Liverpool ceduto, i vecchi azionisti chiedono i danni

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liverpoolAgonia finita, è ufficilae John Henry, 61 anni, nuovo proprietario del Liverpool .

Tom Hicks e George Gillet Jr, che in tre anni sono diventati i proprietari più odiati nella storia del Liverpool, escono di scena ad Anfield. Almeno per il momento. La coppia americana ha venduto il club pluricampione d’Europa al connazionale John Henry, già proprietario dei Boston Red Sox in un’operazione da 340 milioni di euro. Anche se «venduto» è un po’ una forzatura visto che, a quanto sembra, non sono usciti di scena del tutto.

La Royal Bank of Scotland, creditrice verso il club per 230 milioni di euro (quasi tutti frutto dell’acquisizione da parte di Hicks e Gillett, i quali prima si sono fatti prestare i soldi per comprare il Liverpool e poi hanno trasferito il debito sui bilancio del club medesimo) lo scorso aprile aveva imposto un nuovo presidente, Martin Broughton, con il compito di trovare un acquirente.

Broughton è stato di parola, chiudendo l’accordo con Henry, ma senza l’assenso di Hicks e Gillett i quali hanno subito fatto causa, sostenendo che la cifra pattuita era di gran lunga inferiore al valore reale del club (da loro stimato intorno ai 750 milioni di euro). I due hanno sottolineato il principio che Broughton da presidente non può agire contro la volontà degli azionisti.
L’Alta Corte si è però pronunciata a favore di Broughton – forte di una clausola inserita lo scorso aprile al momento del suo insediamento – e per proprietà transitiva a favore della vendita: è la prima volta che un tribunale britannico permette la cessione di una società senza l’assenso degli azionisti.

Hicks si è subito rivolto a un altro giudice, in Texas, suo stato natale, il quale ha ordinato il blocco della vendita. Ma l’Alta Corte ha tenuto duro sostenendo che l’ordine del giudice texano non aveva alcun valore legale nel Regno Unito. E così, finalmente, la vendita è stata approvata. Storia chiusa? Macché. Nel pomeriggio Hicks e Gillett hanno lanciato un’altra azione legale, questa volta per truffa, nei confronti di Broughton (il quale ha ricevuto una commissione di mezzo milione di euro per avere trovato un’acquirente) e la Royal Bank of Scotland. Chiesti danni per 1,3 miliardi di euro.

Per il momento però il club è di Henry, il quale ha già fatto sapere che ristutturerà l’indebitamento. «Attualmente il Liverpool paga dai 25 ai 35 milioni di euro all’anno in interessi sui debiti, noi li ridurremo a non più di 2 milioni – spiega in un comunicato la Nesv, la società del magnate statunitense. – Poi studieremo il modo migliore per fare crescere ulteriormente il club, ma sempre nel rispetto delle tradizioni». L’altro argomento scottante è lo stadio. Il glorioso Anfield ha una capienza di appena 44 mila posti e, soprattutto, è una struttura antiquata che frutta poco dal punto di vista commerciale, per un club che fa sempre il tutto esaurito e inoltre ha una lista d’attesa per l’abbonamento annuale con quasi 60mila nomi.
Nell’immediato però bisogna pensare alla squadra. L’avvio in campionato è stato disastroso, così come l’avvicendamento Benitez- Hodgson. I Reds sono ora in piena zona retrocessione. E domenica c’è il derby con l’Everton.

In ogni caso, la cessione del club e l’azzeramento del debito eviterà una pesante penalizzazione in classifica. Quanto a Hicks e Gillett, si stima che abbiano perso quasi 100 milioni di euro a testa. Sempre che non abbiano fortuna con la loro mega-causa da 1,3 miliardi.

Fonte: lastampa.it

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Giornalista sportivo, appassionato di calcio e, da sempre, tifoso del Napoli. Dal 2004 partecipo al progetto Napolisoccer.NET condividendone obiettivi e speranze, con l'unica finalità di fornire ai lettori un'informazione corretta e neutrale, scevra da pregiudizi e fuori da ogni logica di interesse. Napoletano convinto, nutro amore e passione incondizionata per "Terra mia", "Napul'è" e per la maglia azzurra.

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