Domani arriva il Siena, già venduti undicimila biglietti E per la sfida con il Milan sono previsti 60.000 spettatori.
E’ un passaparola. E’ un richiamo dell’anima. E’ un’onda che s’allunga travolgente sul San Paolo e promette di squarciare orizzonti europei. E’ un numero impressionante di uomini, donne e bambini che non smette di incamminarsi verso Fuorigrotta, quart’ultima frontiera per un’Uefa lontana ma ritenuta per nulla irraggiungibile. E’ il solito tam- tam che annuncia quarantamila spettatori e che sia Napoli- Siena, e che capiti a quattro domeniche dalla fine, e che rischi di essere avvolta nella canicola poco importa: ventitremila abbonati sono largamente garantiti e pure undicimila paganti hanno già staccato il biglietto nei punti vendita. Il dado è quasi tratto, mancando ancora una giornata di prevendita e mezza di botteghino. Napoli- Siena come tante altre sfide che l’hanno preceduta, probabilmente ( sicuramente) meno di Napoli- Milan, che ne prevede sessantamila: così è, anche se non vi pare. E’ un rituale che si ripete, oramai, ed è un febbrone che assale sistematicamente, facendo di ogni partita - anche quella che appare come la più insignificante - un evento da festeggiare. E’ il Napoli di Reja che tira, attira, trascina ed è quell’andatura spregiudicata che in primavera finisce per divenire entusiasmante: sei punti nelle ultime due giornate, addirittura sedici da marzo in qua, la corsa verso l’Europa è scandita dai passi da gigante d’un Napoli che ama finire in crescendo.
Raccontano le statistiche, incapaci di mentire, che pure l’anno scorso andò così e che nel trimestre conclusivo, quel Napoli raccolse trentacinque dei suo settantanove punti. Uno schiacciasassi. Ribadiscono i numeri della stagione in corsa, nono posto a due punti dal Genoa e a cinque dall’Udinese, che più d’un terzo el fatturato annuo sia stato raccolto dall’Inter in poi ( cinque vittorie, tre sconfitte e un pareggio - a Reggio Calabria, al 92’, quando altri tre punti parevano in cascina) e che alla gente piaccia così.
C’è Napoli- Siena, nessun particolare richiamo, se non il gusto di non perdersi neppure un secondo di questo campionato giocato sopra le righe, mettendo in fila quasi tutte le grandi, facendo del San Paolo una roccaforte, riuscendo a rimediare la bellezza di trentatré punti, calamitando allo stadio ben oltre mezzo milione di spettatori, facendo di qualsiasi gara un’occasione per divertirsi. E Napoli ha deciso di provarci, di insistere, di crederci: lo fa Reja, esortando la squadra; lo fa la città, lasciando avvertire il fiato sul collo, riesumando la figura del dodicesimo uomo in campo. Trentaquattromila spettatori già assicurati quando manca un’abbondante manciata di ore alla partita inducono a pensare che pure stavolta venga abbattuto il muro dei quarantamila, che anche con il Siena - come già a Parma - Marino sia costretto a tornare sull’assoluta importanza del sostegno popolare: « Questa folla è commovente, merita tutte le soddisfazioni possibili » . Napoli- Siena è la penultima interna d’un anno vissuto meravigliosamente bene tra le mura amiche, lasciandosi dolcemente cullare da quella folla che non si pone limiti. L’Europa, L’Uefa o anche l’Intertoto: è febbre da quarantamila. Che non passa mai.
Due vittorie di fila sedici punti da marzo ad oggi. La squadra è tornata a correre e il pubblico la spinge Marino, dg degli azzurri sull’affetto dei tifosi: «Questa folla è commovente, merita tutte le merita tutte le soddisfazioni possibili».
Fonte: Corriere dello Sport



















