Ferrario: “Era meglio tenere un altro attaccante”

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Ferrario-Moreno01Nel corso della prima puntata di “Amore… Azzurro”, programma sportivo in onda ogni mercoledì e sabato su Radio Amore, è intervenuto l’ex difensore azzurro, Moreno Ferrario. Ecco alcuni passaggi dell’intervista: “La cessione di Quagliarella? Quando io sono andato via da Napoli, dopo 10 anni in maglia azzurra, inizialmente mi hanno dato del traditore. Tuttavia, quando ho avuto la possibilità di parlare, i tifosi hanno capito la mia scelta. Non so se per Fabio sarà la stessa cosa, perché lui pur essendo napoletano ha militato solo per un anno in maglia azzurra. Sostituire Denis e Quagliarella con Lucarelli e Cavani, non credo sia servito a molto. Era meglio tenere un altro attaccante se l’intenzione è quella di andare avanti in Europa League e fare bene in campionato. Quagliarella temeva la concorrenza in attacco? Oggi i calciatori hanno contratti pluriennali, ma se giocano poco sono pronti ad andare via. Il calcio romantico non esiste più, ma non parlerei di tradimento. Fiorentina-Napoli? Avendo giocato giovedì, il Napoli potrebbe soffrire le fatiche di coppa, per questo serviva una rosa più ampia. Il Napoli l’anno scorso ha perso la grande occasione di andare in Champions. La Fiorentina aggredirà gli azzurri e credo che il Napoli agirà di rimessa. E’ la partita ideale, considerando le caratteristiche degli uomini di Mazzarri. Che tipo di difensore manca al Napoli? Credo che al Napoli serva un giocatore che sappia giocare nella difesa a tre. Occorre un giocatore funzionale al progetto degli azzurri. E’ inutile inseguire grandi nomi. Nel mio Napoli prendemmo Romano che, magari, non era un fenomeno ma era quello che ci mancava. Non è un caso che, dopo il suo arrivo, vincemmo il campionato. Santacroce? Bisogna dare fiducia ai giovani, ma se dopo due o tra anni il rendimento non è all’altezza delle aspettative è necessario riflettere. Santacroce è stato spesso infortunato, ma fino ad ora non ha garantito quella continuità di rendimento che era lecito attendersi. Grava? Non bisogna essere dei fenomeni per giocare a pallone. Non sarà un campione, ma è uno su cui si può sempre contare. Una squadra non può essere costituita da soli fenomeni. Serve gente che sappia usare oltre ai piedi, anche il cervello. Maradona allenatore? Quando era in campo decideva da solo le partite, in panchina ovviamente non può essere altrettanto decisivo. Alla fine le partite sono decise dai giocatori e non dai tecnici.
Fonte: Redazione Sportiva Radio Amore Campania
 

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