Il perchè Blasi rischia l’iscrizione nel registro degli indagati

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Per capire meglio i motivi per i quali il centrocampista del Napoli, Emanuele Blasi, rischia l’iscrizione nel registro degli indagati della procura di Roma per falsa testimonianza e calunnia riportiamo di seguito i passaggi salienti tratti da un’agenzia dell’Adnkronos dove si riassume la seconda parte dell’udienza che si è tenuta oggi nell’ambito del processo alla Gea.
Nella seconda parte dell’udienza il Tribunale ha ascoltato a lungo Stefano Antonelli gia’ procuratore del calciatore Manuale Blasi, e attualmente amministratore delegato del Torino. Antonelli ha parlato a lungo dei suoi rapporti con Blasi compiuto nel 2002 quando militava nel Perugia. Era diventato suo procuratore dopo che si erano esauriti i suoi rapporti nel luglio del 2004 con Franco Zavaglia, uno degli attuali imputati e gia’ al vertice della Gea. Parlando di Blasi ha ricordato che ad un certo punto questi si era affidato a lui in quanto aveva concluso il suo contratto con Franco Zavaglia. Il calciatore era andato in prestito al Parma e qui ebbe problemi di doping tanto da subire una squalifica di 5 mesi. Antonelli quando aveva la sua rappresentanza cerco’ di parlare con Luciano Moggi per fargli avere un adeguamento dello stipendio. Tentativo pero’ andato a monte in quanto dopo aver parlato telefonicamente con Moggi questi gli disse che si sarebbero risentiti ma poi fu lo stesso Blasi ad informarlo che l’incontro con Moggi non ci sarebbe mai stato perche’ il direttore sportivo della Juventus non intendeva vederlo. Da quel momento cominciarono i suoi problemi con Blasi e ci furono varie conversazioni nel corso delle quali Blasi e suo padre Claudio che curava i suoi interessi parlarono dell’intenzione di bloccare i loro rapporti con Antonelli. Prima che Antonelli deponesse, il tribunale aveva ascoltato la registrazione di alcune telefonate intercorse tra Antonelli e i Blasi sempre a proposito della rottura del loro contratto. 
Durante la lunga deposizione di Antonelli ci sono stati vari riferimenti a Luciano Moggi ed ai rapporti tra di loro tanto da provocare un intervento dello stesso Moggi. Riferendosi ai contrasti con l’ex direttore sportivo della Roma Franco Baldini, che e’ stato ascoltato in una delle precedenti udienze e con Antonelli, Moggi ha detto tra l’altro "per colpa loro mi trovo a frequentare i tribunali e non il campo. Mi hanno tolto il lavoro… Io sono una persona onesta". Una parte dell’udienza ha riguardato l’attivita’ della ‘societa’ football service’ della quale era socio Antonelli. Numerose sono state le domande degli avvocati della difesa per sapere se Antonelli nonostante sia amministratore delegato del Torino abbia poi continuato a rappresentare calciatori. In chiusura di udienza il Tribunale ha ascoltato Manuele Blasi sulla attivita’ professionale e sui suoi rapporto con Antonelli prima di passare alla Gea. A conclusione della sua deposizione, come si e’ detto, il pubblico ministero ha deciso di valutare attraverso l’esame del verbale di udienza se sia reso responsabile di reticenza e di calunnia.
Redazione NapoliSoccer.NET – Fonte: Adnkronos



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