Il Commento di Napoli – Palermo

1
66

 Proprio un pesce d’aprile anticipato per i siciliani che ritornano sull’isola a mani vuote. Il tecnico Colantuono ci sperava, aveva cercato di rimodellare il gruppo in questi giorni, coadiuvato dalla maliziosa pretattica infrasettimanale di Zamparini. Ma la sorte, invece, restituisce ciò che talvolta ha tolto agli azzurri, una vittoria spesso svanita e stasera colta nei minuti finali, in pieno recupero, grazie alla caparbia di Hamsik che si lancia quasi disperatamente tra gli avversari per ricevere il tocco a scavalco di Lavezzi nonostante la palla fosse sporcata dall’estremo intervento di Cossentino, così Marek con un preciso colpo di testa piazza la palla dove Fontana stavolta non può arrivare e fa esplodere il San Paolo in un urlo di gioia ormai insperato. Non è il Napoli bello di notte quello visto stasera, ma una squadra che ha subito dato l’impressione di non avere le coordinate giuste per sciorinare in velocità degne trame geometriche. Le assenze di Gargano e Santacroce mettono in soggezione i rispettivi reparti, lì dietro Cannavaro e Contini lasciano sul terreno qualche incertezza di troppo nel primo tempo per contenere un pimpante Amauri, che tornava per la prima volta nello stadio che lo ha consacrato al grande calcio da avversario. In mediana, invece, né Pazienza e né Blasi sono riusciti a garantire velocità quando si trattava di smistare palla o far ripartire con la dovuta solerzia l’azione, fatto sta che la partita la fa il Palermo anche se il primo squillo di tromba lo fa Il Napoli già al 5° con Domizzi, che di testa impegna con estrema severità l’ex Fontana. I rosanero da quel momento in poi spingono su entrambi i lati, Simplicio, liberato da compiti di marcatura da un severo Colantuono, arriva in un paio di occasioni al tiro, Balzaretti, che sul suo lato fa sfracelli per via di un Grava impresentabile, coglie addirittura la traversa da distanza siderale, mentre Cassani sull’altra fascia annichilisce Savini e crea superiorità numeriche per Amauri che si da un gran da fare lasciando non pochi grattacapi a Cannavaro e Contini. Contro questo assetto il Napoli non riesce a far di meglio arretrare il baricentro e cercare Lavezzi come non si dovrebbe mai fare, ovvero con quei soliti lanci lunghi che tagliano fuori dal gioco Calaiò ed anche Hamsik, un timido risveglio al forcing dei siciliani arriva solo al 35° dopo una buona combinazione Savini – Lavezzi, la palla di rimbalzo arriva a Pazienza che non ci pensa due volte a lasciar partire un bolide sul quale un superlativo Fontana si distende a pugni uniti, la palla finisce sui piedi di Savini che di prima intenzione cerca nuovamente la porta ma stavolta Fontana è ben piazzato. Dagli spogliatoi salgono in campo gli stessi interpreti del primo tempo e nonostante le defezioni tattiche la sorte sembra mostrare al Napoli il suo lato migliore, al 49° Domizzi serve Calaiò sulla trequarti, bravo è l’arciere a venire incontro alla palla ed a lanciare lungo in area Lavezzi che a tu per tu con Fontana colpisce male la sfera e divora letteralmente un gol fatto. Al quarto d’ora Reja finalmente decide di mettere fine allo strazio tecnico offerto dagli esterni azzurri, Grava e Savini, ridisegnando la squadra con Garics che va a fare il quarto a destra in difesa e Bogliacino libero di spaziare dietro le punte senza dare riferimento di sorta agli avversari. La partita a questo punto cambia volto perché il Palermo viene rintuzzato nelle folate laterali ed il Napoli più sicuro in difesa riesce ad alzare il baricentro creando un buon supporto per i centrocampisti, così si accende la luce di Hamsik ora capace di trascinar su la palla e di tenere basso Cassani e Lavezzi si offre generosamente a qualunque iniziativa nasca dalle retrovie. Allora specularmente il Palermo cambia assetto, cerca la rimessa ma il centrocampo si schiaccia troppo sulla difesa impaurito com’è dalle continue folate di Lavezzi, il Napoli si rende pericoloso perché ora apre meglio sulle fasce e trova con maggior continuità la profondità, Reja se ne accorge e alla mezz’ora piazza in area l’ariete, il Pampa Sosa al posto di Calaiò, per giocarsi così la partita nei quindici minuti mancanti durante i quali non ci sono delle vere e proprie occasioni da gol da parte di entrambi i fronti ma azioni pericolose, solo che è il Napoli a crederci di più ed a cercare la rete con maggior insistenza occupando meglio le corsie laterali, con Sosa a tener impegnati i centrali palermitani mentre a questo punto aiutano a portar pressione anche i difensori azzurri. Il 90° è passato da un pezzo quando il pensiero di tanti viene rivolto alla buona sorte, affinché stavolta non sia avversa e così, come in una figura di tango argentino, Sosa sfiora, Lavezzi alza e Hamsik incorna in rete, mettendo la firma all’ennesimo successo che allunga la striscia positiva delle notturne.

Antonello Greco

1 COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here