Sacchi (coord. tecnico Italia): “I giovani sono il vero futuro del calcio”

1
33

A Radio Crc, nel corso della trasmissione “Si gonfia la rete” di Raffaele Auriemma, è intervenuto Arrigo Sacchi, ex allenatore e attuale coordinatore tecnico delle nazionali giovanili, che ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: “I due calciatori guida del Napoli sono uno argentino e uno uruguaiano. Un altro valido è slovacco. Prandelli sta facendo benissimo, e sarà felicissimo di chiamare qualche calciatore del Napoli. Credo che uno dei grandi problemi del momento sia il fatto che il calcio italiano, sia a livello di club, che di Nazionale, non sia brillante come una volta. Negli anni dal 90 al 2005 molti club pensavano di essere padroni del mondo, se nasceva un giocatore bravo lo andavano a comprare così si ha la negazione del calcio italiano, e l’abbandono a livello tecnico tattico di quella che è la nostra storia e la nostra tradizione. Le società spagnole investono di più rispetto a quelle italiane, in una scala da uno a dieci, le italiane investono dal 1 al 3 e le spagnole da 7 a 10. Precedentemente nella serie B le squadre erano formate da giovani, oggi, i nostri allenatori devono pescare in seconda divisione o all’estero. Così facendo il calcio italiano non avrà futuro. Per crescere bisogna credere nel settore giovanile, per credere bisogna sapere, per cui chi non sa si affida ai calciatori esperti, nella illusione di andare sul sicuro. Ma così facendo la squadra ottiene scarsi risultati perché i giovani sono più ricettivi, hanno una maggiore capacità di apprendimento, bisogna avere il coraggio di investire su di loro. Nel calcio italiano funziona così perché se l’allenatore non porta i risultati per due o tre partite consecutive, l’esonero è alle porte, ed è per questo che i tecnici si vanno ad affidare ai calciatori di esperienza. In Spagna, quando allenavo il Real Madrid avevamo una qualità della rosa straordinaria, calciatori come Carlos e Beckham per intenderci, ma nonostante ciò, la stampa e i tifosi si lamentavano perché non giocavano i giovani. In Italia non abbiamo ideali, vogliamo solo vincere ad ogni costo, a prescindere dal merito e dal fair-play. Così è difficile crescere. In Europa League dall’89 al 99 siamo andati in finale su undici competizioni, dieci volte, dal 2000 al 2010 zero volte. Questi dati attestano che non siamo attenti perché non abbiamo nemmeno la capacità di guardare le statistiche. Mi auguro che ci sia un’inversione di marcia, che la federazione faccia normative per agevolare i club che inseriscono i giovani, e che nei campionati vengano ridotte le età per la partecipazione. Non c’è garanzia che gli allenatori delle giovanili siano maestri, li mettono alla guida di squadre senza patentino. Quando allenavo il Milan, i calciatori avevano un’età media di 25 anni e mezzo. Nella sfida Milan-Real Madrid, i giocatori in campo del Milan avevano 70 anni in più rispetto quelli del Real. L’Italia non è un paese dei giovani, e quattro squadre tra le più vecchie d’Europa sono italiane. Bisogna essere più equilibrati, sereni e maturi. Le società con il fair-play hanno delle rose più equilibrate con l’inserimento dei giovani. Ho visto il Napoli a Cesena e mi complimentai con de Laurentiis al termine del primo tempo, inoltre chiamai Mazzari il giorno dopo per complimentarmi anche con lui. La squadra mi piace perché è basata su un ritmo veloce, ed è aggressiva. Bisognerebbe compensare la rosa del Napoli con 1 o 2 giocatori che possano apportare una maggiore qualità al gruppo come alternative. Il Napoli è formato da ragazzi anche abbastanza giovani, infatti contro il Milan hanno pagato proprio questo. Si è vista nel primo tempo una squadra in soggezione, poi invece nel secondo tempo nonostante il Napoli era in 10 contro gli undici del Milan, ha messo in difficoltà l’avversario. Il Napoli non lotta per vincere il campionato, ma se manterrà la motivazione straordinaria che è la miglior benzina, e migliorerà nel possesso palla dove non è bravissima, può fare davvero bene. Mazzarri è un ottimo allenatore. Un centrocampista di qualità potrebbe aiutare questo gruppo, e bisognerebbe incrementare la difesa con un nuovo acquisto di qualità. Purtroppo in generale abbiamo delle squadre che hanno paura, e avendo paura si difendono con tanti calciatori e attaccano con pochi, ma il calcio non è fatto solo di verticalizzazioni. Il Napoli può dare fastidio a tutti. Non bisogna porsi degli obiettivi altrimenti i ragazzi possono soffrire, chiedetegli solo di essere seri, volenterosi e di fare sempre meglio”.
 

Redazione Napolisoccer.NET (Fonte: Radio CRC)

 

1 COMMENTO

  1. “mamma che artico lungo!” Mio dio che articolo quantitativo, “”invecchierei solo a leggerlo” mi basta il titolo: il futuro del calcio sono i giovani , è come dire: cio’ che rende l’acqua calda è la temperatura!Ma andiamolo a leggere, no non posso! Parla di lavezzi Cavani e Hamsik come se fossero delle Pentole made in:!
    mio dio il vomito, ma lui non c’etra, sono i friarelli avariati……
    istutillo tosatti

LASCIA UN COMMENTO