Il Pampaiò ed il ruvido Reja

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Il Napoli, nel primo tempo, la sconfitta se la stava cercando. Solito modulo contro un Palermo schierato in campo proprio per metterlo in crisi. E così è stato. Ai punti i primi quarantacinque minuti sono stati appannaggio dei rosanero. Nel secondo tempo finalmente i cambi giusti per gli azzurri. Un difensore in meno, con la difesa schierata a quattro, un centrocampista in più per fare manovra, premere, semmai segnare.
Il paradosso, a vittoria pur conseguita, resta. Con Calaiò (nel primo tempo) il Napoli ha giocato come se in campo ci fosse stato Sosa. Con Sosa (nel secondo tempo), invece, si è giostrata la palla come se la prima punta fosse stata Calaiò: manovra, inserimenti di Hamsik, pressione sugli avversari.
Il povero Emanuele ha dovuto interpretare la gara come un Pampa di minor peso. Il Pampa vero ha trovato, invece, una squadra che voleva giocare e vincere. Non si hanno controprove, ma scommetto che nemmeno Robertone avrebbe combinato nulla nel primo tempo, con quella squadra votata soprattutto a non prenderle e a leccarsi le ferite di una disposizione tattica imprecisa.

Quindi, altra delusione per Calaiò, ma aspettiamo di vederlo, per qualche congiunzione astrale, in un momento migliore di gioco collettivo. Comunque pure lui deve decidersi. Sgomiti un po’ di più, non si faccia deprimere dalla panchina, ci metta più rabbia e voglia di dimostrare. Non siamo in parrocchia, dove se non si gioca ci si arrende.
Detto tutto questo, bisogna pur dire che Reja rimane un uomo pratico e governa la situazione con un sano principio contadino: niente raffinatezze da manuale, piuttosto scelte ruvide, a volte incomprensibili, ma i frutti maturano. Però, viene sempre trattato come uno che sta lì per preparare il campo ad un altro. Al Grande Allenatore da ingaggiare ancora. Sono di questo avviso: l’altro o è grande per davvero o è meglio tenerci il Lippi di casa nostra. Di schemi e schemini e passaggi in orizzontale ne è pieno il circo dei trainers, dei loro adulatori ed interessati procuratori. Buona stampa quanto se ne vuole, ma tanti fallimenti sul campo e ingaggi rimediati in tv. O no?

Antonio Mango

5 Commenti

  1. A me dispiace dover di dire che Reia me non piace, e spiego perche’: il napoli non ha mai avuto un gioco, e non ha mai fatto divertire io credo che tutti quelli che masticano un po di calcio si siano accorti come non si giochi sulle fasce(tranne qualche volta)non si fanno sovraposizioni raramente si vedono triangolazioni non si segna su palle inattive da una vita e questo secondo voi non sono cose da attribuire al tecnico? condivido pienamente che Reia sia da confermare a livello dirigenziale,perche’persona seria,onesta e competente,e pertanto degna di fiducia

  2. si è pure vero che con quelle fasce nn si puo giocare però…con grava e savini…ma dai…nn è solo colpa del mister, se ci fossero stati due esterni di valore secondo me il mister faceva giocare sulle fasce…ma purtroppo ci sono i vari grava, garics, savini rullo…

    dai via questi 4 l’anno prossimo se resta reja bisogna comprare non 2 ma 4 esterni di centrocampo…

    ciao a tutti!

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