Il Commento di Napoli – Atalanta

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Sarà il destino o forse il fato ma l’ingresso di Sosa in campo cambia in genere il corso delle partite degli azzurri. La squadra lo supporta meglio e viceversa, è un vestito su misura che Lavezzi sembra indossare a pennello. L’ombra di Emanuele Calaiò non aveva ancora lasciato il terreno di gioco che un tocco del Pampa da il la al vantaggio azzurro, rasoiata dal limite del Pocho ed Hamsik piomba come un falco sulla reattiva respinta del pur bravo Coppola e fa gonfiare la rete come gli chiede spesso il San Paolo. La caccia al titolo di capocannoniere azzurro, che fin ora spettava a Zalayeta con otto reti, è ormai aperta dallo slovacco ma Lavezzi anche lui ci tiene e non si sottrae alla sfida tutta interna, così dopo due soli minuti ristabilisce la parità con Marek approfittando di un delizioso traversone sottomisura del suo companeros argentino, al secolo Roberto Carlos Sosa, sul quale si avventa anticipando Bellini in scivolata, nulla conta il tocco di mano involontario ma decisivo che rende poco digeribile agli orobici il letale uno-due dal quale non ne escono più per tutto il match. In realtà Del Neri era arrivato al San Paolo senza Doni, che con i suoi movimenti elastici tra le linee qualcosa aggiunge in termini di consistenza alla linea mediana nerazzurra, schierando due attaccanti puri davanti, Paolini e Floccari. Il Napoli, però, per tutto il primo tempo, nonostante la superiorità numerica a centrocampo, è rimasto imbrigliato nella tattica del tecnico di Aquileia che non lasciava sbocchi agli azzurri sui quali indirizzava centralmente l’aggressività agonistica di Tissone e Guarente costringendo gli azzurri ad allargare il gioco sulle fasce dalle quali i cross diventano gioco facile per i centrali atalantini Manfredini e Corazzieri. Perchè fisicamente i due sono maggiormente dotati rispetto a Calaiò e Lavezzi che pure aveva avuto una ghiotta occasione al 3° minuto di gioco, quando Mannini indovina la traiettoria giusta e lo mette da solo davanti a Coppola bravo però in uscita a negargli la rete.
All’8° ed al 26° si ha la prova e la controprova della reattività di Iezzo, finalmente tornato in campo dopo qualche mese di assenza per l’intervento al ginocchio, che scioglie ogni dubbio sul suo definitivo recupero opponendosi in maniera composta ed efficace su due conclusioni da fuori dell’argentino Tissone, un ragazzo da tenere in seria considerazione perché farebbe la gioia di parecchi club della massima serie. Con Lavezzi che scalpita e che scende spesso tra le linee per trovare la posizione giusta da cui ripartire Del Neri chiede a Floccari di aiutare la mediana e di fare il Doni della situazione così gli orobici danno sfoggio di una grande organizzazione di gioco, con sincronismi perfetti in fase difensiva. Per uscire da questo equivoco tattico Reja ci mette tutto il primo tempo e a dargli una mano ci si mette un pò la sorte e un pò il fato dal quale neanche le leggi geometriche del calcio possono sottrarsi. In pratica Blasi, che già ieri per un problema di virus intestinale aveva dovuto interrompere la fase di rifinitura dell’allenamento a Castelvolturno, rimane negli spogliatoi ed il furlan inserisce Pazienza, l’operazione dà immediatamente i suoi effetti perché libera l’energia e la dinamicità di Gargano, sicuramente l’anima dell’exploit del Napoli della ripresa, che al 49° va vicino al gol con una rasoiata dai 25 metri che Coppola è bravissimo a neutralizzare come la chiusura sulla ribattuta al tentativo di cross di Mannini. Così com’è altrettanto bravo, Coppola, pochi minuti dopo a chiudere ancora una volta la saracinesca al cospetto del lanciatissimo Lavezzi sul quale compie un prodigioso intervento. L’operazione fortuna trova compiutezza in sinergia all’accorgimento tattico che cade al 58° con l’innesto in campo di Sosa per Calaiò che rende ancor più vivace Lavezzi e da più centralità alla manovra offensiva azzurra. Proprio mentre l’Atalanta diminuisce il suo ritmo per dedicarsi all’ordinaria amministrazione il Napoli cresce d’intensità e ciò coincide col miglior momento azzurro di Hamsik e Lavezzi che con una doppietta in rapida successione, tra il 62° ed il 64°, affossano le velleità nerazzurre di lasciare indenni il manto erboso del San Paolo. Del Neri prova col tridente nel finale a raddrizzare inutilmente le sorti ormai segnate dell’incontro ma è sui piedi di Sosa che al 89° capita un’altra palla gol, quella del possibile 3-0 che però l’argentino spreca sfiorando il palo alla sinistra dei cieli. Passo deciso in avanti dunque degli azzurri che conquistano la nona posizione in campionato e dimostrano la ritrovata compattezza, dispiace invece ancora una volta dover constatare la mancanza di verve che l’attacco lascia allo spettacolo quando si ritrova in formazione Calaiò che per motivi endemici la squadra non riesce a supportare come si dovrebbe ad un attaccante dalle sue caratteristiche e che preferisce la presenza di Sosa per rendere proficue le azioni di ricerca della maggiore profondità, ciò per maggior respiro alla difesa stessa così come in termini di pericolosità percepita dalla linea difensiva avversaria di turno. Per ritrovare se stesso il Pampa sarà di sicuro in altri lidi da settembre in poi, Manuele ha tempo per pensare e valutare …
Antonello Greco 



2 Commenti

  1. Sig. Antonello avete commentato l’incontro anche con una analisi molto profonda nei riguardi di Calaiò che con mio grande dispiacere debbo senz’altro condividere. Però di attacanti dal valore del siciliano si contano sulle punte delle dita; purtroppo, oggi mi sono reso conto che la squadra non venne costruita per supportare, con altri accorgimenti tattici, un giocatore dal valore di Calaiò.

  2. Come al solito su contro campo ultimo minuto hanno marcato profondamente che entrambi i gol non erano regolari ovviamente perchè siamo solo il NAPOLI e no un inter milan o altro…….COERENZA!!!!

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