Napoli-Reja: otto partite per un contratto

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Arrivare al più presto a 40 punti, possibilmente già domani sera contro il Palermo. Poi, giocare potendo contare su una classifica che darà maggiore tranquillità, senza avere però cali di tensione. Infine, cercare di stupire De Laurentiis e i tifosi chiudendo il campionato nella migliore posizione. Ecco quanto Reja chiede a se stesso e a i suoi calciatori nelle ultime otto giornate, quelle in cui il Napoli dovrà affrontare quattro squadre in lotta per non retrocedere (Catania, Parma, Siena e Torino) e quattro impegnate ad arrivare al 18 maggio con il piazzamento più onorevole, compreso il Milan. Reja sa bene che ancora nulla è stato deciso sul suo futuro. Se il Napoli dovesse chiudere alla grande il suo campionato, le possibilità di una sua riconferma lieviterebbero tantissimo. E’ vero, Reja è stato tante volte sul punto di andare via e tante volte è stato convinto a restare. Mercoledì scorso Marino è stato esplicito: “Reja? E’ il presente e può essere il futuro, con lui firmiamo sempre contatti in estate. Ci siederemo a fine stagione e vedremo, può darsi anche che sia lui a non voler restare, ovviamente dico per dire. Reja appartiene al nostro progetto, è uno di famiglia, sarà sempre un amico e un collaboratore del Napoli”. Un modo elegante per anticipare l’addio? No, perché Marino ha più volte trattenuto Reja sulla panchina del Napoli. Ma Reja ha intenzione di restare dopo essere stato messo in discussionein più occasioni, dopo aver ricevuto valanghe di critiche e dopo essere stato più volte sul punto di abbandonare? Spesso è stato una spugna, spesso sono stati la moglie Livia e il dg Marino a convincerlo a soprassedere ai suoi propositi. Cosa accadrà da qui al 18 maggio, cosa decideranno De Laurentiis e Marino e lo stesso Reja? “Penso solo a far sì che il Napoli finisca nella migliore posizione, magari stupendo, centrando l’obiettivo della società: decimo posto”, ecco il pensiero di Reja. Domani sera avranno inizio le ultime otto giornate del Napoli. Potrebbero essere anche quelle di Reja sulla panchina. Lui, però, ribadisce che “niente è stato deciso: né dalla società né dal sottoscritto”. E pretende il massimo da se stesso e dai suoi calciatori. Tutto da vedere l’allenamento di ieri pomeriggio quando il tecnico ha rimproverato a gran voce Hamsik per un assist errato (“Voglio il possesso palla e tu mi sbagli un passaggio facile per tentarne uno difficile?”) o quando ha richiamato Santacroce e Sosa che sorridevano dopo uno scontro involontario e si attardavano a riprendere il gioco. Reja ha chiesto grinta e concentrazione: sa bene che non sarà un finale in discesa. E pretende il massimo da se stesso e dalla squadra.
 

Il Mattino

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