Follia Teppista a Marassi: Ultra-Nazionalisti portano alla sospensione di Italia-Serbia

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"Italia-Serbia sospesa dopo 7' per lancio di petardi". E' questo il comunicato ufficiale con il quale la Uefa ha sintetizzato e motivato le cause che hanno determinato il mancato espletamento della "pratica sportiva" tra le due nazionali europee. Una sconfitta indecorosa per lo sport internazionale la quale però, senza limitarsi alla mera partita del Marassi, trova le sue radici in un particolare periodo storico il quale, senza alcun'ombra di dubbio, va analizzato e affrontato con metodi e toni ponderati. Difatti anche questa volta lo spettacolo calcistico è stato utilizzato da gruppi di facinorosi che, approfittando della ribalta mondiale, hanno avuto modo di pubblicizzare il proprio credo politco. Al grido "Il Kossovo è serbo" ed urlando a squarciagola cori di natura e matrice fascista, non più di 80 teppisti (che per onestà intelletuale non sembra il caso di identificare con l'appellativo "tifosi serbi") hanno puntato su di sè i riflettori di mezzo mondo ottenendo perciò l'obiettivo, evidentemente già studiato e delineato in precedenza, di denigrare un'intera nazione. Tattica ben strutturata che, con eguali risultati, aveva portato tale metodo e pensiero ultra-nazionalista a raggiungere le prime pagine dei giornali di tutto il globo, attraverso un atto di violenza contro il civile corteo denominato "Gay-Pride".  Adesso, con la sospensione del match, la Serbia (calcistica e sportiva), senza andare ad analizzare le ripercussioni sociali, politiche e civili che si susseguiranno nei prossimi giorni, rischia di vedersi comminata una durissima punizione che, oltre al 3 a 0 a tavolino, potrebbe portare all'espulsione della squadra dalla fase a gironi del torneo europeo.

Josi Gerardo Della Ragione – Redazione NapoliSoccer.NET



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