Al Napoli lo scudetto delle multe

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Per le società di calcio è un balzello con cui fare i conti ogni settimana. Una sorta di tassa "occulta" per far perdonare le intemperanze dei tifosi più scatenati. Intemperanze il più delle volte frutto dell’eccessiva passione per la squadra del cuore. Ma talvolta pianificate a tavolino da gruppi ultras che agiscono al limite della legalità per tenere sotto scacco i club ed estorcerne favori e vantaggi economici (dai biglietti e trasferte omaggio alle esclusive sul merchandising), come stanno accertando le Procure di Milano a Napoli.
Il meccanismo della responsabilità oggettiva – istituto giuridico che trova applicazione nel mondo dello sport e oggetto di periodiche polemiche – è costato nella stagione 2007-2008 ai team di serie A 1.216.950 euro. Il conto più salato – più di un milione di euro – è stato presentato dal giudice sportivo a dieci società. Il Napoli di Aurelio De Laurentis è stato costretto a sborsare 189mila euro. Tra le milanesi, nella graduatoria delle "multe" è andata meglio al Milan (che ha pagato appena 31.500 euro), mentre l’Inter campione d’Italia ha versato alle casse della Figc 159mila euro.
Nel derby della Capitale si sono dimostrati meno indisciplinati i supporter della Lazio che sono costati alla società presieduta da Claudio Lotito solo 57mila euro. Mentre la famiglia Sensi è stata sanzionata per complessivi 125.350 euro. Tra i gruppi di tifosi più scatenati si sono distinti, inoltre, quelli del Genoa (che hanno prodotto 144.500 euro di penalità), quelli dell’Atalanta (101.500), quelli del Livorno (71500) e quelli della Juvenuts (69.500).
Spulciando il repertorio del giudice sportivo è possibile verificare la tipologia delle violazioni contestate: si va dal lancio di fumogeni e seggiolini verso i settori degli spalti occupati dai sostenitori ospiti, al tiro al bersaglio con bottigliette piene d’acqua per colpire i calciatori avversari o i guardalinee; dall’esposizione di striscioni di contenuto offensivo agli slogan razzisti intonati dalle curve.
Certo l’ammontare delle multe inflitte non è tale da mettere in difficoltà i bilanci dei club. I presidenti (e gli azionisti, per quelle quotate) delle società denunciano però l’anacronismo di un meccanismo che li costringe a pagare spesso per comportamenti e atti d’inciviltà difficilmente controllabili da parte delle stesse forze dell’ordine. E che soprattutto imputa ai team un dovere di sorveglianza non collegato alla proprietà degli impianti. Solo dal 1° marzo 2008 peraltro è entrato a regime il sistema di controlli interni allo stadio affidato a steward arruolati dalle squadre, mentre a Polizia e Carabinieri dovrebbero essere affidati in futuro i controlli all’esterno delle strutture.

Fonte: ilsole24ore.com

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Giornalista sportivo, appassionato di calcio e, da sempre, tifoso del Napoli. Dal 2004 partecipo al progetto Napolisoccer.NET condividendone obiettivi e speranze, con l'unica finalità di fornire ai lettori un'informazione corretta e neutrale, scevra da pregiudizi e fuori da ogni logica di interesse. Napoletano convinto, nutro amore e passione incondizionata per "Terra mia", "Napul'è" e per la maglia azzurra.

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