Calcio: Persiste il problema diritti Tv per la Serie B

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”Quella dei diritti televisivi e’ una partita persa. La vera partita da vincere e’ quella di riportare i tifosi allo stadio e le partite alla domenica”: cosi’ il sindaco di Piacenza Roberto Reggi, capofila del Coordinamento dei sindaci delle citta’ le cui squadre militano in serie B, dopo la riunione delle societa’ cadette che battono cassa e si interrogano sulle ragioni della crisi. ”Come ho evidenziato in altre occasioni e come sostengo da anni, il calcio, come tutti gli altri sport, e’ un veicolo di identificazione tra la citta’ e la propria squadra. Negli anni scorsi, l’aver puntato, da parte dei dirigenti delle societa’ di B, tutto sui diritti televisivi – afferma Reggi – e l’aver anticipato il campionato al sabato, di fatto ha fortemente compromesso questo legame. Bene sarebbe ammettere che, quando si scelse di anticipare le partite al sabato, venne commesso un clamoroso errore strategico, tant’e’ che oggi il pubblico negli stadi e’ in calo e le partite, tra l’altro, non si vedono in nessuna televisione. Ne consegue che, in molte realta’ di serie B, l’indispensabile feeling tra comunita’ e squadra di calcio si sta spezzando, con danni notevoli sul fronte dell’immagine calcistica e per i tanti tifosi delle squadre cadette. Occorre ritrovare quella simbiosi tra citta’ e squadra, come peraltro avviene in altri sport, quali, ad esempio, il basket e il volley, dove Piacenza rappresenta un esempio concreto in tal senso. Solo questa comunione di intenti e il ritorno della serie B alla domenica pomeriggio puo’ favorire quella vicinanza tra tifosi e squadra che e’ poi la linfa per portare la gente negli stadi”. ”A proposito di diritti televisivi, leggendo i giornali – prosegue Reggi – mi pare che la serie B sia in fondo ad ogni contrattazione, e che il presidente Matarrese, cui piu’ volte ho chiesto un incontro e con cui spero di potermi confrontare, anche a nome dei miei colleghi delle altre citta’, per posticipare le partite alla domenica, sia orientato a favorire il prodotto calcio, a livello televisivo, solo per la serie A”  (ANSA)

 



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