Pallanuoto, Postiglione:”Una medaglia ai Giochi”

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Come il mito della pallanuoto Gianni De Magistris e quello dei tuffi Giorgio Cagnotto. Come Andrea Giani, il napoletano dei napoletani della pallavolo. Come le leggende che scrivono la vita e i miracoli di uno sport. All’alba della sfida d’andata dei quarti di Eurolega con la Pro Recco, in programma domani a Camogli, e soprattutto all’alba del trentaseiesimo compleanno e della quinta Olimpiade di una carriera enciclopedica, Francesco Postiglione non può tacere i sui sogni. «Tre cose semplici: mi piacerebbe proseguire l’avventura in coppa, vivere belle emozioni ai Giochi di Pechino e poi vincere almeno un altro titolo con il Posillipo». Non importa se in Italia o in Europa. «Sarebbe splendida l’accoppiata scudetto e coppa dei Campioni, ma mi accontento di chiudere con il botto. Sì, dopo un’altra vittoria importante posso anche pensare al ritiro». Un giovanotto di quasi 36 anni che racconta, sorride, sogna e tossisce in preda a una fastidiosissima influenza: «Non vuol passare. Con il Recco, però, ci sarò: ho giocato così anche a Brescia e in campionato, non mi fermerò certo ora». Non si fermerebbe mai, Postiglione, l’uomo del pokerissimo che affronta un argomento e poi ne abbraccia un altro: le partite con il club rossoverde, la sua seconda pelle, la professione di avvocato, che procede a gonfie vele, e poi le sfide con la Nazionale. Azzurro intenso, quello della sua calottina: «Pensare che a Pechino disputerò la mia quinta Olimpiade è una soddisfazione straordinaria». Nell’ordine: Barcellona ’92, settore nuoto; Atlanta ’96, Sydney 2000, Atene 2004 pallanuoto. Come lui, nella storia della Fin, soltanto De Magistris (pallanuoto) e Cagnotto (tuffi). «Due grandissimi – continua il capitano posillipino -, eguagliare il loro record è davvero favoloso. Ma penso anche a Giani, tra l’altro napoletano come me». E poi all’amico Lello Leonardo, uomo del canottaggio azzurro nonché testimone di nozze di Francesco. «In realtà anche io ho fatto da testimone in occasione del suo matrimonio, siamo grandissimi amici: lo attendo al varco, perché se riuscirà a qualificarsi disputerà anche lui la quinta Olimpiade della sua carriera». E allora, viaggio nella galleria dei ricordi. La palma dei romantici è di Barcellona, quando il giovane ranista stabilì il record italiano dei 200 rana (2’15"97), conquistando il sesto posto nella finale B. «La prima volta è sempre indimenticabile – racconta Postiglione -: ai blocchi di partenza le gambe mi tremavano dall’emozione, ma poi me la cavai. Dopo la Spagna passai alla pallanuoto». E ad Atlanta arrivò la prima medaglia olimpica: «Un bronzo che conservo come un cimelio». La prima grande amarezza è datata Sydney 2000: «Fummo eliminati dall’Ungheria nei quarti di finale e fui espulso senza neanche giocare. Ancora oggi non so dirvi il perché». Poi, seconda delusione ad Atene 2004: «Fuori dai quarti per mano dei padroni di casa della Grecia». E la Cina? Ieri il Settebello è stato inserito nel girone B con i padroni di casa, la Serbia, la Germania, la Croazia e gli Usa: «Beh, ce la giocheremo come sempre». L’obiettivo è chiaro: «Migliorare Atlanta». Ovvero conquistare almeno un argento: «Sarebbe la degna conclusione». Ma non della carriera: «Finché c’è entusiasmo non ho intenzione di smettere. E poi ve l’ho detto: voglio vincere ancora qualcosa con il Posillipo». E sarà leggenda.

 

Il Mattino

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Giornalista e Vice Direttore di Napolisoccer.NET . Tifoso del Napoli, coniugo l'amore e la passione per gli azzurri alla deontologia propria del lavoro di giornalista. Il piacere di raccontare le vicende azzurre, con i suoi risvolti sociologici, con criticità e romanticismo quando ci vuole. Pratico la libertà d'informazione senza condizionamenti.


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