Intervista alla Signora Grava

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Solitamente in amore vince chi fugge, ma nel caso della Signora Grava, ovvero Alessandra Santoro, ha vinto la sua tenacia, la sua grande fermezza e sopratutto il suo sentimento sincero. Difatti dopo qualche rifiuto iniziale, la bellissima Alessandra, è riuscita con le sue indiscusse qualità a far colpo nel cuore del terzino del Napoli Gianluca Grava: "Ci siamo conosciuti a Caserta, la nostra città d’origine – confida Alessandra -, eravamo entrambi adolescenti, ma lui non mi filava proprio, mentre invece io ero innamorata cotta di lui.
Uscivamo spesso insieme perché frequentavamo la stessa comitiva ma per molto tempo non c’è stavo verso di avvicinarlo a me, così stanca dei suoi no, ho deciso di fare una magìa d’amore (no dai scherzo, non scriverlo! ndr) e finalmente si è accorto della mia esistenza ed ora siamo qui, felicemente sposati con tre splendide bambine: le gemelle Gaia e Micol di sei anni e Swami di tre".

Era giovanissima quando ha conosciuto suo marito, ma ricorda cosa l’ha colpita di lui?
"Forse il fatto che era molto timido e non spavaldo e burlone come la maggior parte dei ragazzi di quella età, un vero gentleman per l’esattezza".

Del giorno del suo matrimonio qual è il ricordo più bello?
"Sinceramente in quel giorno è successo davvero di tutto, lo ricordo con una vena di nervosismo ed ansia perché si susseguirono degli avvenimenti negativi: la mattina a casa mia, il contatore andò in tilt, un vero black out per cui fui costretta a lavarmi con l’acqua fredda e come se non bastasse dopo un po’ mi chiamò il prete dicendomi che dovevo rimandare di un’ora il matrimonio… per un funerale. Ricordo, come fosse ieri, che scoppiai a piangere per la disperazione e dissi a mia mamma di non volermi più sposare. Gianluca dovette aspettarmi un’ora in chiesa per attendere che finisse il funerale, la sfortuna si era davvero accanita su di noi ma poi per fortuna ci sposammo. Ora sono otto anni che stiamo insieme, e tutto ringraziando Dio va per il verso giusto. Gianluca è un marito affettuoso ed un padre esemplare".

Qual è stata l’emozione più grande che le ha regalato suo marito da quando gioca a calcio?
"Devo premettere che per noi già essere tornati a casa è il massimo, stare lontano dai propri affetti, specie con tre bambine non è semplice. Ora che viviamo a Caserta ed abbiamo l’appoggio delle nostre famiglie è tutta un’altra cosa. Oltre a questo c’è da dire che alla prima giornata di campionato in serie B dell’anno scorso al San Paolo quando Gianluca segnò per me è stata una grande emozione perché non me l’aspettavo e sono stata felicissima per lui che mi ha anche dedicato il gol".

Ma quel giorno prima della partita vi eravate sentiti al telefono e cosa vi siete detti?
"Ci sentiamo sempre prima che arriva allo Stadio mentre è in autobus con la squadra e come al solito gli dico di stare tranquillo, perché so che ‘PIT BULL’ farà sempre del suo meglio".

PIT BULL, è questo il suo soprannome?
"Si, a casa lo prendiamo tutti in giro con questo nomignolo perché è uno che azzanna i suoi avversari e difficilmente li molla".

Un po come lei Alessandra che lo ha voluto a tutti i costi, allora è vero che i simili si attraggono ma non dovrebbe essere diversamente?
"Forse solo in questo caso per la testardaggine siamo simili, ma poi per tutto il resto siamo diversi perchè lui è più taciturno, io più espansiva. Però ci compensiamo a vicenda e tutto sommato andiamo d’accordo".

Suo marito ha dei riti scaramantici prima della partita?
"No, perché è una persona estremamente cattolica, la mattina prima della gara so che va in Chiesa e si affida al Signore e credo che sia la cosa migliore da fare per ottenere la serenità prima di una partita".

Per concludere ci svela come ha fatto ad andare d’accordo con un calciatore per sette anni?
"Alla base di tutto c’è stata la fiducia reciproca, gli ho sempre lasciato i suoi spazi ed ho accettato per amor suo di diventare una nomade, ma alla fine anche questa volta chi la dura la vince ed ora per fortuna siamo di nuovo a casa".

Ma sposare un calciatore è una fortuna o una sfortuna?
"E’ una fortuna se trovi la persona giusta, come è successo a me, indipendentemente dalla sua professione perchè si sa ogni rapporto implica delle scelte e delle rinunce".

Prima di salutarci "L’altra metà di…", proviamo a stabilire la prima regola del Decalogo per essere una perfetta moglie di un calciatore: quale deve essere la prima cosa che una moglie deve o non deve fare per andare d’accordo con il marito calciatore?
"Difficile: credo avere tanta ma tanta ma tanta e dico tanta pazienza".

Tratto da TMW

 

 

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Giornalista e Vice Direttore di Napolisoccer.NET . Tifoso del Napoli, coniugo l'amore e la passione per gli azzurri alla deontologia propria del lavoro di giornalista. Il piacere di raccontare le vicende azzurre, con i suoi risvolti sociologici, con criticità e romanticismo quando ci vuole. Pratico la libertà d'informazione senza condizionamenti.

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