Qui Catania.

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C’è molta attesa in città per questa nuova e determinante avventura affidata da Pulvirenti e Lo Monaco al condottiero venuto dall’est. Si, Walter Zenga ha costruito il suo vittorioso curriculum in Serbia ed in Romania, ma da domani ha la possibilità di dimostrare tutto il suo valore acquisito in questi anni, farciti da importanti successi professionali, anni che per lui hanno avuto anche il sapore dell’esilio. Sarà emozionato come un bambino, lui che non è un personaggio costruito ma un uomo che ha pagato caro e sulla sua stessa pelle ogni errore della sua vita, lui che dice sempre ciò che pensa senza giri di parole. Si misurerà finalmente su una panchina del campionato italiano, come tanto desiderava. Walter è sempre stato sprezzante del pericolo, un istintivo, anche una testa calda in passato, ma ha accolto al volo l’unica chance capitatagli per lanciarsi nel circo che conta, ha la possibilità di sciogliere la diffidenza che nei salotti del calcio nostrano è montata col tempo nei suoi riguardi, neanche i due scudetti vinti sulle panchine di Bucarest e di Belgrado gli hanno restituito quella dignità che la stampa ha riservato invece agli sconosciuti allenatori affacciatisi negli ultimi anni sul palcoscenico nazionale. Catania ne è cosciente e si è stretta attorno al suo allenatore rigettando ogni diffidenza. Nonostante il maltempo sono stati tanti i curiosi a voler seguire gli allenamenti presso il centro sportivo di Massannunziata dove il mister ha cercato di capitalizzare il tempo a disposizione per conoscere i suoi uomini, lavorando psicologicamente sui ragazzi per far crescere in loro l’autostima. Non stravolgerà la squadra ma affronterà il Napoli col 4-3-3 partendo da dove Baldini aveva lasciato, apportando solo quelle piccole correzioni che a suo parere si renderanno necessarie in corso d’opera. Ha dispensato consigli a tutti, si è mostrato soddisfatto per l’impegno intravisto nell’amichevole infrasettimanale col Noto dove ha provato nella seconda parte anche il 4-4-2, non si sa mai dovesse servire all’occorrenza. Qui a Catania c’è rabbia e fiducia. La rabbia che ancora non si è dissipata per la morte di Raciti e che ha fatto sprofondare la città nell’oblio calcistico, una città che ha tranciato di netto quella verve d’euforia che ribolliva in ogni vicolo fin dalla promozione e fino a quel famoso derby col Palermo. Raccolgo le testimonianze dei commercianti e della gente che si accalca nei coloriti mercati di San Cristoforo e del Picanello dove profumi, colori e musica mi riportano quelli di Porta Capuana o del Vasto, dritto al cuore della mia città. Qui sono fiduciosi e convinti che con l’aiuto di Sant’Agata, la venerata patrona, Walter Zenga riuscirà in entrambe le imprese: quella di salvare il Catania dalla B e di riconfermarsi il prossimo anno alla guida degli etnei.
Antonello Greco
 

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Giornalista e Vice Direttore di Napolisoccer.NET . Tifoso del Napoli, coniugo l'amore e la passione per gli azzurri alla deontologia propria del lavoro di giornalista. Il piacere di raccontare le vicende azzurre, con i suoi risvolti sociologici, con criticità e romanticismo quando ci vuole. Pratico la libertà d'informazione senza condizionamenti.

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