Edy Reja, quattro anni di successi tra critiche e applausi

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Circa quattro anni fa cominciò la sua avventura nel Napoli,quel team fatto riemergere dalle ceneri del fallimento dal produttore cinematografico Aurelio De Laurentiis e riportato nel calcio che conta. Un progetto che sposò senza battere ciglio, subentrando a Ventura, c’erano a stento magliette e qualche pallone, ma non importa perché la voglia di riscatto è più forte di qualsiasi battaglia. Il suo nome è Edy Reja, da Gorizia con furore, con il pampa e compagni ricompattò l’ambiente radunando un gruppo di giovanotti volenterosi e via verso la risalita. Di tempo ne è passato, gioie e dolori, ma a dire il vero, più gioie che dolori,hanno accompagnato il tecnico azzurro nella massima serie; dallo sgambetto fatto dall’Avellino alla festa indimenticabile del Marassi, Napoli e Genoa, ritornano insieme nell’Olimpo del calcio. De Laurentiis ne avrebbe sucuramente potuto fare una pellicola, sarebbe stato indubbiamente un successo, ma il cinema ed il calcio sono due cose differenti, accomunate però da una stessa cosa: un grande attore ti fa realizzare un grande film, un campione ti può fare grande una squadra.

Si parla tanto di lui, della sua riconferma all’ombra del Vesuvio, per molti andrà via a fine stagione, altri lo vorrebbero indiscusso timoniere del Napoli anche nella prossima stagione. Una città divisa in due, ma la decisione spetta solo a lui ed alla società. In quattro anni ha praticamente centrato tutti gli obiettivi, difficile rimproverargli qualcosa, forse il suo modo di fare calcio, per molti un tecnico all’antica, per altri uno che bada al sodo: soprattutto non prenderle. Dopo la partita con l’Atalanta, la società ed il tecnico friulano sederanno al tavolo delle trattative, chissà se troveranno un accordo, qualcuno sogna la riconferma, altri sperano di ricordarlo come quel tecnico che ha riportato gli azzurri nella massima serie.
Umberto Russo

5 Commenti

  1. Veramente il Pampa e gli altri giovanotti non li ha scelti lui, in quanto subentrato a Ventura, per il resto è vero Reja ha centrato tutti gli obiettivi programmati, l’unica cosa che lascia a desiderare è il suo calcio poco, pochissimo spettacolare, in quanto poi al “prima non prenderle”, beh se prendessimo in esame solo le 3 trasferte più catastrofiche della stagione, allora, viene meno anche questo imperativo!
    Non so se riconfermerei lui alla guida della squadra per il prossimo anno, conosce benissimo l’ambiente ed i ragazzi, ma ora c’è anche bisogno di bel calcio, sarà in grado di far fare alla squadra il salto di qualità che tutti ci attendiamo l’anno venturo?

  2. SE DOVESSI DARE UN VOTO AL CAMMINO DI REJA DA QUANDO HA PRESO POSSESSO DELLA PANCHINA, GLI DAREI 8, HA C’ENTRATO TUTTI GLI OBIETTIVI ED E’ SEMPRE RIUSCITO A TENERE LO SPOGLIATOIO UNITO. L’UNICA COSA CHE CONTESTO A REJA E NON E’ IL GIOCO, PERKE’ NON IMPORTA, SONO I RISULTATI CHE CONTANO!! CMQ L’UNICA COSA GLI CONTESTO E’ CHE LUI SI FISSA SU DETERMINATI GIOCATORI…QUANDO DECIDE CHE DALLABONA NON GIOCHERA’ MAI +UNA PARTITA COSI’ SARA’, PREFERISCE METTERE A MONTERVINO SPESSO QUANDO HA DOVUTO FARE CAMBI A CENTROCAMPO ANZICCHE’ ZIO SAM… NON E’ CHE SIA UN CAMPIONE, MA MEGLIO DI MONTERVINO SICURAMENTE!!!

    AL DI LA DI TUTTO REJA GRANDE ALLENATORE…. I RISULTATI GLI DANNO SEMPRE RAGIONE…

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