostrato personalità, senza pagare più di tanto lo scotto di sconfitte in serie, dovute ad una squadra alla deriva per lunghi tratti di stagione. Marchio di fabbrica del tecnico friulano è la difesa a 4. Messi da parte senatori come Moras, nello scorso turno ha addirittura bagnato il suo esordio con il gol il ventunenne Samir. Di lui, arrivato in Italia dal Flamengo via Udine, si è detto possa essere il nuovo Thiago Silva, riferimento ed esempio semprr ricorrente per i giovani centrali carioca. Il brasiliano dovrebbe far coppia con Bianchetti, altro interessante prospetto con un fisico da corazziere che la società ha deciso di mettere alla prova nel rush finale. Sulla mancina, la “linea verde” sta vedendo il rilancio di Albertazzi, a lungo considerato un predestinato, salvo poi essersi un po’ perso dopo essere entrato in orbita Milan. L’apporto di esperienza al reparto dovrebbe venire dal terzino destro, Pisano, calciatore di sostanza e propulsione, forte anche sulle palle alte, anche in area avversaria. A centrocampo, Del Neri ha dovuto rivedere il suo 4-4-2, adattandosi ad un organico carente. Proprio in questo reparto gioca come centrale l’unica nota lieta della stagione, ossia Ionita, obiettivo caldo del Napoli,  messosi in luce per la continuità accompagnata da qualche gol di pregevole fattura. Possibile che Del Neri opti per un centrocampo folto a 5. Chi dovrebbe partire titolare, pur avendo deluso, è Federico Viviani, regista dai piedi buoni scuola Roma, che dopo la buona stagione di Latina ha deluso tra la pubalgia ed il rendimento negativo di una squadra che non si è dimostrato in grado di prendere per mano. Con loro, possibile ci chance per Luca Marrone, altra promessa ancora inespressa del nostro calcio, in cerca di fiducia e continuità, problemi fisici permettendo. Gli esterni alti dovrebbero dare man forte in ripiegamento. Una maglia da titolare dovrebbe toccare alla “bandiera” Gomez, ala sinistra mai troppo prolifica ma sempre vivace e pericolosa. A destra, invece, Del Neri sta molto apprezzando l’apporto in termini di corsa, cross e inserimenti di Wszolek, esterno abile a fare entrambe le fasi. Tuttavia, gli esperimenti di fine stagione non debbono far escludere a prescindere variabili sia tattiche che di uomini, con Romulo, Rebic, Siligardi, Emanuelson scalpitanti in panchina. Chi, di certo, nonostante l’impietosa anagrafe, fa fatica ad accettare l’idea della panchina è Luca Toni. Alla rinascita della scorsa stagione non ha fatto eco la presente annata, abbondantemente al di sotto delle attese. La coppia con l’amico Pazzini, come già a Firenze, ha messo in luce vistosi limiti in termini di compatibilità, trasformando, di fatto, quella che si sperava fosse una coppia da almeno trenta gol in una insostenibile zavorra per la squadra. Difficile che venga riproposto l’attacco a 2, per la maglia da titolare appare in vantaggio Pazzini, fedelissimo di Del Neri ma solo lontano parente del bomber che regalò al tecnico l’accesso in Champions all’epoca della Samp.

 

Antonio Macchione – NapoliSoccer.NET



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